Sabato 15 Agosto, aggiornato alle 19:44

VIDEO – Bisticci e polemiche sulla Posidonia rimossa. Due fronti divisi fra favorevoli o contrari

VIDEO – Bisticci e polemiche sulla Posidonia rimossa. Due fronti divisi fra favorevoli o contrari

Quello che sta accadendo in queste ore non è un’anomalia, ma la conferma di un ciclo naturale che chi vive il territorio di Alghero conosce fin troppo bene.

La sabbia che invade le strade, come spesso accade a San Giovanni,  sul Lungomare Barcellona o verso Fertilia,  è la prova tangibile di quanto sia delicato l’equilibrio del nostro litorale.
La Posidonia oceanica non è un rifiuto, ma una vera e propria barriera meccanica, in questo periodo di forti burrasche. Smorza l’energia delle onde e riduce la forza d’urto del mare sulla spiaggia.
Trattiene la sabbia, e agisce come una rete naturale che impedisce al vento e al mare di “portarsi via” l’arenile.
La rimozione precoce o eccessiva espone la spiaggia nuda alla furia del Libeccio e del Maestrale.
Pulire le spiagge troppo presto per “decoro” turistico espone il sistema dunale a danni irreversibili durante le mareggiate tardive.
Con raffiche che spesso oggi superano i 90 km/h, la sabbia diventa un fluido che non trova ostacoli se la vegetazione o la posidonia vengono manomesse.
È un classico esempio di come la natura rivendichi i suoi spazi, ricordandoci che la “pulizia” estetica non sempre coincide con la salute dell’ecosistema.

Ma ci sarebbe da dire tanto, anzi tantissimo.

La Posidonia, in una città come Alghero che vende bellezza, mare limpido ai suoi turisti vacanzieri, è diventata un problema. Un grosso problema. Chiunque si sia cimentato nella gestione e rimozione, ne è uscito con le ossa rotte. Tutta colpa della divisione che ad Alghero per questo vegetale  si vive.

Due fronti, opposti, senza se, che hanno verso questa gestione un atteggiamento critico, o di assoluzione, che divide.

Se l’arenile si vuol far trovare in ordine, con l’inizio della stagione turistica, coincidente con la Pasqua, si deve iniziare per tempo. E posto che parliamo di non meno di 20 mila metri cubi di foglie morte, la loro rimozione deve sottostare a regole rigide, con il supporto di mezzi autorizzati, con l’accompagnamento di personale qualificato. Gli uffici di Alghero nel settore sono all’avanguardia, la loro esperienza è maturata in decenni di interventi, e sovente sono presi ad esempio da altre città per la loro capacità.

Ma c’è chi vuole che la Posidonia, da sopra la sabbia non si tocchi se non a ridosso della stagione balneare. Sarebbe l’unica garanzia e protezione possibile. La posidonia coprendo la sabbia, la protegge da qualunque evento meteo, anche i più poderosi, compreso il Maestrale e il Libeccio.

Oggi, più che criticare l’operato tecnico degli uffici, emerge che c’è uno scontro tutto politico in corso. Christian Mulas, Presidente della Commissione Ambiente, lamenta il mancato coinvolgimento dei commissari proprio in occasione degli interventi, colpa, a suo dire dell’Assessore Selva che non si preoccupa,

Dal versante assessoriale senza mezzi termini si dice che la Commissione è stata informata, e che i lavori dei commissari non possono essere considerati come nulla osta, poiché la Commissione di norma è prodromica ai lavori in Consiglio Comunale. Cos’è si porta la paglia marina in Consiglio? A far sapere quello che è noto?

Un po un paradosso tutto algherese, dove la battaglia politica avviene senza esclusine di colpi, riguarda tutto, la nettezza urbana, l’appalto, gli arenili, la Posidonia la sua rimozione, e la capacità devastante di Eolo.

Come  finirà? Qualcuno rimarrà sul campo, colpa di fuoco amico, perché il Sindaco da giorni, è stizzito per la gestione della comunicazione di un singolo che si muove come un elefante in una gioielleria, ma è indiscutibile che l’elefante, sta percorrendo strade che solleticano la collettività, fa dibattere, animatamente  e divide.

Sino a quando?

Qualcuno si è spinto a dire: sinchè non tornerà ad Alghero il bel tempo e il vento smetterà di …soffiare.

 


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