Alghero, 22 maggio ’26 – Il Comitato Suolo Pubblico Bene Comune pone all’attenzione dell’agenda pubblica il tema che la città è per la gente, non solo per il profitto privato. In tal senso è necessario pianificare per esaltare la bellezza dei luoghi, promuovendo la responsabilità sociale d’impresa unitamente all’imprescindibile riconoscimento del valore del lavoro. E’ necessario un equilibrato utilizzo dei beni comuni per una rigenerazione della qualità e della bellezza urbana: gli spazi pubblici come i bastioni, le piazze, gli slarghi, i marciapiedi, i parcheggi per le auto non possono essere occupati sempre più spesso da tavolini, sedie, arredi, poligoni e doppi poligoni circondati, talvolta, da discutibili arredi e/o recinzioni.
L’occupazione del suolo pubblico da parte delle attività commerciali deve avvenire secondo criteri di sostenibilità e di qualità urbana, in modo tale da non inficiare il concetto stesso di “suolo pubblico” ossia contemperando le esigenze della vivibilità e fruibilità dei luoghi pubblici con quelle di incremento dello sviluppo economico, così è enunciato nella D.C.C. n. 36 del 2016. In tal modo si potrà allineare Alghero alla Nuova Agenda Urbana “Habitat III” delle Nazioni Unite che afferma che “Le città sono per la gente, non per il profitto”, un principio concepito per spingere i governi locali a una pianificazione che privilegi il pubblico sul privato.
Proprio ad Alghero, nel febbraio di dieci anni fa, si è svolta la tappa conclusiva del percorso preparatorio alla conferenza “Habitat III”, che si è tenuta nell’ottobre dello stesso anno, a San Francisco de Quito in Ecuador, occasione che ha riscritto l’Agenda urbana siglata a Istanbul nel 1996. Già nel corso dei lavori preparatori di Alghero venne messo in luce che la bellezza dei luoghi porta a riconoscersi nel luogo in cui si vive unito al piacere estetico che deriva dalla bellezza che produce identità: segno con il quale una comunità si riconosce e trova il piacere di stare insieme condividendo la bellezza dei luoghi. Con questo obiettivo il Comitato Suolo Pubblico Bene Comune nel dicembre 2024 ha presentato, come tanti altri soggetti portatori di interesse, le osservazioni al Piano di concessione dei suoli pubblici auspicando una riduzione dell’occupazione per fini privati.
Il successivo piano adottato dal Consiglio Comunale con la delibera n. 27 del 13 marzo 2025 ha escluso la concessione di tavolini alle attività artigianali e di vicinato che consentono il consumo immediato dei prodotti in loco, senza servizio ai tavoli e senza la disponibilità di bagni per la clientela. Da questo diniego sono scaturiti vari ricorsi al Tribunale Amministrativo della Sardegna, dall’esito di questi procedimenti amministrativi si avrà contezza della fondatezza giuridico/amministrativa delle scelte adottate dal Consiglio Comunale nel regolamentare le concessione dell’occupazione di una risorsa pubblica scarsa per far prevalere le esigenze di tutela del decoro urbano, dell’igiene e della fruizione degli spazi pubblici. Ora la parola, anzi le sentenze e le sospensive, spettano ai giudici amministrativi. Chi salverà i beni comuni?








