Mercoledì 12 Agosto, aggiornato alle 16:21

VIDEO – Campeggio abusivo in località Calabona: “le segnalazioni vengono disattese”. Dossier fotografico

VIDEO – Campeggio abusivo in località Calabona: “le segnalazioni vengono disattese”. Dossier fotografico

E’ bastato lambire il tema, e ad Alghero il problema camper, e campeggi fai da te, stanno sollevando una ridda di voci, tutte meritevoli di attenzioni.

Ne parla la politica, da un lato, di fatto, spaccandosi fra chi è a contrario (LEGGI), e chi è per una line morbida (LEGGI), alzano la voce imprenditori del settore (LEGGI), parlano con dovizia di particolari, e oggi a quel coro si unisce anche Giovanni Pirisi, noto imprenditore locale, che da tempo proprio in quel lembo di terra pregiato, dal punto di vista urbanistico e ambientale, a Calabona, deve fare i conti con chi della sosta e del bivacco non autorizzato ne fa una normalità. E lui sveste i ruoli dell’imprenditore, indossa quelli di cittadino, chiama chi dovrebbe controllare e, se del caso, reprimere e sanzionare, chi contravviene le norme e le leggi che regolamentano la sosta dei camper. Invano.

Ha prodotto nel tempo un vero dossier, una gamma varia di diverse tipologie di fruitori della costa di Calabona, diventata area free, dove tutto pare essere permesso.

Non bastano le lamentele vie brevi, le note scritte, gli esposti dello corso anno, tutto ora si sta riproponendo, con le stesse modalità, e lui nonostante le segnalazioni formali, non ha riscontro, non vede interrompersi un comportamento scorretto da chi confonde davvero il diritto a stare all’aria aperta, e trasformare l’area in un privèe di dubbio gusto. Si tenga nella debita considerazione che nell’area insistono strutture ricettive, della ristorazione e residenze, che conoscono le regole e le rispettano.

E proprio l’ultima segnalazione avvenuta al Comando di Polizia Locale è meritevole di attenzione, perché è il sunto del disagio che in quell’area si vive da tempo. Si legge:

con riferimento alla problematica del campeggio abusivo in località Calabona, già oggetto di miei precedenti esposti del 30 aprile e dell’8 maggio 2025, e del 6 aprile 2026 — quest’ultimo rimasto privo di riscontro — mi vedo costretto a segnalare nuovamente una situazione di persistente degrado.

Anche in data odierna (, omissis), ho constatato la presenza di diversi camper/van parcheggiati nell’area verde e sulla strada sterrata a ridosso del litorale di Calabona, in corrispondenza del tratto sterrato di Via Balaguer e dell’area verde tra la strada e gli scogli.

Come documentato dalle otto fotografie allegate, si continuano a verificare le seguenti criticità già oggetto di precedenti segnalazioni:

— Veicoli con portelloni aperti e attrezzatura posizionata sul suolo (tavolini, sedie, tende parasole, stendini), configuranti attività di campeggio e non mera sosta;

— Occupazione dell’area verde demaniale con attrezzature  da campeggio, con evidente calpestio e danneggiamento del manto erboso;

— Tracce di sversamento di acque grigie/nere sul rilevato stradale e/o sugli scogli, con deflusso verso il mare, con evidenti implicazioni igienico-sanitarie per i fruitori del litorale;

— Abbandono di rifiuti (sacchetti, bottiglie, residui di cibo) sul ciglio della strada e a ridosso della vegetazione;

— Utilizzo degli spazi verdi per bisogni fisiologici da parte di occupanti di veicoli privi di servizi igienici.

A distanza di un anno dalle prime segnalazioni, la situazione non solo non è migliorata, ma si è ulteriormente aggravata. L’area viene utilizzata quotidianamente come campeggio abusivo di fatto, senza che alcun provvedimento deterrente sia stato adottato.

Chiedo pertanto che vengano disposti i controlli di competenza e adottati i provvedimenti necessari a tutela dell’igiene pubblica, del decoro e dell’integrità ambientale dell’area.

C’è poco altro da commentare, per la nostra città è un problema serio, non è solo criticità all’interno dell’area portuale, interessato c’è un intero territorio, percorso da sud a nord, e oggi far finta che di non vedere, e normare questo tipo di attività, è un danno per tutti, d’immagine e di non rispetto persino di un territorio.

 


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