Il Cammino è iniziato il 28 febbraio a Sassari, in occasione delle celebrazioni per il 230° anniversario dell’ingresso di Giovanni Maria Angioy in città, episodio chiave del triennio rivoluzionario. Da lì, la bandiera ha attraversato l’isola, toccando numerosi centri e coinvolgendo attivamente i territori.
Tra i momenti più significativi, la tappa di Parigi, luogo simbolo dell’esilio della Rivoluzione sarda, con l’omaggio alla tomba di Michele Obinu presso il Cimitero di Père-Lachaise, accompagnato dall’esecuzione dell’inno sardo. Tra le altre tappe, Bologna e numerosi centri dell’isola, tra cui Atzara, Zeddiani, Bono, Olbia, Cala Gonone e Nuoro.
Un cammino di cultura e memoria storica. “È fondamentale ricordare il triennio rivoluzionario per restituire valore a una generazione che ha lottato per una Sardegna più giusta e autodeterminata”, afferma il presidente di ANS, Nicola Piu. “Il futuro della Sardegna passa anche dalla riscoperta di questo periodo, espressione di un popolo vitale e consapevole.”
Accanto alla dimensione storica, il progetto ha coinvolto attivamente la società civile e il mondo dello sport. La bandiera sarda ha raggiunto la vetta del Monte Albo al tramonto, con video mozzafiato realizzati col drone. È stata portata sott’acqua nelle acque di Cala Gonone e ha attraversato le strade di Cagliari e Sassari grazie a iniziative sportive e partecipative. Anche la Dinamo Sassari ha aderito al progetto, aprendo alcune partite con l’inno sardo.
“La Sardegna è molto più unita di quello che ci raccontiamo. Questo Cammino è stato possibile grazie alla stretta collaborazione con diverse realtà della società civile, col mondo della cultura e dello sport e con le istituzioni locali”, aggiunge Nicola Piu.
I due mesi di programmazione hanno voluto anche superare il luogo comune di una Sardegna frammentata, dimostrando una forte capacità di collaborazione tra associazioni, istituzioni e realtà culturali. Teatro, musica, attività educative e iniziative diffuse hanno raccontato una comunità viva e partecipe.
La bandiera sarda è giunta il 27 aprile a Cagliari, all’Arco di Palabanda, dove ANS ha organizzato la commemorazione seguita dalla consegna dei Premi Sa Die. Tra i riconoscimenti, quelli all’attore Valentino Mannias, all’artista Clara Farina e alla professoressa Antonella Sorace per il loro contributo culturale e scientifico.
Il Cammino è culminato il 28 aprile con i festeggiamenti di Sa Die de sa Sardigna: a Cagliari con musica e balli nelle strade, a Sassari con commemorazioni e iniziative culturali, e con eventi diffusi anche a Olbia e Golfo Aranci.
Sa Die de sa Sardigna si conferma così non solo come ricorrenza, ma come punto di arrivo di un percorso collettivo capace di unire memoria, identità e partecipazione, offrendo uno sguardo condiviso sul futuro dell’isola.









