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Data di pubblicazione
01/04/2026
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L’assessore degli Enti Locali, Finanze e Urbanistica, Francesco Spanedda
INDICE DELLA PAGINA
Cagliari, 31 marzo 2026 – L’assessore degli Enti locali, Finanze e Urbanistica, Francesco Spanedda, accoglie con favore il provvedimento di annullamento in autotutela del decreto di compatibilità ambientale relativo al progetto di una centrale fotovoltaica nel Comune di Putifigari.
“Abbiamo denunciato fin da subito, anche presentando tempestivamente ricorso al Tar, che quel provvedimento fosse un atto gravissimo – dichiara l’assessore – basato su presupposti errati e calato dall’alto senza considerare il valore inestimabile dell’area. Il Ministero ha dovuto ammettere che le nostre osservazioni erano fondate: non si può barattare il paesaggio con una transizione energetica selvaggia”.
“Il nuovo decreto del Ministero ristabilisce un quadro di legittimità – prosegue Spanedda – confermando che la tutela del territorio non è un concetto astratto, ma si basa su vincoli oggettivi”.
Il provvedimento ministeriale conferma le criticità sollevate dalla Regione e dal Comune, basandosi sull’incompatibilità con il sito UNESCO, sulla violazione delle fasce di rispetto archeologico e sul superamento degli errori istruttori. Di conseguenza, l’area è stata ufficialmente classificata come non idonea.
“Questo risultato è il riconoscimento di un approccio di governo del territorio di cui la Legge regionale 20 rimane un tassello fondamentale. La Sardegna – conclude l’assessore – ribadisce il suo impegno per una transizione energetica ordinata e rispettosa del paesaggio e della propria identità storica”.
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Assessore degli Enti Locali, Finanze e Urbanistica
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Ultima modifica
01/04/2026 09:35
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Cagliari, 31 marzo 2026 – L’assessore degli Enti locali, Finanze e Urbanistica, Francesco Spanedda, accoglie con favore il provvedimento di annullamento in autotutela del decreto di compatibilità ambientale relativo al progetto di una centrale fotovoltaica nel Comune di Putifigari.
“Abbiamo denunciato fin da subito, anche presentando tempestivamente ricorso al Tar, che quel provvedimento fosse un atto gravissimo – dichiara l’assessore – basato su presupposti errati e calato dall’alto senza considerare il valore inestimabile dell’area. Il Ministero ha dovuto ammettere che le nostre osservazioni erano fondate: non si può barattare il paesaggio con una transizione energetica selvaggia”.
“Il nuovo decreto del Ministero ristabilisce un quadro di legittimità – prosegue Spanedda – confermando che la tutela del territorio non è un concetto astratto, ma si basa su vincoli oggettivi”.
Il provvedimento ministeriale conferma le criticità sollevate dalla Regione e dal Comune, basandosi sull’incompatibilità con il sito UNESCO, sulla violazione delle fasce di rispetto archeologico e sul superamento degli errori istruttori. Di conseguenza, l’area è stata ufficialmente classificata come non idonea.
“Questo risultato è il riconoscimento di un approccio di governo del territorio di cui la Legge regionale 20 rimane un tassello fondamentale. La Sardegna – conclude l’assessore – ribadisce il suo impegno per una transizione energetica ordinata e rispettosa del paesaggio e della propria identità storica”.









