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Museo Sanna – Riaprono le sale dell’età nuragica, fenicio-punica e romana completamente rinnovate

Museo Sanna –  Riaprono le sale dell’età nuragica, fenicio-punica e romana completamente rinnovate

Il Museo nazionale archeologico ed etnografico “Giovanni Antonio Sanna” di Sassari, questa mattina 29 aprile 2026 ha inaugurato il nuovo il Padiglione Marcialis, a conclusione di un importante intervento di rinnovamento.   

Per l’inaugurazione di queste sale, che sono parte del più ampio progetto di revisione complessiva del percorso museale, ha partecipato il Direttore generale Musei nazionali prof. Massimo Osanna.  

 

Tornano visitabili le sezioni Nuragica, Fenicio-Punica e Romana, riorganizzate sia negli ambienti sia nei criteri espositivi, con un volto completamente rinnovato e una proposta narrativa aggiornata. Il progetto architettonico, firmato dallo studio Tortelli Frassoni, ha interessato anche le altre due sezioni del Museo già inaugurate nel 2024: il Padiglione Castoldi e la Sezione Preistorica.  

 

Le sale riaprono dopo due anni di chiusura, come riferisce la Direttrice regionale Musei nazionali Sardegna Melissa Ricetti: “La riapertura di oggi giunge a conclusione di un primo percorso di ripensamento del Museo Sanna che vedrà ancora impegnata la Direzione regionale Musei nazionali Sardegna. Il complesso museale sarà presto interessato da ulteriori interventi che renderanno fruibile la collezione etnografica e doteranno il museo di caffetteria, per offrire un’esperienza di visita ancora più completa e confortevole, ricomprendendo il giardino e gli altri spazi museali”. 

 

Il percorso di rinnovamento è iniziato sotto la direzione dell’archeologa Elisabetta Grassi, direttrice del Museo Sanna dal 2020 fino al 2025. A lei, prematuramente scomparsa, è dedicata questa giornata.  

 

Il percorso espositivo 

Il percorso inizia, seguendo un ordine cronologico, con la sala nuragica.  

Accolgono i visitatori due grandi vetrine dedicate alle tombe dei giganti, spazi dall’alto valore simbolico, concepiti non solo come luoghi di sepoltura, ma anche come centri di aggregazione e memoria collettiva. 

Nella “Galleria dei Nuraghi”, attraverso la presentazione di sei contesti, si racconta l’evoluzione architettonica del monumento simbolo di quest’epoca, rappresentato anche dal modellino di nuraghe proveniente dalla capanna delle riunioni del nuraghe Palmavera (Alghero). 

Si prosegue quindi con focus sulla vita quotidiana e le attività produttive, per giungere infine alle sezioni dedicate ai luoghi di culto e alla ricca produzione bronzistica. 

 

La sezione Fenicio-Punica racconta la Sardegna come crocevia di culture tra IX e III secolo a.C., spazio di incontro tra comunità nuragiche, fenicie, greche, etrusche e, successivamente, puniche. Le tracce di questa rete mediterranea provengono soprattutto dalla città di Tharros, attraverso grandi anfore attiche, gioielli, vasi rituali, scarabei e amuleti.  

 

La sala romana si apre con la Tavola bronzea di Esterzili, documento epigrafico del I secolo d.C. che offre una preziosa finestra sull’organizzazione sociale e politica della Sardegna romana. Particolare attenzione è stata riservata alla colonia di Turris Libisonis (Porto Torres), rappresentata da reperti di grande rilievo come statue e mosaici, testimonianza della vitalità del centro.
 

La riapertura delle tre sale rappresenta un momento significativo per la città, restituendo un museo rinnovato e in dialogo con il presente. Come riferisce il Direttore del Museo Antonio Cosseddu: “Questa inaugurazione non è un punto di arrivo, ma l’inizio di un nuovo percorso. Il nostro impegno è attivare un confronto tra il Museo Sanna e la sua comunità, attivando narrazioni e pratiche partecipate. Vogliamo che questo museo diventi sempre più ciò per cui è nato: uno spazio aperto e vivo, un museo per tutti”. 

 


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