Lunedì 10 Agosto, aggiornato alle 18:40

Israeliani in arrivo in Sardegna, Valdo Di Nolfo: “la Sardegna è terra di accoglienza e di pace, non può essere associata al genocidio”

Israeliani in arrivo in Sardegna, Valdo Di Nolfo: “la Sardegna è terra di accoglienza e di pace, non può essere associata al genocidio”

Cagliari, 28 maggio 2026 – «La Sardegna è storicamente una terra di accoglienza, incontro e dialogo tra i popoli. Proprio per questo non possiamo accettare che la nostra Isola venga associata al genocidio di inaudita violenza che sta massacrando migliaia di civili nella Striscia di Gaza a opera della politica folle di Netanyahu».

Così il consigliere regionale Valdo Di Nolfo interviene in merito alle notizie relative all’arrivo in Sardegna di voli charter provenienti da Tel Aviv, al centro in queste ore di un forte dibattito pubblico e politico. Si tratterebbe di voli con militare israeliani mandati in “vacanza” in Sardegna.

Il Consigliere Regionale richiama la posizione già assunta dal Consiglio regionale della Sardegna con la mozione approvata nei mesi scorsi che impegnava la Regione a interrompere i rapporti istituzionali, economici e di cooperazione con Israele fino alla cessazione delle violazioni del diritto internazionale.

«La Sardegna – prosegue – è una terra di pace e proprio per questo ha il dovere di far sentire la propria voce davanti a una tragedia umanitaria che scuote le coscienze di tutto il mondo. Non possiamo fingere che ciò che accade a Gaza sia distante da noi o che possa diventare normale: Israele agisce indisturbata e i ripetuti attacchi alla Global Sumud Flotilla, totalmente incuranti del diritto internazionale, sono la prova del delirio di onnipotenza attuale. Per questo credo che oggi più che mai la Sardegna debba ribadire con forza la propria vocazione mediterranea di pace, cooperazione e solidarietà tra i popoli e rispedire indietro questo “carico pesante”. Non siamo una colonia per le vacanze di chi, con le mani ancora sporche di sangue, si concede relax dopo aver massacrato un popolo».

Il consigliere regionale richiama quindi la necessità di mantenere alta l’attenzione sul piano umanitario e politico internazionale: «Serve con urgenza un cessate il fuoco stabile, il rispetto del diritto internazionale e la tutela della popolazione civile. Non possiamo abituarci alla guerra né voltare lo sguardo davanti a ciò che sta accadendo».

«Difendere la pace, il dialogo e i diritti umani – conclude Di Nolfo – significa difendere anche l’identità più profonda della Sardegna e del Mediterraneo».


Condividi: