COMUNICATO
Il mondo agricolo dice no alle imposizioni ma anche ai no ideologici, Il Centro Studi Agricoli interviene con una posizione chiara e responsabile nel dibattito sulla transizione energetica in Sardegna.
«La Sardegna non può essere una colonia energetica – dichiarano Tore Piana e Stefano Ruggiu presidente e vice presidente del Centro Studi Agricoli – ma non può nemmeno permettersi di restare bloccata da una politica fatta solo di scontri istituzionali e di no ideologici che non portano soluzioni».
Le dichiarazioni della presidente della Regione Alessandra Todde, che attribuiscono al Governo italiano tutte le responsabilità delle criticità attuali, non possono nascondere una verità politica evidente la Regione Sardegna non ha ancora costruito una vera pianificazione energetica capace di difendere il territorio e guidare i processi.
«Se la Sardegna disponeva di strumenti urbanistici e di pianificazione – proseguono Piana e Ruggiu – questi dovevano essere utilizzati fino in fondo. La tutela del paesaggio non si garantisce con slogan o moratorie temporanee ma con regole chiare stabili e giuridicamente solide».
Il Centro Studi Agricoli ribadisce il proprio no alle imposizioni calate dall’alto alla speculazione energetica e a impianti imposti senza benefici per le comunità locali. Allo stesso tempo respinge la logica del no a tutto che non tutela il territorio e non offre alternative concrete. «Il contesto internazionale è profondamente cambiato – sottolineano Piana e Ruggiu – tra conflitti globali instabilità dei mercati energetici e un carico ambientale sempre più pesante. Continuare a produrre energia con centrali a carbone o con impianti alimentati dagli scarti della lavorazione petrolifera come quelli della Saras significa accettare livelli di inquinamento che la Sardegna non può più sopportare».
La proposta del Centro Studi Agricoli è chiara e costruttiva
– sì a un vero piano energetico sardo
– sì a impianti agrivoltaici mirati controllati e razionalmente distribuiti
– sì solo se legati obbligatoriamente a produzioni agricole di qualità e in compartecipazione agli utili con gli agricoltori proprietari delle terre
– sì solo se i comuni coinvolti partecipano agli utili e alle decisioni
– sì solo con una tutela reale e definitiva del paesaggio
«Difendere la Sardegna – concludono Piana e Ruggiu– significa governare i processi non subirli. L’agricoltura sarda non è un ostacolo allo sviluppo ma una leva strategica per uno sviluppo equilibrato sostenibile e duraturo. È tempo che la Regione passi dagli slogan alla programmazione».
Tore Piana e Stefano Ruggiu
Presidente e Vice Presidente
Associazione Agricola Centro Studi Agricoli Sassari li 11 Maggio 2026a







