“L’ennesimo grave episodio di sangue verificatosi nella notte appena trascorsa nel
centro cittadino di Olbia impone una riflessione seria, approfondita e soprattutto non più
rinviabile sul tema della sicurezza pubblica e sulle risorse concretamente disponibili per
fronteggiare un fenomeno criminale e di violenza urbana che appare sempre più frequente
e preoccupante.
Secondo le prime ricostruzioni, intorno alla mezzanotte, sul lungomare di Olbia,
all’altezza del monumento ai Caduti, un giovane olbiese di circa vent’anni è stato vittima di
una violenta aggressione culminata con il suo ferimento mediante arma da taglio. Il ragazzo
sarebbe stato colpito alla gola e alla testa da un altro giovane al termine di una lite.
Dopo aver sferrato i fendenti, l’aggressore si è dato alla fuga facendo perdere le proprie
tracce. La vittima è stata soccorsa e trasportata presso il locale ospedale Giovanni Paolo II,
mentre gli operatori del Commissariato di Pubblica Sicurezza hanno immediatamente
avviato le indagini per identificare e assicurare alla giustizia il responsabile.
Tuttavia, al di là della singola vicenda giudiziaria, che sarà oggetto degli accertamenti
investigativi in corso, non si può ignorare il significato che questo episodio assume nel
contesto generale che la città sta vivendo da tempo.
Purtroppo ancora una volta Olbia si risveglia dopo una notte caratterizzata dalla
violenza, dall’uso delle armi e dal rischio concreto che un diverbio o una lite possano
trasformarsi in un evento dalle conseguenze drammatiche.
Da tempo il territorio olbiese è stato interessato da numerosi episodi di polizia
giudiziaria e situazioni di turbativa dell’ordine e della sicurezza pubblica. Una escalation che
ha inevitabilmente accresciuto la percezione di insicurezza tra i cittadini e che ha richiesto
interventi sempre più incisivi da parte dell’Autorità Provinciale di Pubblica Sicurezza, tanto
che diversi esercizi pubblici sono stati destinatari di provvedimenti di chiusura adottati dalla
Questura proprio per arginare situazioni considerate particolarmente critiche.
Di fronte a tale scenario il SIULP di Sassari ritiene non più procrastinabile una presa
d’atto istituzionale della realtà che Olbia rappresenta oggi.
Parliamo di una città che da anni ha superato una dimensione territoriale ordinaria e
che costituisce uno dei principali poli economici, produttivi, commerciali e turistici
dell’intera Sardegna. Una città che ospita uno degli aeroporti più importanti dell’Isola, un
porto internazionale, infrastrutture strategiche e un flusso di milioni di presenze turistiche
che, soprattutto nei mesi estivi, determinano un incremento esponenziale della popolazione
presente sul territorio.
La crescita costante e strutturale della città, unitamente all’aumento delle correlate
esigenze di sicurezza, rende ormai evidente l’inadeguatezza di un modello organizzativo e di
una dotazione organica della Polizia di Stato ferma a circa 50 unità, ancora basati su
parametri che non riflettono più le effettive necessità operative del territorio.
Gli operatori della Polizia di Stato in servizio presso il Commissariato Pubblica
Sicurezza di Olbia garantiscono ogni giorno, con straordinario senso del dovere,
professionalità e spirito di sacrificio, una presenza costante sul territorio e una risposta
efficace alle richieste della collettività. Lo fanno spesso in condizioni di carenza di personale,
affrontando carichi di lavoro sempre più gravosi e una domanda di sicurezza in costante
aumento.
È proprio per queste ragioni che il SIULP di Sassari torna a chiedere con forza che
venga definitivamente accelerato il percorso di elevazione del Commissariato di Pubblica
Sicurezza di Olbia a rango dirigenziale, superando ogni ulteriore ritardo burocratico o
amministrativo.
Una richiesta che non nasce da rivendicazioni corporative, ma da una valutazione
oggettiva delle necessità del territorio e dell’interesse generale della collettività. Il
riconoscimento del rango dirigenziale rappresenterebbe infatti il necessario adeguamento
dell’assetto organizzativo della Polizia di Stato alla dimensione e alla complessità che Olbia
ha ormai assunto. Ma tale passaggio, per essere realmente efficace, non può limitarsi a una
modifica formale dell’assetto ordinamentale.
L’elevazione a rango dirigenziale deve necessariamente tradursi in un contestuale e
significativo incremento della pianta organica, attraverso l’assegnazione di ulteriori
operatori di Polizia, l’implementazione delle articolazioni investigative, il potenziamento
delle attività di controllo del territorio e il rafforzamento delle capacità operative e di
prevenzione.
In altre parole, servono più donne e uomini della Polizia di Stato, maggiori risorse e
una struttura organizzativa adeguata alle sfide che il territorio pone quotidianamente.
Ogni nuovo episodio di violenza conferma quanto sia indispensabile investire nella
sicurezza non soltanto dopo che i fatti si sono verificati, ma soprattutto sul piano della
prevenzione. La presenza visibile delle Forze dell’Ordine, l’intensificazione dei controlli, la
capacità di monitorare efficacemente le aree maggiormente esposte al rischio e di sviluppare
attività investigative tempestive rappresentano strumenti fondamentali per contrastare quei
fenomeni che rischiano di compromettere la serenità della convivenza civile.
Lo Stato deve continuare a essere presente e riconoscibile nei territori, soprattutto in
quelli che, come Olbia, stanno vivendo profonde trasformazioni economiche e sociali e che
richiedono un adeguato livello di attenzione istituzionale.
Il SIULP di Sassari continuerà a sostenere con determinazione tutte le iniziative
finalizzate al rafforzamento della sicurezza pubblica e alla valorizzazione del lavoro svolto
quotidianamente dalle donne e dagli uomini della Polizia di Stato.
L’accoltellamento avvenuto nella notte rappresenta l’ennesimo campanello d’allarme
che non può essere ignorato. È il momento delle scelte concrete, delle risposte strutturali e
degli investimenti necessari.
Olbia merita un Commissariato di Pubblica Sicurezza all’altezza del proprio ruolo
strategico. I cittadini meritano livelli di sicurezza adeguati alle esigenze del territorio. I
poliziotti meritano organici e strumenti che consentano loro di operare nelle migliori
condizioni possibili. Su questi obiettivi non sono più ammissibili ritardi










