Sabato 12 Settembre, aggiornato alle 19:27

Agricoltura sarda tradita: da che parte sta l’Assessore regionale all’Agricoltura Agus?

Agricoltura sarda tradita: da che parte sta l’Assessore regionale all’Agricoltura Agus?

“A due mesi dall’insediamento del nuovo Assessore regionale all’Agricoltura, il comparto agricolo e zootecnico sardo continua a vivere una fase di totale incertezza, senza risposte concrete e senza una visione strategica chiara.

Le vertenze aperte sono numerose e drammaticamente tutte ancora irrisolte.

Nessuna decisione strutturale è stata assunta, mentre le aziende agricole e gli allevatori continuano a pagare il prezzo dell’inerzia politica e amministrativa.

La Finanziaria regionale 2026 si profila come un ulteriore colpo al settore: tagli alle risorse per l’agricoltura, assenza di una strategia di medio-lungo periodo e una gestione che procede a vista, senza una direzione chiara né obiettivi misurabili.

Le filiere del latte, sia vaccino che ovino e caprino, sono lasciate allo sbando del mercato, senza strumenti di tutela, senza accordi di filiera efficaci, senza politiche di stabilizzazione dei prezzi.

Gli aiuti PAC continuano ad arrivare in ritardo, mentre gli indennizzi vengono regolati da bandi che, per come sono costruiti, sembrano fatti più per escludere che per sostenere le aziende agricole.

Sul fronte internazionale, il Mercosur è alle porte, ma dalla Regione Sardegna regna il silenzio: nessun confronto, nessuna presa di posizione a tutela delle produzioni sarde.

La riforma delle Agenzie regionali è ferma al palo, e la pubblicazione dei bandi procede con ritardi ormai cronici.

Non è certo semplice il percorso del nuovo Assessore regionale all’Agricoltura, ma è altrettanto evidente che nei primi mesi di mandato non si registra alcun segnale positivo, né sul piano politico né su quello operativo.

Il Centro Studi Agricoli, associazione agricola libera e indipendente, che in Sardegna parla sardo e difende gli interessi dei sardi, non farà sconti a nessuno.

Il nostro impegno sarà esclusivamente rivolto ad azioni concrete a favore e a tutela dell’agricoltura e dell’allevamento sardo.

Noi del CSA non percepiamo contributi regionali, a differenza di altri soggetti: questa condizione ci rende – e ci renderà sempre – liberi di dire le cose come stanno, senza condizionamenti e senza compromessi. A tutela del mondo agricolo sardo, oggi più che mai” Conclude il Direttivo del Centro Studi Agricoli


Condividi: