Nel corso delle ultime settimane, nella splendida cornice dell’Asinara, i Carabinieri della locale
Stazione, proseguendo anche durante il periodo invernale il consueto pattugliamento dell’isola, hanno
contestato tre gravi violazioni al Regolamento del Parco Nazionale, tutte riconducibili alla tutela
ambientale ed ecologica dell’Isola: accesso alla zona “A” del Parco, accensione non autorizzata di
roghi e abbandono di rifiuti.
In particolare i Carabinieri, nel corso dei controlli effettuati nelle ultime settimane al fine di tutelare
uno dei patrimoni naturalistici più preziosi del Mediterraneo, hanno contestato violazioni multiple
del Regolamento del Parco, comportamenti che avrebbero potuto compromettere un ecosistema
fragile e per questo rigidamente tutelato.
Il primo controllo è stato eseguito in merito ad alcune attività svolte presso un cantiere operativo in
località Tumbarino. Nella circostanza i militari dell’Arma hanno accertato l’accensione abusiva di
fuochi, verosimilmente al fine di bruciare alcuni rifiuti, effettuata in totale assenza delle necessarie
autorizzazioni dell’Ente Parco. Una pratica pericolosa in un contesto insulare caratterizzato da un
ecosistema particolarmente sensibile.
Nella stessa area è stato inoltre documentato l’abbandono sul suolo di rifiuti – tra cui reti, plastiche
e bottiglie di vetro – una condotta che altera lo stato dei luoghi, favorisce l’inquinamento e mette a
rischio la fauna selvatica che può rimanere vittima di ingestione o intrappolamento.
Per questo tipo di violazioni, le sanzioni possono raggiungere i 1.000 euro, a cui si aggiunge l’obbligo
di ripristino ambientale a carico del trasgressore e la facoltà per il Direttore dell’Ente Parco di
sospendere o revocare le autorizzazioni ad operare sull’Isola.
La seconda attività condotta dai Carabinieri ha interessato un veicolo del servizio di nettezza urbana.
In particolare è stato accertato che un autocompattatore si è introdotto senza alcuna autorizzazione
all’interno della zona “A” dell’Area Marina Protetta, il livello di tutela più elevato previsto dal Parco
Nazionale dell’Asinara. Tra l’altro il veicolo, a causa delle precipitazioni dell’ultimo periodo, è anche
rimasto impantanato proprio in quella zona, aggravando ulteriormente l’impatto ambientale con
manovre e tentativi di rimozione che hanno modificato quei luoghi incontaminati e potenzialmente
provocato danni a specie protette e habitat.
Anche in questo caso la normativa prevede che in caso di l’accesso non autorizzato in zona “A” venga
comminata una sanzione amministrativa superiore ai 1.000 euro, con la possibilità per l’Ente Parco
di ordinare il ripristino integrale dell’area a spese del responsabile e la facoltà per il Direttore dell’Ente
Parco di sospendere o revocare le autorizzazioni ad operare sull’Isola.
I controlli dei Carabinieri continueranno con costanza anche nel prossimo futuro al fine di tutelare un
territorio unico, all’interno del quale ogni alterazione può produrre conseguenze gravi e irreversibili.










