SINISCOLA – Cosa intendiamo realmente quando pronunciamo la parola “tradizione”? È un’eredità immutabile del passato o una narrazione costruita nel presente? Per rispondere a questi interrogativi, l’Università della Terza Età (UTE) di Siniscola invita la cittadinanza alla presentazione del saggio “L’illusione della tradizione” di Andrea Locci, un appuntamento letterario-culturale fissato per venerdì 8 maggio alle ore 18.00, presso i locali della Fondazione Farris-Tedde.
Il libro di Andrea Locci scava nelle fondamenta di un concetto che usiamo quotidianamente, spesso senza metterne in discussione l’origine. L’autore solleva dubbi cruciali che colpiscono il cuore della nostra identità culturale, cercando di capire se il mondo del folklore è realmente sicuro di sapere davvero cosa significhi “tradizione” ed anche se si parla di qualcosa di documentato o di pratiche che abbiamo semplicemente “sempre visto fare”. Da qui si apre una riflessione che attraversa documenti, pratiche, memorie e rappresentazioni, interrogando ciò che consideriamo “autentico” e ciò che, invece, potrebbe essere frutto di adattamenti, semplificazioni o vere e proprie costruzioni recenti. “La parola tradizione è diventata un contenitore universale: ci metti tutto e tutto diventa intoccabile, autorevole, antico, vero. Ma chi deciso? Da quando? Su quali basi?”, scrive l’autore.
La serata vedrà la partecipazione attiva dell’autore, Andrea Locci, che dialogherà con il pubblico e approfondirà le tesi sostenute nel volume. Il dibattito sarà arricchito dall’intervento di Noémie Podda, mentre il coordinamento dei lavori sarà affidato ad Angelo Canu. L’incontro si configura quindi come un’occasione di riflessione profonda sulla differenza tra la storia documentata e la memoria collettiva, spesso influenzata da necessità contemporanee.
L’evento si inserisce nel ricco calendario di attività che l’UTE ha predisposto per l’anno accademico 2025/2026. Queste iniziative sono rese possibili grazie al fondamentale sostegno della Regione Sardegna e della Fondazione di Sardegna, e si avvalgono della preziosa collaborazione e dei partenariati con il Rotary Club e l’Unione dei Comuni del Montalbo.
L’ingresso è libero e aperto a tutti coloro che desiderano approfondire le radici (vere o presunte) del nostro patrimonio culturale.










