Nel corso del pomeriggio di mercoledì 25 marzo, a Sassari, i militari della locale Stazione
Carabinieri hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare emessa dall’Ufficio
G.I.P. del Tribunale per i Minorenni di Sassari nei confronti di due studenti minorenni,
ritenuti responsabili dei reati di rapina aggravata in concorso, tentata estorsione aggravata
in concorso, violenza privata e minaccia commessi ai danni di propri coetanei.
Il provvedimento scaturisce da una delicata e accurata attività d’indagine condotta dai
Carabinieri della Stazione di Sassari e diretta dalla Procura per i Minorenni di Sassari, che
ha permesso di accertare che i due giovani si erano resi responsabili di una rapina consumata
lo scorso 22 febbraio in via Manno. In quell’occasione, presso una fermata dell’autobus, i
2 indagati, senza apparente motivo, hanno sottratto con la forza e previa minaccia un
cappellino di una nota marca a un loro coetaneo.
I successivi approfondimenti investigativi, condotti nel quadro delle attività dell’Arma volte
a garantire l’incolumità e la tutela dei più giovani, hanno fatto emergere l’esistenza e
l’operatività di una vera e propria baby gang capace di mortificare numerosi coetanei.
Difatti, attraverso l’escussione di molteplici testimoni e l’analisi delle immagini riprese dai
sistemi di video-sorveglianza di diversi mezzi di trasporto, è stato possibile accertare che
non si trattava di un episodio isolato, infatti i due indagati già lo scorso 9 gennaio si erano
resi protagonisti di un analogo episodio. Nello specifico, mentre si trovavano a bordo di un
autobus di linea in transito in via Tavolara, avevano tentato di estorcere una piccola somma
di denaro a un altro minore e, non riuscendo nell’intento, gli stessi avevano prima privato
la vittima delle scarpe da ginnastica tentando inutilmente di venderle ad altri ragazzi e,
successivamente, hanno provato di sottrargli il giubbino, impossessandosi infine di una
scatola di cioccolatini.
Dalle indagini è inoltre emerso che le condotte descritte sarebbero state compiute in
concorso con altri due ragazzi, entrambi minori di 14 anni e pertanto non imputabili secondo
la normativa vigente. Tale dinamica di gruppo evidenzia l’importanza di una costante
attività di controllo al fine di prevenire episodi di criminalità giovanile e tutelare i più
giovani da atti di bullismo.
Al termine delle formalità di rito, su disposizione della Procura della Repubblica presso il
Tribunale per i Minorenni di Sassari, uno dei minorenni è stato condotto presso una
comunità per minori con obbligo di permanenza nella struttura e l’inserimento in un percorso
educativo, mentre l’altro giovane è stato sottoposto alla misura della permanenza
domiciliare.
Per il principio della presunzione d’innocenza, la colpevolezza delle persone sottoposte alle
indagini sarà definitivamente accertata solo se interverrà una sentenza irrevocabile di
condanna








