Le rilevazioni, sul voto del Referendum sulla Giustizia descrivono uno scenario decisamente più vivace di quanto previsto alla vigilia.
Mentre molti sondaggisti ipotizzavano una partecipazione tiepida, simile a quella dei referendum abrogativi del passato (spesso sotto il 30%), l’affluenza di ieri ha sorpreso tutti, segnando un distacco netto rispetto alle ultime consultazioni simili.
Il dato Nazionale alle ore 23:00 di ieri domenica, l’affluenza si è attestata al 46,07%. Si tratta di un numero record per la prima giornata, considerando che nel referendum costituzionale del 2020 il dato si fermò al 40%.
La crescita è stata costante, passando dal 14,9% delle ore 12 al 38,9% delle ore 19.
Grandi città come Milano (45,7%) e Roma (51,5%) hanno mostrato una mobilitazione molto forte, superando ampiamente le proiezioni iniziali. Anche in Emilia-Romagna si sono toccate punte vicine al 50% già nella serata di domenica.
La Sardegna ieri alle 23,00 si è attestata al 39,09% dei votanti. Sassari si è attestata al 43,59%, Alghero al 40,26%
I sondaggisti sono stati sconfitti su tutto il fronte. Non ne hanno azzeccato una. Gran parte delle rilevazioni pre-voto davano per “certa” una partecipazione complessiva ,su due giorni, tra il 35% e il 42%, con una stima di “affluenza elevata” che si fermava comunque intorno al 46-49%. Il fatto che il 46% sia stato raggiunto già alla chiusura del primo giorno indica che la proiezione finale potrebbe superare abbondantemente il 50%, smentendo i modelli basati sulla “stanchezza referendaria”.
Quel che è certo, comunque vada il voto e chi vincerà, avrà un margine esiguo.
E questa mattina a leggere i maggiori quotidiani nazionali, impressiona la rottura del silenzio durante la fase del voto. In campo ci sono tutte le forze, con i media in primo piano a spingere, quello che comunque ci restituisce una nazione attiva e partecipante al voto.
Trattandosi di un referendum costituzionale confermativo, ricordiamo che non serve il quorum: Il risultato sarà valido indipendentemente da quanti italiani andranno a votare.
Un’affluenza così alta trasforma questa consultazione da un tecnicismo giuridico a un vero test caricato di significato politico nell’esito finale. E fra i capi qualcuno è in trepida attesa, la sconfitta si porterà conseguenze e non sarà indolore.










