AUTOTRASPORTO– Si spengono i motori dei camion: presto anche
nell’Isola mezzi fermi nei piazzali. Nei prossimi giorni la data e le
modalità attuative.
Giacomo Meloni (Presidente Confartigianato Sardegna): “Conviene più
star fermi che viaggiare in perdita”. Il messaggio ai cittadini e
consumatori: non siamo noi a speculare con i rincari delle merci.
Si ferma il mondo del trasporto merci anche nell’Isola.
La decisione è stata presa da Unatras, l’Unione delle Associazioni
nazionali più rappresentative dell’autotrasporto, di cui fa parte
anche Confartigianato Trasporti, che ha comunicato al Ministero dei
Trasporti e delle Infrastrutture che i mezzi rimarranno nei piazzali
di sosta e nei garage, sospendendo anche tutte le attività dei
servizi. Nei prossimi giorni verranno definite le giornate e le
modalità attuative del blocco che saranno stabilite nel rispetto dei
tempi dettati dal codice di autoregolamentazione dello sciopero di
settore.
Per Unatras, “i provvedimenti assunti finora dall’Esecutivo si sono
rivelati insufficienti a coprire la portata del fenomeno e, per
paradosso, hanno finito per danneggiare l’autotrasporto professionale
che, non solo garantisce la continuità del trasporto delle merci, ma
ha investito in ottica di sostenibilità ambientale e sicurezza
stradale”.
Quindi anche nell’Isola camion, tir e ogni altro mezzo impegnato nella
distribuzione dei beni e delle derrate alimentari, spegneranno i
motori nelle prossime settimane.
Confartigianato Trasporti Sardegna ricorda come il carburante,
arrivato a 2,13 euro per litro, incida per il 35% dei costi operativi
che nel totale, insieme alle tasse e una numerosa serie di
imposizioni, arrivano quasi al 90%. Il carburante, quindi, torna a
rappresentare un fattore di instabilità strutturale per il comparto,
riproponendo una dinamica che negli ultimi anni gli imprenditori
dell’autotrasporto hanno già dovuto affrontare più volte.
“L’autotrasporto chiede di non essere danneggiato per questo questa
decisione, drammatica ma oggettivamente necessaria, è la naturale
conseguenza dell’impossibilità di far viaggiare i camion – commenta
Giacomo Meloni, Presidente di Confartigianato Sardegna – il costo del
gasolio, che oggi è di 2,13 euro al litro, ha superato quella soglia
psicologica, per cui conviene più star fermi che viaggiare in perdita,
considerato anche che il taglio lineare delle accise non ha prodotto
alcun beneficio visibile”.
Una situazione ormai insostenibile per le oltre 1.500 le imprese
artigiane sarde del trasporto merci, con oltre 4mila dipendenti, che
movimentano l’80% dei beni all’interno dell’Isola che, nuovamente,
vedono i ricavi ridotti ai minimi termini.
A pesare sono numeri, elaborati dall’Ufficio Studi di Confartigianato
Sardegna, che danno la misura dell’emergenza: un mezzo pesante
percorre mediamente 120 mila chilometri l’anno, con un consumo di
circa 36 mila litri di gasolio. Ogni aumento di 0,25 euro al litro
comporta un aggravio di circa 9 mila euro per camion, che diventano 90
mila euro per una flotta di dieci mezzi. Un impatto difficilmente
sostenibile per un settore la cui marginalità media resta sotto il 3%
del fatturato, tanto che in molti casi il solo rincaro del carburante
è sufficiente ad azzerare gli utili.
“Quindi crediamo sia necessario fermarsi non perché ci sia la volontà
di arrecare un danno ma perché, al contrario, non è più conveniente
far viaggiare i camion allo stesso tempo, quindi per non creare
ulteriori danni alle proprie imprese – prosegue Meloni – quando esce
un mezzo pesante da un magazzino, piuttosto che da un da un piazzale,
sono migliaia e migliaia di euro che sono già stati sborsati dal
trasportatore, perché va tutto anticipato il costo del gasolio per far
viaggiare il camion va anticipato e invece il i bonifici rispetto alle
fatture emesse si vedranno fra un paio di mesi”.
Tra le richieste delle aziende al Governo, per scongiurare i
devastanti effetti economici che questa drastica decisione comporta,
il coordinamento UNATRAS ritiene fondamentale che il Governo agisca
urgentemente per l’emanazione del decreto attuativo del credito
d’imposta già previsto e ristori compensativi del mancato rimborso
accise pari a 200 euro ogni 1000 litri di gasolio acquistato;
interventi a sostegno della liquidità delle imprese quale la
sospensione dei versamenti contributivi e fiscali; l’attuazione dei
provvedimenti normativi, il rafforzamento degli strumenti contrattuali
e l’immediata compensazione dei rimborsi accise; l’adozione di un
quadro di aiuti temporaneo a livello europeo. Inoltre, per scongiurare
il blocco, Unatras chiede un intervento immediato che permetta di
recuperare almeno venti centesimi per ogni litro di gasolio acquistato
e la sospensione temporanea dei versamenti fiscali e previdenziali,
misure necessarie a garantire la sopravvivenza delle migliaia di
imprese rappresentate.
“Inoltre vorremmo anche far capire ai cittadini e ai consumatori che
ogni prodotto, ogni derrata arriva sugli scaffali dei supermercati
attraverso il lavoro degli autotrasportatori che, tangibilmente, sono
coloro che si stanno sobbarcando il peso di un gasolio alle stelle con
contratti saldamente bloccati a quando il costo del carburante di
almeno 50 centesimi più basso – conclude il Presidente di
Confartigianato Sardegna – perché oggi si fa un gran parlare di
speculazione che di certo non può essere imputabile a chi fa ha il
solo compito di trasportare le merci senza guadagnare. L’aumento dei
costi del trasporto, infatti, incide in minima parte sul prezzo finale
dei prodotti”.










