Martedì 11 Agosto, aggiornato alle 10:02

Domani (domenica 26 aprile) il festival Abitare Framentu si chiude a Ortueri tra memoria sonora e racconto collettivo. Protagonisti Simone Azzu, Martino Corrias e Andrea Santonastaso

Domani (domenica 26 aprile) il festival Abitare Framentu   si chiude a Ortueri tra memoria sonora e racconto collettivo.  Protagonisti Simone Azzu, Martino Corrias e Andrea Santonastaso

Comunicato stampa del 25 aprile 2026

Dopo due intense giornate che hanno attraversato pratiche artistiche, paesaggio e comunità, “Abitare Framentu” si prepara a vivere la sua giornata conclusiva, domenica 26 aprile, al Parco Bau di Ortueri.

Un ultimo passaggio che riporta al centro il senso profondo del progetto: la costruzione condivisa di una memoria e di una narrazione collettiva, capace di restituire il territorio attraverso nuove forme di ascolto e di racconto.

La mattina dalle 10 alle 13, con partenze ogni 30 minuti, torneranno le esplorazioni guidate del paesaggio al Parco Mui Muscas, mentre nello stesso arco orario proseguiranno le esperienze di “Abitare le aziende”, offrendo nuove occasioni di incontro con le realtà produttive locali.

Alle 17 sarà presentato “Dispositivo di ascolto: Ortueri”, la restituzione del lavoro di Simone Azzu e Martino Corrias, realizzato insieme al gruppo Torraus a Su Connottu e alla comunità ortuerese. Un progetto che darà forma a una narrazione sonora collettiva costruita a partire dalle memorie del territorio.

Alle 19 il festival si chiuderà con “Il Disco Incantato” di Andrea Santonastaso, una performance che attraverserà teatro, racconto e musica, trasformando i vinili in un archivio condiviso di storie, relazioni e immaginario collettivo.

“Abitare Framentu” è modo di abitare i luoghi attraverso la cultura, attivando processi di relazione, produzione e trasformazione. Ortueri diventerà così, per tre giorni, un laboratorio aperto. Ma ciò che resta è una visione: quella di una comunità che sceglie di costruire il proprio futuro a partire da sé stessa. Il festival nasce dall’intreccio di due parole che condensano l’anima del festival. Abitare richiama direttamente l’esperienza di Abitare Connessioni — progetto di produzione culturale radicato nei territori della Sardegna, fondato sull’idea che la cultura nasca e si nutra dal dialogo autentico con le comunità che abitano i luoghi. “Abitare Framentu” è in questo senso uno spin-off di quella esperienza: ne eredita la visione, il metodo, la vocazione a tessere reti vive tra persone, saperi e linguaggi. Framentu è la parola sarda per il lievito madre: una coltura viva che si tramanda di mano in mano, custodita e rinnovata nel tempo. Come il lievito madre, i suoni, i riti e le memorie al centro del festival non sono reperti da conservare sotto vetro, ma materia fermentante — capace di trasformarsi e trasformare. Messi insieme, i due termini descrivono un gesto preciso: quello di chi sceglie di stare in un luogo con cura, portando con sé una storia e nutrendone le radici per far crescere qualcosa di nuovo.

L’evento è promosso dal Comune di Ortueri con il contributo e sostegno del Ministero della Cultura e del Fondo NextGenerationEU.


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