Giovedì 10 Settembre, aggiornato alle 14:56

A proposito di Secal – Fra tasse e tributi non pagati Alghero si divide: aiutare chi ha bisogno, non i furbi

A proposito di Secal – Fra tasse e tributi non pagati Alghero si divide: aiutare chi ha bisogno, non i furbi

Il dibattito su Secal ad Alghero riflette tensioni politiche e sociali legate alla gestione dei debiti e al supporto alle fasce più vulnerabili, con posizioni contrastanti tra maggioranza e opposizione.

La questione Secal riguarda principalmente il recupero di somme dovute – che ammontano a centinaia e centinaia di migliaia di euro – verso la società che gestisce la riscossione, con l’obiettivo di garantire la sua efficacia operativa . Ad Alghero si è partiti dal chiedere il rilancio e mantenimento delle maestranze Secal, e oggi, a criticarne l’operato, quasi un capovolgimento di una realtà, che si narra con stupefacente disinvoltura, dividendo in maniera netta, con taglio chirurgico chi vuole che le tasse dovute siano pagate e chi vuole il contrario, chiamando a gran voce l’applicazione degli strumenti disponibili, quelli della pace fiscale, che altro non sono se non meccanismi per alleggerire o rottamare, con prescrizioni, il dovuto nella casse della pubblica amministrazione. E ancor di più emerge un dato incontrovertibile, posto che nessuno a cuor leggere le tasse le vuol pagare, che è quello della sostenibilità dei conti pubblici e i servizi che questo deve garantire. Facile parlare di  “macelleria fiscale”, un po meno è far capire in maniera inequivocabile, che laddove ce ne fosse bisogno, il carico fiscale va verso chi paga di già, rendendo davvero insostenibile e gravoso l’onere per gli onesti. Strizzar l’occhio a chi non paga le tasse, non è un gran segnale, perché se tutti facessero così, farebbero saltare lo stato e i suoi conti, e le pubbliche  amministrazioni davvero non esisterebbero.

Per il fisco, il 43% degli italiani risulta senza redditi. Quasi un cittadino su due non versa l’Irpef. Ne consegue che  non è che si paga troppo ma che pochi pagano per tutti” spiega un’analisi del centro studi di Itinerari Previdenziali e di Cida. “Poco più di un quarto dei contribuenti si fa carico da solo di quasi l’80% dell’imposta. “Si dice spesso che l’Italia sia un Paese oppresso dalle tasse. Ma è davvero così? I numeri dicono di no. Il problema non è che tutti paghino troppo, ma che pochi paghino per tutti. Quasi un cittadino su due non versa nemmeno un euro di Irpef, e così poco più di un quarto dei contribuenti si fa carico da solo di quasi l’80% dell’imposta dichiara Stefano Cuzzilla, presidente CIDA “questo squilibrio logora il ceto medio, scoraggia i giovani e mette a rischio il futuro del Paese.

Ecco il tema dei temi, ovvero come riuscire a far capire, indistintamente, che se si paga il dovuto, da parte di tutti, si paga di meno? Ma la politica, in maniera lucida e deliberata, questo non lo dice e non lo vuole, almeno da un lato, a destra.

Ad Alghero il tema, in queste ore ha raggiunto toni altissimi: il gruppo di Forza Italia ha chiesto al Sindaco di assumere una posizione chiara e definitiva sulla rottamazione dei carichi fiscali, chiedendo modalità equilibrate che tutelino famiglie e piccole imprese . La Lega parla di “macelleria fiscale”, affermando che : è indiscutibile che le tasse vadano pagate – specifica– ma è altrettanto vero che oggi, a partire dalle scelte del Governo, si va nella direzione di valutare la reale situazione del contribuente, soprattutto quando si parla di anziani, pensionati, soggetti indigenti.

E si mischiano gli scenari. Se uno è in stato di indigenza e insolvente, non vogliamo pensare che il Comune si possa accanire. Lo status di anziano e pensionato, però non esime dall’obbligo, poiché si deve contribuire in base alla capacità.

L’Amministrazione, ha rappresentato una linea di sostegno verso le fasce più deboli e rispetto per i contribuenti in regola, escludendo azioni punitive ma mirando a un equilibrio tra rigore e assistenza . Questo si deve pretendere, e dev’essere compito della politica chiederne conto.

La discussione si deve concentrare su come bilanciare il rigore nella riscossione dei debiti con la tutela delle fasce più vulnerabili, mentre la politica locale si deve confrontare sull’indirizzo e la trasparenza dell’azione amministrativa. Un contesto che  riflette dinamiche comuni a molte amministrazioni locali, oggi più che mai  alle prese con la gestione fiscale e sociale post-pandemia e in tempi di difficoltà economica diffusa.

Una attività che ha necessità di interlocuzioni e mediazioni politiche, non di cercare lo scontro dividendo fra  favorevoli e contrari al pagamento dei tributi. Non esiste il partito delle tasse, perché è questo il partito che garantisce sanità, assistenza sociale, pensioni, forze armate e di polizia, aiuti alle imprese, diritto allo studio, è sostenibilità dello stato. Tutti indistintamente usufruiscono di questi servizi, al bisogno,  non si chiede di esibire la regolarità dei pagamenti dei tributi dovuti.

 

 

 

 

 


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