Articolo a cura di Massimo Zoia
I Giardini pubblici di Sassari si sono trasformati in un laboratorio di cittadinanza attiva: idee, arte e confronto hanno permesso ai protagonisti dalla rete “Giovani per la Pace nel Mediterraneo – Sardegna” di lanciare un messaggio universale di pace e inclusione.
Stamane, presso i Giardini pubblici di via Tavolara a Sassari, è andata in scena la “Primavera dei Diritti”, qualcosa che va oltre una semplice mattinata trascorsa tra i banchi di scuola. L’iniziativa, promossa dalla rete “Giovani per la Pace nel Mediterraneo – Sardegna”, è stata un’esplosione di voci, idee e colori che hanno messo al centro ciò che davvero conta oggi: diritti, pace, inclusione e cittadinanza attiva.
Circa 500 studenti hanno animato i Giardini pubblici Eva Mameli Calvino trasformandoli in uno spazio educativo a cielo aperto, partecipato e autentico dove i ragazzi hanno avuto la possibilità di confrontarsi, contaminarsi ed esprimersi liberamente.
L’evento è il frutto concreto di una collaborazione viva tra scuole, Istituzioni e associazioni del territorio che insieme hanno lavorato per costruire un percorso condiviso nato dal basso e che ha trovato nei giovani i suoi veri protagonisti.
Il programma si è aperto con l’accoglienza delle scuole, la presentazione dei progetti della Rete, seguita dalla restituzione della “Dichiarazione per la Pace nel Mediterraneo” e dalla performance teatrale dedicata alla tutela dell’ambiente e degli esseri viventi.
I bambini della primaria hanno lavorato sul diritto al gioco e sul valore dell’abitare gli spazi in modo libero e sicuro. Gli studenti delle secondarie, invece, si sono messi in gioco con laboratori, performance artistiche, musica e spazi di confronto. Particolarmente interessante il “World Café”, uno spazio dedicato ai diritti delle persone e delle comunità, dove studenti provenienti da istituti diversi hanno discusso insieme, scambiando idee, esperienze e punti di vista, in un dialogo aperto e costruttivo capace di trasformare le differenze in valore condiviso.
Tra i momenti più significativi della giornata la creazione del grande “arazzo dei diritti”. Ogni scuola ha contribuito creando il proprio pezzo, lavorato in classe, pensato, discusso e costruito dagli studenti. Poi, durante l’evento, quei frammenti sono stati uniti dai ragazzi stessi con ago e filo, in un gesto semplice ma potentissimo. Non solo un laboratorio, ma un atto educativo concreto: cucire insieme visioni, idee e valori. Una volta completato, questo grande telo collettivo è stato trasportato e fatto sventolare insieme, diventando il simbolo visibile di una comunità che si riconosce nei diritti e sceglie di costruirli, pezzo dopo pezzo.

Il risultato? Un’energia contagiosa, capace di coinvolgere i moltissimi presenti, ricordando che educare significa soprattutto attivare coscienze, oggi più che mai, in un tempo attraversato da tensioni e conflitti, che i più giovani vivono con una sensibilità profonda e uno sguardo autentico.
A testimoniare la forza della rete educativa del territorio, un’ampia partecipazione di istituti: Liceo statale Margherita Castelvì, IIS Polo Tecnico De Villa, ITI Angioy, Liceo Azuni (classico, musicale e coreutico), I.T. Salvator Ruiu, Liceo Artistico Figari, Liceo Spano, IC 1 Brunelleschi di Porto Torres, Monte Rosello Alto, Monte Rosello Sacro Cuore, Via Forlanini, Via Cilea, San Donato.
La “Primavera dei Diritti” nasce con l’intento di lanciare un messaggio forte, destinato a chi educa e a chi cresce: i diritti si apprendono attraverso l’esperienza, la pace si costruisce insieme e la scuola continua a essere uno dei luoghi più autentici in cui tutto questo può accadere. Ed è forse proprio da qui che può germogliare una vera primavera.










