Lunedì 10 Agosto, aggiornato alle 18:40

Anna Segre conquista il pubblico di Sassari negli incontri del Cantiere Poetico di OttobreinPoesia

Anna Segre conquista il pubblico di Sassari negli incontri del Cantiere Poetico di OttobreinPoesia

«La poesia è il massimo codice espressivo, è una nostra possibilità, il nostro cinguettio.
Sgorga, può essere più o meno efficace, ma nasce come immediatezza dell’anima». Sono le
parole di Anna Segre, poetessa, scrittrice, medico e psicoterapeuta, protagonista
dell’incontro ospitato giovedì 16 aprile in Biblioteca comunale a Sassari, appuntamento del
Cantiere Poetico nel ventennale del festival OTTOBREinPOESIA. Un confronto intenso e
diretto con il pubblico, guidato da Leonardo Onida, ideatore e organizzatore del festival, tra
letture, riflessioni e racconti personali. Al centro del dialogo l’ultimo libro della Segre “Onora
la figlia” (Interno Poesia, 2025), un’opera di grande intensità emotiva che conferma la voce
della Segre tra le più originali della poesia contemporanea italiana. Un lavoro che nasce
prima della perdita della madre e che rappresenta un percorso per attraversare il lutto, la
memoria e il dolore, un “dialogo interrotto” in cui la voce della figlia cerca spazio oltre il
silenzio. «È una tragedia, più che un libro con un impianto poetico – ha spiegato l’autrice
– un excursus di vita». Un racconto che affonda nel rapporto materno, segnato da nodi
irrisolti anche a causa della figura paterna, ma anche da una complessità salvifica: «Mia
madre non mi ha mai detto “sei irragionevole”, e questo mi ha salvato dalla pazzia. Nel corso
dell’incontro, la poetessa ha intrecciato il racconto di episodi personali con riflessioni
poetiche, evocando anche momenti cruciali della sua infanzia, come il grave incidente che
la costrinse immobilizzata a letto per 26 mesi. Esperienze che hanno alimentato una scrittura
diretta e spietatamente intima. Una poesia che, come emerso, non è mai separata dalla sua
attività di psicoterapeuta: «Le due cose super convivono – ha sottolineato – la poesia mi
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aiuta con i miei pazienti a ridefinire, con altre parole, la tragedia dell’altro». Non sono
mancati momenti di confronto anche su temi contemporanei come l’intelligenza artificiale
applicata alla scrittura, riflessione guidata da Leonardo Onida e affrontata dalla Segre con
uno sguardo aperto e sincero: le poesie scritte dai poeti rappresentano quella cosa che si
attacca alla carne, penso ai versi di Margherita Guidacci, ad esempio, per ora quelle scritte
dall’IA forse possono essere utili per i pensieri all’interno dei baci Perugina». Intenso e
partecipato anche l’incontro all’Università con gli studenti del Dumas, che ha accolto la
poetessa nell’aula Toso del Dipartimento di Scienze Umanistiche e Sociali grazie
all’organizzazione della docente di Lingua e letteratura irlandese Loredana Salis


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