Lunedì 10 Agosto, aggiornato alle 18:40

“ETS e trasporto marittimo, situazione insostenibile per le aziende sarde”, incontro con la vicepresidente del Parlamento Europeo Antonella Sberna

“ETS e trasporto marittimo, situazione insostenibile per le aziende sarde”, incontro con  la vicepresidente del Parlamento Europeo Antonella Sberna

Ieri pomeriggio Confindustria Centro Nord Sardegna a Villa Mimosa a Sassari ha incontrato la vicepresidente del Parlamento Europeo Antonella Sberna: «Assicuro che stiamo lavorando affinché si trovino risposte chiare e concrete»

L’ETS continua a pesare sul trasporto marittimo sardo. Anzi, la situazione negli ultimi mesi, rispetto allo scorso anno, è peggiorata. Gli effetti del meccanismo introdotto dall’Unione europea nel 2024 per ridurre l’impronta carbonica del settore marittimo e che obbliga le compagnie di navigazione ad acquistare quote ETS (European Union Emissions Trading System) sulla base delle emissioni prodotte dalle flotte si fanno sentire pesantemente, incidendo per oltre 150 milioni di euro l’anno di maggiori costi sostenuti dalle imprese sarde nell’ultimo triennio, come ha fatto notare Confindustria Sardegna nei giorni scorsi.

«Non ci interessano oboli o regalie. Chiediamo una compensazione economica e di poter competere ad armi pari con le altre imprese del territorio nazionale», ha detto nel tardo pomeriggio di ieri (venerdì 29 maggio), Achille Carlini, presidente di Confindustria Centro Nord Sardegna, che a Villa Mimosa, sede dell’Associazione degli Industriali, ha accolto la vicepresidente del Parlamento Europeo Antonella Sberna, nel nord ovest dell’Isola per un serie di incontri politico-istituzionali. «Siamo consapevoli di quanto sta accadendo. Assicuro che il Parlamento europeo e le nostre forze politiche stanno lavorando affinché si trovino risposte chiare e concrete alle esigenze dei territori», ha precisato subito l’onorevole Sberna.

Erano presenti anche i deputati Mauro Rotelli (presidente della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici a Montecitorio), Salvatore Deidda (presidente della Commissione Trasporti sempre alla Camera) e Barbara Polo, la consigliera regionale Francesca Masala, insieme a consiglieri comunali e dirigenti di Fratelli d’Italia. In sala rappresentanti delle imprese del settore dei trasporti, del settore manufatturiero e dei servizi, che hanno potuto esporre direttamente all’europarlamentare le loro forti preoccupazioni su una situazione che sta ormai diventando non più sopportabile.

«Sin dal primo momento, un anno e mezzo fa, abbiamo capito quali sarebbero state le conseguenze dell’applicazione dell’ETS, una vera e propria tassa ambientale – ha ripreso Carlini, in apertura di incontro, intervenendo a nome anche di tutti i dirigenti e i presidenti di sezione di Confindustria Centro Nord Sardegna –. Come sistema confindustriale abbiamo portato avanti una serie di attività a livello regionale, nazionale ed europeo. Ma la sostanza è che non abbiamo ancora visto nessun risultato. Negli ultimi giorni abbiamo avuto due riunioni, entrambe a livello regionale, in occasione delle quali sono state messe in evidenza ulteriori criticità». Di fatto, tutte le merci e i prodotti che viaggiano via mare da e per la Sardegna hanno oramai consolidato un maggior costo per il trasporto di oltre il 40%. A questa spesa va inoltre aggiunto il caro carburante. Oltre all’incremento dell’ETS, non bisogna dimenticare la tassa “Fuel Eu Maritime”, che prevede sanzioni per il mancato utilizzo di combustibili rinnovabili a basse emissioni di carbonio nel settore marittimo al posto di quelli abituali. Nel dettaglio, secondo i numeri elaborati dalla Sezione Trasporti del Dipartimento di Ingegneria dell’Università di Cagliari, con l’ETS il costo al metro lineare è aumentato di circa il 50 per cento sulla Olbia-Livorno, portando le entrate dell’ETS su questa sola tratta a 40 milioni di euro nel 2025 e a circa 80 milioni di euro nel 2026. «Sono incrementi non assorbibili dalle aziende di trasporto, che rischiano di andare in default. Vista la gravità e il peso economico del problema si stanno valutando azioni anche eclatanti – ha detto ancora Carlini –. Le aziende del nostro territorio sono quindi fuori mercato e riteniamo che questo non sia giusto. E si tratta di costi aumentati pesantemente non solo per le imprese ma che ricadono su tutti i comparti».

«Abbiamo già alzato la voce sul tema dell’ETS – ha assicurato l’europarlamentare Antonella Sberna –. All’inizio della legislatura si parlava di una revisione dell’ETS, che ancora però non è arrivata. Ma a luglio potrebbe sbloccarsi qualcosa. Il nostro governo e tanti di noi al Parlamento europeo stanno pensando di chiedere la sospensione dell’ETS. E poi rivedere il sistema. Adesso è chiaro che l’esigenza immediata è tenere in piedi le aziende. Serve una grande alleanza tra tutti e in particolare un ragionamento con altri Paesi europei». Innanzitutto, la Germania, che con l’Italia condivide un’economia basata sul manifatturiero. Ma il ragionamento andrebbe esteso ad altri strumenti come la Strategia delle isole e la programmazione europea in generale, senza irrigidimenti e tenendo conto di tutte le componenti che riguardano realtà come quella sarda. «Oltre al danno diretto alle aziende del settore dei trasporti, stanno venendo meno opportunità di sviluppo e crescita. Non abbiamo alternative, occorre che le istituzioni intervengano subito», ha concluso Carlini.


Condividi: