Sassari, 20 marzo 2026 – Nei giorni scorsi la stampa locale ha riportato notizie riguardo alla gestione degli appalti nel sito industriale di Porto Torres. Come Confindustria Centro Nord Sardegna riteniamo di intervenire per chiarire alcuni aspetti, per evitare che ricostruzioni parziali e non sufficientemente informate possano presentare un quadro negativo, rispetto a un percorso che da anni si basa su trasparenza, tutela dell’occupazione, valorizzazione delle competenze locali, anche a seguito della sottoscrizione del Protocollo sulla Chimica Verde del 2011.Dalla firma del Protocollo, 15 anni fa, ci risulta che le gare d’appalto che riguardano le attività nel sito industriale all’interno del perimetro Eni, vengano svolte nel pieno rispetto di quanto previsto, che stabilisce l’impegno a favorire la filiera locale, a salvaguardare l’occupazione del territorio e a operare con criteri trasparenti e non discriminatori.Le procedure, peraltro, oltre che rispettare tali vincoli, li declinano attraverso strumenti concreti: assegnazioni per lotti geografici in luogo di gare nazionali, inviti rivolti a tutti i fornitori qualificati ENI, con particolare attenzione a quelli del territorio, e anche premialità per le imprese che impiegano maestranze locali.Come Confindustria, sulla base di quanto confermatoci da Eni, possiamo assicurare che in tutte le diverse tipologie di gara, l’obiettivo è stato, quello di massimizzare il ricorso alle imprese qualificate del territorio. In alcuni casi specifici alcune gare sono state vinte da operatori extra-regionali, ma solo per criteri oggettivi legati a capacità tecnica, continuità operativa e competitività economica.Riteniamo che il tema centrale, anche in considerazione di futuri sviluppi che potranno esserci nel sito di Porto Torres, debba riguardare il rafforzamento della competitività complessiva della filiera locale, affinché possa cogliere appieno le opportunità della transizione industriale, e non solo a livello locale ma anche nazionale. Ci risulta che comunque le imprese sarde abbiano accesso a gare per appalti nel resto del territorio italiano, in un mercato che deve tenere sempre conto della qualità e della professionalità acquisita. Porto Torres continua a rappresentare un polo industriale strategico e, con l’ulteriore sviluppo della filiera, le imprese sarde potrebbero indubbiamente cogliere nuove possibilità per rafforzare la capacità competitiva e la tutela occupazionale.










