Giovedì 15 Ottobre, aggiornato alle 11:26

Cordoni della borsa sempre stretti per le imprese isolane. Per le piccole realtà contrazione del 2,4% e tasso al 6,58%. Giacomo Meloni (Confartigianato Sardegna): “Necessario adeguato accesso al credito per sostenere gli investimenti e rilanciare la produzione”.

Cordoni della borsa sempre stretti per le imprese isolane. Per le piccole realtà contrazione del 2,4% e tasso al 6,58%. Giacomo Meloni (Confartigianato Sardegna): “Necessario adeguato accesso al credito per sostenere gli investimenti e rilanciare la produzione”.

CREDITO – Cordoni della borsa sempre stretti per le imprese isolane.
Per le piccole realtà contrazione del 2,4% e tasso al 6,58%.
Giacomo Meloni (Confartigianato Sardegna): “Necessario adeguato
accesso al credito per sostenere gli investimenti e rilanciare la
produzione”.

Cordoni della borsa sempre stretti per le imprese sarde.
Piccole o grandi, il credito non allenta la morsa restrittiva dei
prestiti che si contraggono ulteriormente. E le analisi internazionali
dicono come il sistema produttivo stia entrando in una nuova fase di
stretta monetaria senza aver ancora assorbito gli effetti sul costo
del credito di quella avviata nel 2022.

Ciò emerge dall’analisi effettuata dall’Ufficio Studi di
Confartigianato Imprese Sardegna, su dati della Banca d’Italia, che ha
esaminato le erogazioni effettuate alle attività produttive sarde tra
l’ultimo trimestre 2025 e il primo del 2026. Il dossier rileva come i
prestiti alle aziende isolane fino a 20 dipendenti, siano diminuiti
del 2,4% mentre i finanziamenti al resto delle attività sia calato del
2,1%, contro una media nazionale che ha visto restrizioni del 4% per
le piccole e un aumento dell’1,5% per le grandi.

Una situazione nella quale si trovano, ormai da decenni, le attività
produttive della Sardegna, costantemente alle prese con condizioni di
accesso ai finanziamenti molto difficoltose, se non impossibili.

“La ripresa del credito in Sardegna, così come nel resto del Paese,
continua a mostrarsi debole e poco uniforme, con le micro e piccole
imprese che subiscono ancora il peso degli alti costi dei
finanziamenti e della mancanza di una reale spinta alla crescita –
dichiara Giacomo Meloni, Presidente di Confartigianato Imprese
Sardegna – disporre di un accesso adeguato al credito è fondamentale
per sostenere gli investimenti e rilanciare la produzione, soprattutto
per le realtà imprenditoriali di dimensioni più ridotte”. “Pur in
presenza di aspetti positivi e criticità, resta forte la propensione a
investire – aggiunge Meloni – ci sono aziende che continuano a credere
nel futuro, che non si fermano davanti alle difficoltà ma scelgono di
ripartire e crescere”.

In aggiunta a tale condizione, vi è quella dei tassi di interesse
applicati alle realtà isolane.

Analizzando il TAE (Tasso annuale effettivo) medio applicato alle
imprese sarde, questo risulta essere il secondo più elevato d’Italia
con il 6,58% contro il 4,95% Nazionale, con un gap dell’1,63%. Al
primo posto la Calabria con un TAE del 6,81% mentre la regione con il
tasso di credito più vantaggioso per le imprese risulta essere
l’Emilia Romagna con il 4,43%. Facendo un passo

Analizzando i vari settori il denaro più costoso è quello richiesto
dalle imprese sarde delle Costruzioni con il TAE al 7,29% (prima la
Valle d’Aosta con 7,67 e ultima è il Trentino con il 5,23% contro una
media nazionale del 6,04%.

Molto cari anche i prestiti alle Imprese dei Servizi; una attività
sarda paga un TAE del 7,02% (prima la Calabria con l’7,74% e ultima
sempre l’Emilia Romagna con il 4,63%, contro una media nazionale del
5,12%).

I “più convenienti” sono i prestiti verso il Manifatturiero esteso; le
realtà sarde pagano un interesse del 5,52% contro il 5,63% del Molise
e il 3,90% del Trentino e una media nazionale del 4,59%.

Il dossier ha anche analizzato la dinamica del tasso di interesse tra
il 2022, anno di inizio dell’attuale stretta monetaria internazionale,
e la fine del 2025.

A dicembre 2025 il tasso pagato dalla totalità delle imprese sarde è
di 158 punti base superiore al livello di giugno 2022, contro una
media nazionale di 189 p.b.

Tra i vari settori, il tasso applicato attualmente ai prestiti
destinati alle imprese sarde delle Costruzioni è superiore di 201
punti base rispetto a quello del 2022 (media nazionale +184), quello
per i Servizi è superiore di 155 p.b. (media nazionale +189) e quello
destinato al Manifatturiero esteso è superiore di 171 punti base
(media nazionale + 198).

“Nonostante i tassi d’interesse abbiano subito, nei mesi passati, una
sensibile riduzione – prosegue il Presidente – gli effetti benefici
potrebbero essere presto annullati dall’annunciata nuova stretta
monetaria che la BCE quantificherebbe in una ulteriore crescita di 50
punti base”. “La situazione rimane quindi delicata – conclude il
Presidente di Confartigianato Sardegna – sia per gli imprenditori che
hanno bisogno di credito per investire e svilupparsi, sia per le
famiglie che ricorrono ai finanziamenti per affrontare mutui e spese
quotidiane”.

L’analisi nazionale.

Focalizzando l’attenzione sui prestiti alle micro e piccole imprese
nelle principali regioni, ognuna con un ammontare di prestiti di
almeno 3 miliardi di euro, si rilevano diminuzioni inferiori o pari
alla media a dicembre 2025 per Sicilia con il -1,7% (vs +3,8% totale
imprese), Lazio con il -2,3% (vs +8,3% totale imprese), Provincia
Autonoma di Bolzano con il -2,6% (vs +3,6% totale imprese), Puglia con
il -2,7% (vs +2,1% totale imprese), Campania con il -3,4% (vs +2,3%
totale imprese), Piemonte con il -3,6% (vs -0,2% totale imprese) ed
Emilia-Romagna con il -3,7% (vs +0,2% totale imprese). Flessioni dei
prestiti alle micro e piccole imprese più intense rispetto a quella
media si segnalano invece per Lombardia con il -4,2% (vs +2,2% totale
imprese), Veneto con il -4,9% (vs -2,8 % totale imprese) e Toscana con
il -5,8% (vs -0,9% totale imprese).

Il costo del credito alle imprese nelle regioni.

A dicembre 2025 il tasso di interesse annuo effettivo pagato dalle
imprese è pari in media il 4,95% per le operazioni in essere connesse
ad esigenze di liquidità, con un massimo di 6,81% in Calabria ed il
minimo di 4,43% in Emilia-Romagna. Le Costruzioni sono il settore che
paga il tasso più alto, pari al 6,04%, seguito dai Servizi con il
5,12% e dal Manifatturiero esteso, comprensivo di estrattivi e public
utilities, con il 4,59%. In sintesi, il Mezzogiorno è la ripartizione
dove i prestiti sono più onerosi mentre il Nord-Est è quella con i
tassi minori.

A dicembre 2025 il tasso pagato dalle imprese per l’Italia è di 189
punti base superiore al livello di giugno 2022. A livello regionale i
divari superiori alla media sono i 298 punti base della Valle d’Aosta,
i 210 punti del Veneto, i 201 punti del Piemonte, i 200 punti della
Lombardia, i 198 punti della Liguria ed i 192 punti del Friuli-Venezia
Giulia.


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