La vicenda del concerto saltato in memoria di Giuni Russo ad Alghero ha sollevato un polverone politico non indifferente, trasformandosi in uno scontro aperto tra l’opposizione e l’attuale amministrazione. Altro che arte e artisti, ad Alghero è scoppiata la polemica. Dentro pure il nome del Presidente della Fondazione Alghero, l’Amministrazione, chiamata alle dimissioni. Un paradosso
Il Casus belli sono i 150.000 euro per una serata, cifra ammessa dai proponenti, rilanciata dalla Fondazione Alghero che ha parlato una somma totale vicina ai 200 mila euro, che pare scaturiscano da iva da pagare e dai servizi collegati.
I 180.000 iniziali si limano a 150.000 euro, dagli organizzatori, ma in una riunione di maggioranza, la Fondazione Alghero e l’amministrazione comunale hanno ritenuto tale somma eccessiva per un singolo appuntamento, decidendo di non procedere con l’organizzazione. La somma finale messa a disposizione pare fosse di 100 mila euro. Pochi a detta degli orgaanizzatori
E partono le polemiche. Schermaglie fra proponenti e Fondazione, in conseguenza di un post al vetriolo sulla pagina social dell’Associazione Giuni Russo (LEGGI), e siamo arrivati a uno scontro totale. Non nel merito, ma tutto ideologico.
Diverse forze politiche di minoranza, in testa FdI hanno criticato aspramente la gestione della vicenda, vedendola come una mancanza di rispetto verso la memoria di un’artista legatissima alla città. Per questo motivo, sono state chieste le dimissioni del presidente della Fondazione, Graziano Porcu, e oggi il rilancio, a dimettersi dev’essere tutta l’Amministrazione.
Alleanza Verdi e Sinistra (AVS) con Arcasedda e Occhioni, Colledanchise e Pirisi, hanno fatto quadrato attorno alla scelta della Fondazione e dell’Amministrazione (LEGGI).
La tesi è improntata al rigore finanziario, spendere 150 mila euro di soldi pubblici per un solo evento è stato giudicato irresponsabile, specialmente in un contesto in cui le risorse devono essere distribuite su più attività durante l’anno, pretendendo un ritorno non solo di immagine ma anche economico per la città.
Tutti hanno ribadito che il legame tra Giuni Russo e Alghero resta indissolubile, ma che la memoria può (e deve) essere onorata con modalità sostenibili.
La discussione è scivolata in un clima di forte tensione politica . Mentre l’opposizione accusa la maggioranza di “scarsa visione culturale” e di aver perso un’occasione di prestigio internazionale, la maggioranza rivendica una “gestione oculata” dei fondi dei contribuenti.
E in tutta questa storia, piccola nella sua evoluzione, il gran battage pubblicitario collegato alla polemica, è certificato. Viaggiano insieme i nomi della città, dell’artista e la politica, quella che conosce dinamiche e onde da cavalcare, non ha esitato ad alzare il livello dello scontro.
E in tutta questa vicenda, nessuno ne esce bene. Nessuno.
Alghero nella sua grandezza è piccola, la gente mormora, e con il sarcasmo viaggiano a braccetto i nomi dei protagonisti di questa brutta pagina.
E per dirla tutta, senza finzioni, Alghero ha l’obbligo morale di salutare e omaggiare i 40 anni della celebre canzone e della sua interprete. Ed è qui che chi si intende di spettacolo e arte, deve trovare il modo di ricucire questo strappo dove alla ribalta è salita solo la vile moneta. Per una volta vorremmo che protagonista fosse la musica, gli artisti, quelli che con le loro melodie e le loro note soffocano quelle voci stonate, che si stanno impadronendo di una scena che non meritano.
Alghero non è gazzarra, Alghero è molto di più di quello che leggiamo sui social, e sentiamo nei discorsi lacunosi.
Alghero è la nostra città, e quando se ne parla, lo si deve fare con il rispetto dovuto, e ci si dovrebbe impegnare per migliorarla e migliorare le sue qualità, che non sono poche e neanche replicabili.
Alghero è la città ch ogni anno propone centinaia di eventi , che spaziano dalla cultura, alla musica, al teatro. Alghero è quella che sta predisponendo l’Alguer Summe Festival, un cartellone di eventi musicali, concerti live a Maria Pia eccezionale, con un cartellone che annovera K-POP, Litfiba,Fiorella Mannoia , Claudio Baglioni il, Luca Carboni, Blanco, Il Volo, Mannarino , Marco Masini, Capo Plaza, Fulminacci , Caparezza. e ancora JazzAlguer, Festival Mediterranea, Musica sulle Bocche. Ne vogliampo parlare?
E per Pasquetta in Piazza Sulis c’è un concerto live da sballo, gratuito, voluto dall’Amministrazione e dalla Fondazione, dove saliranno sul palco i Nomadi, gli Istentales e Dolce Nera
Possiamo dire che non ci meritiamo davvero tutto questa sciatteria e questo casino?








