Mercoledì 16 Settembre, aggiornato alle 21:05

VIDEO – Parco di Porto Conte AMP, Valdo Di Nolfo traccia la via, l’Assessore Francesco Agus la sposa: Ristori per tutti i 39 pescatori di Alghero. Proporre un buffer o una fascia di rispetto attorno all’AMP

VIDEO – Parco di Porto Conte AMP, Valdo Di Nolfo traccia la via, l’Assessore Francesco Agus la sposa: Ristori per tutti i 39 pescatori di Alghero. Proporre  un buffer o una fascia di rispetto attorno all’AMP

Ieri a Casa Gioiosa sede del Parco Regionale di Porto Conte e AMP Capo Caccia Isola Piana,  ha ospitato una assemblea pubblica che ha avuto a tema centrale le problematiche  della piccola pesca professionale costiera all’interno dell’Area Marina Protetta di  Capo Caccia – Isola Piana

Era presente e al suo esordio ad Alghero  l’Assessore all’Agricoltura e pesca Francesco Agus, il Consigliere Regionale Valdo Di Nolfo, il Sindaco di Alghero Raimondo Cacciotto Sindaco, il Presidente del Consiglio Comunale Mimmo Pirisi l’Assessore Comunale all’Ambiente Raniero Selva e l’Assessore alle Attività Produttive Ornella Piras, , i Presidenti delle Commissioni Ambiente e Attività Produttive Christian Mulas e Gianpiero Occhioni. Gli onori di casa li ha fatti  il Presidente del Parco e  e dell’AMP Emilian Orrù, mentre il Direttore Mariano Mariani ha scelto un profilo defilato, seduto fra il pubblico, presente anche un  componente del Consiglio Direttivo de Parco Luca Pais.

Dopo i saluti istituzionali di Sindaco Cacciotto e del  Presidente Orrù, la parola è stata ceduta ai pescatori, perché erano loro, presenti in gran numero, che dovevano fare proposte per uscire dalle solite lamentele e imboccare a strada di un ritrovato dialogo.

Interventi appassionati, con momenti di fisiologica tensione, ma sul tavolo dell’Assessore sono arrivate le lagnanze di una categoria che chiede ascolto e soprattutto sostegno. Ha aperto il dibattito Giovani Delrio, ha messo a fuoco le problematiche comprese le penalizzazioni che deve patire la pesca dell’aragosta, che in Sardegna subisce due mesi in meno di pesca rispetto alle altre regioni. All’Assessore e non solo è stata affidata una memoria, una base dalla quale partire per rimuovere una situazione davvero imbarazzante.

Ma è l’intervento successivo, quello di Carmelo Mura, che ha messo a fuoco la madre di tutti i problemi, ovvero il fermo pesca che obbliga i pescatori a stare fuori dall’AMP, senza che per loro ci siano ristori. Nell’AMP  non è consentita l’attività di pesca professionale di piccola pesca costiera dal 1 settembre al 1 marzo . È previsto un numero massimo di autorizzazioni per l’attività di pesca professionale di piccola pesca costiera di 23 unità, e sono rilasciate mediante procedura di selezione e assegnate in base a criteri di premialità ambientale. Altro scoglio che divide i titolari di licenza di pesca ad Alghero, in tutto 39, dei quali solo 23 possono pescare, previa autorizzazione e usufruire dei ristori che il Parco, per il tramite della Regione è riuscito ad elargire impegnando i pescatori in attività programmata all’intero dell’area Marina, con progetti mirati.

E’ stato Valdo Di Nolfo, il Consigliere Regionale di Alghero che in sala ha calato un asso che ha strappato ai pescatori presenti applausi convinti. Di Nolfo ripercorre la possibilità che si è avuta di poter dare ristori a pescatori, grazie a un emendamento proposto nel 2024 dall’allora Presidente del Consiglio Regionale Pais, che permise di far planare ad Alghero 200 mila euro.  Quella misura, oggi si dimostra debole, e si vuole possa diventare strutturale. E Valdo Di Nolfo lancia la sua proposta che diventa un vero e proprio manifesto di intenti che merita attenzione. Lo dice con molta chiarezza l’esponente politico locale: “quando sento un pescatore che dice chiudiamo un pezzo di mare, basta che …, vuol dire che  il comparto al contrario di quello che pensiamo noi, è unito,  se però la Politica dà risposte. E oggi – ha proseguito Di Nolfo –  siamo qui per ringraziarvi di questo passaggio, di essere riuscito a unificarvi e a fermare quelle diatribe che vi hanno caratterizzate in un passato recente. Allora l’obiettivo è se ampliamo una porzione di mare da punta a punta, questo ci dà la possibilità di dialogare col ministero e di ampliare anche il numero di licenze che possono essere inserite, sino ad  arrivare al numero 39 e fare quello che abbiamo fatto con la legge finanziaria, ovvero raddoppiare la cifra nella legge finanziaria appena approvata dalla regione Sardegna per il 2026,  utilizzando la norma di cui parlavo prima, ci sono 200.000 € che devono servire per tutte e 39 le autorizzazioni. E dalla sala si alza un fragoroso applauso all’indirizzo dell’esponete politico che è riuscito a toccare il comune sentire dei pescatori presenti in sala. Tutti d’accordo, così è parso.

Ed ha spiegato meglio il suo concetto Di Nolfo : con l’assessore Agus ci siamo confrontati molto in questi giorni e si é ragionato su un tema, i confini dell’area marina non fermano le correnti non fermano le plastiche non fermano le nasse che sono state perse, le reti che sono state perse,  , e allora si può utilizzare un concetto usato altre volte, una fascia di rispetto attorno all’area marina, e questa è un’altra possibilità una specie di buffer una fascia di rispetto, magari in zona che noi conosciamo bene, come parco perché abbiamo autorizzato  la nascita dei campi boe, luoghi che sono all’interno della rete natura 2000.

Ecco il succo della serata, ed è l’Assessore Francesco Agus che percorre la strada tracciata proprio da Valdo Di Nolfo. Parla senza mezzi termini di poter proporre al tavolo del Ministero la creazione di un’area buffer, contigua all’AMP, un allargamento della protezione in mare, che consenta di strappare il nulla osta di poter far rientrare nei progetti dell’AMP del Parco Regionale di Porto Conte tutti e 39 i titolari di licenza di pesca della marineria Algherese, per consentire loro di poter avere ristori tramite progetti di lavoro alternativo alla pesca quando c’è il fermo. L’Assessore ha posto l’accento sul fatto che bisogna porre attenzione a tutta la proposta, perché il rischio è che l’UE possa intravvedere aiuti di stato, che invece non sono.

Per il ministero – ha affermato l’Assessore Agus – se ci sono dei ragionamenti che riguarda l’ampiezza dell’Area Marina Protetta, o la possibilità mantenendo la stessa ampiezza, di allargare il buffer e considerare una fascia di protezione, che ci consente di allargare fino al numero di 39, quindi al 100% della marineria dei tutelati da questa misura, sono convinto che anche lì e il Ministero non possa che ragionarci”.

E arrivano persino proposte concrete. Sul tavolo pronti 900 mila euro in tre anni.

Quindi tutti i 39 pescatori potrebbero rientrare  , a condizione che si avvalli la possibilità di allargare l’AMP o creare un buffer, una zona contigua, che potrebbe, alla luce di quanto è stato detto, uscire dalla Punta a Punta, e andare verso le aree marine oggi interessate dai campi boe, quindi Punta Giglio, Lazzaretto sino ad arrivare al Vermell fronte Fertilia.

Questo è emerso ieri, una data che segna un punto di caduta nuovo, una nuova visione dell’area Marina Protetta,  e di chi ci deve lavorare per trarne reddito.  E quella frase del Consigliere Valdo Di Nolfo è un capolavoro di intenti futuri, musica pura per gli ambientalisti e per chi crede nella tutela dell’ambiente: quando sento un pescatore che dice chiudiamo un pezzo di mare, basta che …, è o no un capolavoro?


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