Domenica 13 Settembre, aggiornato alle 14:02

Delibera “critica” del Parco di Porto Conte, torna in primo piano il ruolo del Direttore in scadenza di contratto, per la selezione del “nuovo”

Delibera “critica” del Parco di Porto Conte, torna in primo piano il ruolo del Direttore in scadenza di contratto, per la selezione  del “nuovo”

Riceviamo e integralmente pubblichiamo

Gentile Redazione,

Le sottoponiamo, per opportuna valutazione, una lettera aperta relativa alla Delibera n. 2 del 15 gennaio 2026 dell’Azienda Speciale Parco di Porto Conte. Il testo non intende attaccare persone o posizioni individuali, ma sollevare una questione di interesse pubblico legata al funzionamento delle istituzioni, alla coerenza degli atti amministrativi e alla tutela effettiva dei principi di imparzialità e trasparenza.

Riteniamo che il tema sia rilevante per la comunità locale, sia per il ruolo strategico del Parco di Porto Conte sia per l’impatto che simili scelte amministrative possono avere sulla fiducia dei cittadini e sulla credibilità degli enti pubblici. 

In allegato la Delibera n. 2 del 15 gennaio 2026 dell’Azienda Speciale Parco di Porto Conte, pubblicata all’Albo dell’Ente il giorno 21.01.2026

 

LETTERA APERTA

Parco di Porto Conte
Non un caso isolato
La delibera sul Direttore del Parco di Porto Conte e una legalità che rischia di restare solo formale

La Delibera del Consiglio Direttivo n. 2 del 15 gennaio 2026 dell’Azienda Speciale Parco di Porto Conte si presenta come un atto volto a tutelare imparzialità e trasparenza, richiamando correttamente norme e principi fondamentali dell’ordinamento.

Tuttavia, nel passaggio dalle premesse alle decisioni operative emerge una contraddizione che non può essere ignorata. Da un lato si riconosce l’esistenza di un conflitto di interessi anche solo potenziale, tale da impedire al Direttore in carica di gestire la procedura di selezione del nuovo Direttore. Dall’altro lato, allo stesso soggetto vengono attribuiti compiti decisivi per l’attivazione e l’organizzazione della procedura, inclusa la scelta di chi dovrà gestirla.

Questa impostazione non appare episodica. La delibera si colloca in una prassi amministrativa nella quale il rispetto formale delle regole sembra diventare uno strumento per eluderne la sostanza. I principi di imparzialità, separazione delle funzioni e controllo vengono così richiamati negli atti, ma neutralizzati nelle scelte operative, con un evidente indebolimento delle garanzie istituzionali.

Quando accade questo, il problema non è il singolo atto né le legittime aspirazioni individuali, ma il metodo: una legalità proclamata che fatica a tradursi in decisioni coerenti e verificabili.

Una correzione in autotutela della delibera sarebbe un gesto di responsabilità istituzionale, necessario a ristabilire una distinzione chiara tra chi può partecipare a una selezione e chi deve garantirne l’imparzialità.

Il Parco di Porto Conte è un bene collettivo. La sua gestione richiede trasparenza reale, non solo dichiarata. È su questo terreno che si misura la credibilità delle istituzioni” chiude la nota a firma dell’Assozione PUNTA GIGLIO LIBERA – Ridiamo Vita al Parco – APS

LEGGI LA DELIBERA dlg_00002_15-01-2026_Parco


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