Alghero, 9 aprile 2026 – C’è una linea chiara che unisce ciò che abbiamo fatto ad Alghero, ciò che ieri è stato approvato in Sardegna e ciò che il Movimento 5 Stelle porta avanti in tutta Italia: la difesa della dignità del lavoro.
Non è una battaglia nata oggi.
Ad Alghero abbiamo scelto di non aspettare e, con l’Ordine del Giorno presentato in Consiglio comunale, che mi ha vista prima firmataria per il Movimento 5 Stelle, abbiamo affermato un principio semplice ma fondamentale: negli appalti pubblici il lavoro non può essere sottopagato e deve essere garantita una soglia minima di 9 euro l’ora.
Una scelta chiara, che mette al centro le persone prima dei ribassi e delle logiche puramente economiche.
Oggi quella stessa visione trova una traduzione concreta nella legge regionale, approvata dal Consiglio su impulso del Movimento 5 Stelle, grazie al lavoro del consigliere Alessandro Solinas e della Giunta guidata dalla Presidente Alessandra Todde, insieme all’Assessora al Lavoro Desiré Manca.
Un risultato importante, che dimostra come le idee, quando sono giuste e sostenute con coerenza, possano diventare norma.
Il Movimento 5 Stelle su questo tema non ha mai arretrato.
Abbiamo portato il salario minimo nei Consigli comunali, nelle Regioni e in Parlamento, perché sappiamo che dietro i numeri ci sono persone: lavoratrici e lavoratori che, pur lavorando, restano poveri.
È questo il punto vero.
Non possiamo accettare che nel nostro Paese esista lavoro che non garantisce una vita dignitosa.
Non possiamo accettare che la competizione tra imprese si giochi abbassando i diritti e i salari.
Per questo intervenire sugli appalti pubblici è fondamentale, perché lì le istituzioni hanno una responsabilità diretta: non solo spendere bene le risorse, ma farlo nel rispetto dei diritti, dando un segnale chiaro al mercato.
La legge regionale va in questa direzione.
Non è ancora la soluzione definitiva, perché serve una legge nazionale sul salario minimo, ma è un passo concreto e immediato, che migliora le condizioni di chi lavora e rimette al centro la qualità e la dignità del lavoro.
Continueremo su questa strada, perché crediamo che il lavoro sia un valore costituzionale e non una variabile economica, e che la dignità delle persone venga prima di tutto, senza compromessi.










