DON LORENZO MILANI – Lettera ai cappellani militari e Lettera ai giudici
Nel 1965, insieme ai suoi ragazzi della scuola di Barbiana, don Milani replicava con una lettera aperta ai cappellani militari toscani che in un comunicato ufficiale avevano definito “vili” gli obiettori di coscienza al servizio militare. A seguito di questa presa di posizione, don Milani veniva denunciato per apologia di reato (a quel tempo l’obiezione di coscienza non era un diritto riconosciuto dalla legge) e sottoposto a processo.
Don Milani, non potendo essere presente al processo per l’aggravarsi del suo stato di salute, inviò ai giudici una lettera di autodifesa in cui ribadiva le sue posizioni, ponendo con forza la questione fondamentale dell’educazione alla responsabilità. “Su una parete della nostra scuola c’e scritto grande I care. E’ il motto intraducibile dei giovani americani migliori. Me ne importa, mi sta a cuore. E’ il contrario esatto del motto fascista Me ne frego” . “Bisogna avere il coraggio di dire ai giovani che essi sono tutti sovrani, per cui l’obbedienza non è ormai più una virtù, ma la più subdola delle tentazioni; che non credano di potersene far scudo né davanti agli uomini né davanti a Dio. Bisogna che si sentano ognuno l’unico responsabile di tutto … “. “Non posso dire ai miei ragazzi che l’unico modo di amare la legge è d’obbedirla. Quando le leggi non sono giuste, essi dovranno battersi perché siano cambiate. E la vera leva per cambiare la legge è influire con la parola e con l’esempio … “. In un mondo in cui ci si può nascondere dietro il comodo alibi del “non sono io a decidere … non ci posso fare nulla … “, diventa essenziale ritrovare lo spazio per una scelta, una testimonianza, una presa di posizione maturata personalmente e personalmente vissuta nelle sue conseguenze. Una provocazione, una domanda diretta ad ognuno di noi di fronte all’allungarsi delle ombre dell’ennesima “guerra inevitabile”.
Ora che le guerre e le tensioni internazionali scuotono il mondo intero, proprio ora che tutto sembra confuso e incomprensibile, quando i limiti finora conosciuti cadono in un vortice inarrestabile, sentiamo maggiormente il dovere di impegnarci per la pace e la giustizia, valori fondamentali affermati dalla nostra Costituzione democratica nata dalla Resistenza al nazifascismo.
COME MAESTRO
L’obbedienza non è più una virtù
(ma la più subdola delle tentazioni)
Adattamento teatrale della Lettera ai cappellani militari e della Lettera ai giudici di don Lorenzo Milani
a cura di: Giancarlo Monticelli e Sergio Chillè
Produzione: Sezione A.N.P.I. Alghero “Marisa Musu”
Regia: Maurizio Maravigna e Giancarlo Monticelli
Personaggi e interpreti
Don Milani: Salvor Ruggiu
Avvocato Gatti: Salvatore Riu
Primo ragazzo: Giuseppe Caragliu
Secondo ragazzo: Gabriele Baldino
Venerdì 16 gennaio 2026 – ore 19:00
Sala Parrocchia Madonna del S. Rosario – Alghero
Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili. Si raccomanda di arrivare con un congruo anticipo rispetto all’orario d’inizio.
Si ringraziano per la collaborazione: Parrocchia Madonna del S. Rosario, Obra Cultural de L’Alguer, Plataforma per la Llengua
Cordialmente
Il direttivo della sezione ANPI di Alghero
“Marisa Musu”








