Di seguito l’intervento di Marco Colledanchise ieri al Convegno organizzato da Orizzonte Comune ad Alghero, al cospetto Assessore Regionale del Turismo Franco Cuccureddu, Ornella Piras, Assessore al turismo del Comune di Alghero, Graziano Porcu, Presidente della Fondazione Alghero e il Coordinatore Antonio Cardin.
Traccia le linee di uno sviluppo turistico possibile, solo se si punta con decisione su destagionalizzazione e trasporti da incrementare.
“Parto da un dato semplice, ma fondamentale- esordisce Marco Colledanchise:
Alghero oggi è una destinazione in crescita. E non parliamo di una crescita occasionale, ma di una crescita strutturale.
Negli ultimi anni abbiamo registrato un aumento significativo sia degli ospiti che dei pernottamenti, con incrementi complessivi superiori al 25%: +26,66% negli ospiti e +25,67% nei pernottamenti tra il 2023 e il 2025
Questo significa che Alghero è attrattiva, è competitiva, ed è pienamente dentro le dinamiche del turismo contemporaneo.
Ma i numeri, se letti fino in fondo, ci dicono anche qualcosa di più.
Ci dicono che il nostro sistema turistico sta cambiando.
Oggi, infatti, il peso dell’extralberghiero è diventato predominante. Le locazioni turistiche, gli affittacamere, i B&B rappresentano la parte più ampia dell’offerta: solo gli immobili in locazione turistica sono oltre 2.400, a fronte di poco più di 40 alberghi .
Anche sui posti letto il dato è molto chiaro: circa 7.300 posti nelle locazioni turistiche contro circa 6.400 nel comparto alberghiero .
È una trasformazione profonda, che non riguarda solo Alghero ma tutte le principali destinazioni turistiche.
E va letta per quello che è: un fattore che ha contribuito in modo decisivo alla crescita.
Però, accanto a questo, c’è un altro dato altrettanto importante: il valore economico resta ancora fortemente concentrato nell’alberghiero, in particolare nelle strutture di fascia medio-alta.
Quindi abbiamo una fotografia molto chiara: da una parte il volume, dall’altra il valore.
Ed è proprio dentro questa dinamica che si inserisce una riflessione che credo sia importante fare, senza pregiudizi ma con grande realismo.
Perché dentro il mondo dell’extralberghiero convivono realtà molto diverse.
Ci sono operatori altamente professionali, che hanno investito, che lavorano sulla qualità, sul posizionamento, sul servizio.
Ma accanto a questi esiste anche una componente più ampia, spesso legata a un utilizzo non strettamente imprenditoriale: seconde case, attività integrative, realtà che non sempre ragionano in termini di strategia di prezzo o di valore.
E questo ha un effetto molto concreto.
Perché quando una parte significativa dell’offerta tende a privilegiare l’occupazione rispetto al prezzo, il rischio è quello di comprimere il valore medio della destinazione.
E infatti i dati lo confermano: cresce il numero dei posti letto, crescono i flussi, ma il valore economico non cresce in modo proporzionale.
Questo non è un problema in sé, e non deve essere letto come una contrapposizione.
L’extralberghiero ha avuto un ruolo fondamentale: ha ampliato l’offerta, ha reso Alghero più accessibile, ha sostenuto la crescita.
Però oggi siamo in una fase diversa.
Oggi la sfida non è più solo crescere, ma crescere meglio.
E qui entra in gioco un altro grande tema, che conosciamo bene: la stagionalità.
Nonostante la crescita, i flussi restano ancora fortemente concentrati nei mesi estivi. I picchi tra giugno e settembre sono molto elevati, con agosto che arriva a superare i 300.000 pernottamenti mensili.
Questo significa che abbiamo una città che vive momenti di grande intensità, ma anche lunghi periodi dell’anno in cui il sistema lavora sotto le proprie potenzialità.
Però c’è anche un segnale positivo, che va sottolineato.
I dati ci dicono che nei mesi tradizionalmente più deboli — l’inizio dell’anno e l’autunno — stiamo registrando una crescita significativa: nei mesi di bassa stagione gli ospiti crescono di oltre il 19% e i pernottamenti di oltre il 23% tra il 2023 e il 2025
Questo significa che il percorso di destagionalizzazione è iniziato.
Ma dobbiamo essere chiari: la destagionalizzazione non avviene da sola.
Non basta promuovere la destinazione fuori stagione.
Serve una motivazione concreta per venire ad Alghero in quei mesi.
E qui arriviamo a due temi che, secondo me, sono decisivi. Il primo è lo sport.
Io sono convinto che una delle chiavi principali per il posizionamento futuro di Alghero sia proprio il turismo sportivo.
Perché lo sport è naturalmente destagionalizzato, genera flussi organizzati e porta qualità.
Porta atleti, squadre, accompagnatori. Porta permanenze più lunghe. Porta un indotto reale.
E soprattutto si sviluppa nei mesi in cui noi abbiamo più bisogno.
Alghero ha tutte le caratteristiche per diventare una destinazione sportiva di riferimento: clima, territorio, varietà di discipline, potenzialità infrastrutturali.
Per questo stiamo puntando su questo ambito in modo deciso, non solo con eventi, ma con una strategia: attrarre manifestazioni, costruire servizi, lavorare con le federazioni, creare un’offerta stabile.
Perché il punto non è fare un evento, ma costruire un posizionamento.
Il secondo tema, però, è altrettanto fondamentale.
Ed è quello dei trasporti.
Perché possiamo costruire il miglior prodotto turistico possibile, possiamo lavorare sulla destagionalizzazione, possiamo investire nello sport… ma se non risolviamo il nodo dell’accessibilità, rischiamo di fermarci a metà strada.
Oggi sappiamo bene che nei mesi invernali esistono criticità importanti:
• poche tratte disponibili
• costi dei voli spesso molto elevati
• difficoltà oggettive nel raggiungere la destinazione
E questo rappresenta un limite concreto alla crescita, soprattutto proprio nei mesi in cui vogliamo sviluppare nuovi flussi.
È evidente che qui serve una riflessione più ampia.
E io credo che questo sia il contesto giusto per affrontarla, anche perché abbiamo la presenza dell’assessore regionale, a cui sicuramente possiamo chiedere maggiori delucidazioni e, soprattutto, con cui possiamo ragionare insieme sulle strategie da mettere in campo.
Perché la vera sfida è questa:
come rendere Alghero accessibile tutto l’anno, come rafforzare le connessioni nei mesi invernali, come rendere sostenibili i costi per chi vuole scegliere la nostra destinazione anche fuori stagione.
Se non affrontiamo questo nodo, il rischio è che tutti gli altri sforzi — sulla qualità, sulla destagionalizzazione, sullo sport — restino parzialmente inefficaci
E allora la riflessione finale è questa.
Alghero oggi non ha più il problema di attrarre turisti. Il vero tema è governare la crescita.
E governare la crescita significa fare delle scelte.
Scegliere che tipo di turismo vogliamo.
Scegliere che equilibrio vogliamo tra quantità e qualità.
Scegliere come valorizzare il nostro territorio senza svenderlo.
Io credo che la strada sia chiara.

Continuare a crescere, ma in modo più equilibrato, più sostenibile e più consapevole.
E in questa prospettiva, lo sport è una leva strategica.
Ma i trasporti sono la condizione necessaria.
Perché senza accessibilità non c’è destagionalizzazione.
E senza destagionalizzazione non c’è sviluppo equilibrato.











