Sabato 10 Ottobre, aggiornato alle 16:23

La letteratura ‘tecnologica’ in sardo di Giuseppe Corongiu al Salone del Libro di Torino 2026

La letteratura ‘tecnologica’ in sardo di Giuseppe Corongiu al Salone del Libro di Torino 2026

Domenica 17 maggio al Salone del Libro di Torino, presso il padiglione allestito dall’Associazione Editori Sardi e dalla Regione Autonoma della Sardegna, alle ore 17, è in programma l’incontro che vedrà protagonista lo scrittore Giuseppe Corongiu, la sua recente produzione letteraria e tutta la più ampia problematica dell’editoria in lingua minoritaria nella sua proiezione nazionale ed europea. Ad accompagnarlo nella sua performance sarà Teresa Geninatti, piemontese di lingua franco provenzale, operatrice e autrice che da tempo lavora in questo ambito.

Il dialogo tra i due avrà come obiettivo quello di rappresentare motivazioni, criticità, successi e insuccessi di una parte importante della produzione libraria identitaria che si focalizza sull’uso moderno e innovativo delle lingue locali riconosciute dalla legge statale 482/99.
L’autore nativo di Laconi (noto tra l’altro per essere stato lo storico primo direttore dell’Ufficio Regionale della lingua Sarda) prosegue nella sua linea culturale già testimoniata in passato, di valorizzare l’uso letterario della lingua sarda con un impegno forte a rappresentare l’attualità e la contemporaneità. E’ stato scelto a rappresentare l’editoria sarda nella sezione Nuove Tecnologie proprio perché nel romanzo in sardo “S’intelligèntzia de Elias” i suoi  temi preferiti sono la fantascienza, la tecnologia, l’innovazione con ricadute anche sul politico e sul sociale. Nel suo romanzo ha immaginato una Sardegna avveniristica governata da un’intelligenza artificiale, visione oggi molto attuale e che pone problemi etici e di sopravvienza dell’autonomia e della democrazia.A partire da queste intuizioni e dall’intenso lavoro di promozione delle sue opere nel territorio, Corongiu racconterà anche le difficoltà e le soddisfazioni di essere uno dei pochi scrittori ancora operanti in lingua sarda senza però cedere alla tentazione di sentirsi “l’ultimo dei mohicani”. Precedentemente aveva pubblicato una lunga edizione di testi saggistici e giornalistici e sostenuto il progetto della codificazione unitaria della lingua sarda (LSC).  E’ uscito anche “Gherras”, un’opera composta da 8 narrazioni nelle quali la tecnologia della violenza assume un ruolo preponderante. Non mancano aspetti più lievi legati all’ironia, al sarcasmo e alla sagacia che l’autore mette in campo sia nella scrittura sia nelle efficaci presentazioni declinate direttamente in lingua sarda con largo coinvolgimento emotivo del pubblico in molti comuni della Sardegna.

Teresa Geninatti Chiolero è una rinomata ricercatrice, esperta di sociolinguistica e attivista, considerata una delle figure di riferimento per la tutela e la valorizzazione della lingua francoprovenzale in Piemonte. E’ cresciuta in una famiglia plurilingue, ha vissuto l’allontanamento giovanile dall’idioma locale dovuto alla pressione sociale degli anni ’80 e ’90. La svolta all’università: ha ripreso a parlare la lingua per preservare la memoria familiare e storica delle valli piemontesi. Si è laureata in sociolinguistica inglese e ha successivamente conseguito un master specifico in “Lingua, cultura e società nella tutela delle minoranze linguistiche”. Dal 2005  è la Responsabile dello Sportello Linguistico Francoprovenzale dell’Unione dei Comuni Montani delle Valli di Lanzo, Ceronda e Casternone. Dal 2017 ha operato come componente della Consulta Regionale del Piemonte per la valorizzazione del patrimonio linguistico e delle minoranze storiche (occitana, francoprovenzale, francese e walser). Collabora attivamente con la Regione Piemonte e l’associazione culturale Chambra d’Òc per la diffusione della cultura alpina.

 

Domani a Torino l’incontro tra due esperti del mondo delle lingue “altre” italiane.


Condividi: