Cagliari, 26 maggio 2026 – Più sostegno agli agricoltori per recuperare i mandorleti esistenti e crearne di nuovi, più strumenti per tutelare le varietà autoctone e un impulso concreto a trasformazione, commercializzazione e ricerca. Con l’approvazione della legge regionale sulla mandorlicoltura, la Sardegna mette in campo un intervento strutturato per rilanciare un’intera filiera che coinvolge produzione agricola, agroalimentare e comparto dolciario.
Il provvedimento nasce dal lavoro della V Commissione, che ha unificato tre proposte di legge, tra cui la P.L. n. 111 a prima firma della consigliera regionale Lara Serra, sostenuta dall’intero Gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle.
“Il mandorlo non è solo una coltura tradizionale, ma una risorsa agricola, economica e identitaria che può tornare a produrre valore per la Sardegna”, dichiara Serra. “Con questa legge vogliamo dare prospettiva a chi coltiva, a chi investe nella trasformazione e a chi lavora ogni giorno per portare sul mercato produzioni che raccontano la nostra terra”.
Cuore operativo della legge sarà un Piano triennale affidato alla Giunta regionale, che dovrà trasformare gli indirizzi del Consiglio in misure concrete per il settore.
La norma prevede una dotazione di 5 milioni e 140 mila euro per ciascuno degli anni 2026, 2027 e 2028, destinati al rafforzamento della filiera, con interventi che spaziano dal sostegno produttivo alle attività di ricerca e valorizzazione.
“Parliamo anche ai giovani imprenditori agricoli che vogliono restare in Sardegna e costruire qui il proprio futuro”, conclude Serra. “La mandorlicoltura può tornare a essere una leva di sviluppo per territori, imprese e occupazione”.








