Impianto posidonia e terre di spazzamento, un tema oggi di grande attualità, alla lucde del sopralluogo avvenuto ieri da parte dell’attuale Amministrazione, prprio negli impianti di sanMarco. Oggi Interviene sul tema l’ex Assessore all’Igiene e Ambiente Andrea Montis, che plaude, guarda oltre e chaima senza mezzi termini la politica locale ad essre lungimirante, perchè in definitiva l’impianto di San Marco deve diventare un polo attrattivo per un intero ambito territoriale, il Nord Ovest.
Sono molto soddisfatto che i lavori stiano finalmente arrivando a conclusione.
Certo con qualche ritardo ma sfido chiunque a terminare,oggi, nei tempi prestabiliti anche una semplice ristrutturazione del bagno in casa.
Parliamo di un’opera strategica, frutto di una scelta politica precisa e di una battaglia portata avanti con forza dagli allora rappresentanti del Comune di Alghero al tavolo del Consorzio Industriale , dal sindaco di Alghero e dall ex amministratore della provincia, che seppero guardare oltre il contingente e oltre i confini comunali trovando l’ appoggio deciso della presidenza e della direzione stessa del consorzio che intuendo la valenza del progetto misero subito a disposizione le proprie macchine amministrative.
Ed è proprio qui che nasce il punto politico che non è certo quello di cercare riconoscimenti o volersi appuntare medaglie.
In questa partita tutti hanno svolto un proprio decisivo ruolo.

Non si cada, però ,nell’errore di raccontare quest’opera come una semplice vittoria locale.
L’impianto è certamente fondamentale per Alghero, ma non è l’impianto di Alghero.
È stato pensato, progettato e finanziato con una visione territoriale più ampia, e come tale deve essere oggi riconosciuto e governato.
Gli attuali amministratori della Città Metropolitana non possono far finta di nulla. È dunque necessario che gli stessi,partendo proprio dalla rappresentanza locale eletta alle ultime elezioni metropolitane, vengano immediatamente coinvolti.
La Sardegna è fatta di Comuni costieri che, già da quest’anno, si troveranno a dover affrontare emergenze concrete legate alla fruibilità delle spiagge, aggravate dai recenti eventi meteo che hanno prodotto accumuli straordinari di foglie di posidonia.
Allo stesso tempo, sono sempre di più i Comuni che stanno scegliendo di alzare l’asticella della raccolta differenziata, investendo sul recupero delle terre di spazzamento e su politiche ambientali più avanzate.
Questo impianto risponde esattamente a quella esigenza.
Continuare a considerarlo come una questione esclusivamente algherese significa sminuirne il valore, tradirne la funzione e depotenziare una scelta strategica fatta anni fa.
È quindi necessario che l’argomento venga portato con urgenza in Città Metropolitana e che l’impianto venga finalmente riconosciuto per ciò che è:
un’infrastruttura di interesse provinciale e regionale, al servizio dell’intera Sardegna e non di una sola comunità anche al fine di potersi reggere economicamente.
Le opere pubbliche non si misurano con i confini amministrativi, ma con la capacità di rispondere ai bisogni reali dei territori.
Su questo terreno si giudica la politica








