Era giovedì 19 maggio, fummo noi a dare la notizia della presenza di un cetaceo a pochi metri dalla spiaggia di Punta Negra. L’iniziale dubbio se si trattasse di un globicefalo o di altro, fu dissipata quando sul posto gli uomini dell’area Marina Protetta di Capo Caccia Isola Piana, con tanto di gommone si immersero in acqua per capire di cosa si trattasse. Era un Grampo.
Si attivò subito il Dott Alberto Ruiu, il Responsabile della rete regionale dell’area Marina Protetta di Capo Caccia Isola Piana, che insieme ai suoi collaboratori tentò, col supporto persino dal Capitaneria di Porto di Alghero e dal Corpo di Vigilanza Ambientale, di poter far prendere il largo a questo cetaceo.
Non ci fu niente da fare il crampo si abbandonò a percorsi circolari, come molti hanno potuto notare che lo portò a pochi metri dal riva.
E siccome si sono lette, soprattutto sui social molte ricostruzioni, talune davvero cattive, si deve puntualizzare che quello che si è visto a Punta Negra era un giovane esemplare di Grampo. Su questo giovane esemplare, un cucciolo, del perché sia approdato a Punta Negra ci sono due opzioni: che si sia smarrito, durante le forti mareggiate dei giorni scorsi, staccandosi irrimediabilmente dalla sua mamma, oppure avendo dei problemi di salute è stato proprio il gruppo ad abbandonarlo a se stesso.
Secondo i tecnici della Rete Regionale Della Fauna Marina, questo esemplare, privo dell’allattamento della propria madre praticamente è rimasto senza nutrimento. La sua morte, che diamo per scontata, avverrà in primo luogo proprio per la mancanza totale di cibo.
Si dice che questi animali possano essere allattati dalle loro madri anche per tre o quattro anni.
Il grande rammarico è la frustrazione di tutte le persone coinvolte in questa vicenda, dell’Area Marina Protetta di Capo Caccia Isola Piana, del Parco di Porto Conte, nonché dei colleghi del Parco nazionale dell’Asinara. È stato, in modo particolare, prendere atto che non c’era alcuna opzione possibile per poter prendersi cura di questo cucciolo di Grampo.
Quel che è certo è che questo esemplare verrà prelevato dallo specchio acqueo e portato allo studio dell istituto zooprofilattico di Sassari. E’ li che si stabilirà la reale causa del suo spiaggiamento e conseguente morte.










