Sabato 15 Agosto, aggiornato alle 19:44

Il Capodanno 2026 è uno spartiacque. Quello che è stato è storia, oggi i tanti eventi proposti non si possono paragonare fra loro, la differenza la fa l’organizzazione

Il Capodanno 2026 è uno spartiacque. Quello che è stato è storia, oggi i tanti eventi proposti non si possono paragonare fra loro, la differenza  la fa l’organizzazione

Alghero e il suo Capodanno in piazza rasenta la perfezione. Frutto di trent’anni di esperienza. Una macchina rodata, uomini che lavorano dietro le quinte in Fondazione, aziende specializzate, al lavoro  per giorni per non lasciare niente al caso: qui era tutto ampiamente previsto. Piazzale della Pace con un grande colpo d’occhio, gente però anche fuori, sul Lungomare Barcellona. Ordine e vigilanza sono state le parole d’ordine, grazie alla poderosa macchina messa in campo dalla Questura di Sassari, che ha coordinato tutte le forze dell’ordine. Accessi all’area chiusi dal tardo pomeriggio, e varchi per l’accesso vigilati, con personale che ispezionava tutto, soprattutto le borse, e faceva scattare il clich del contapersone. Piazza che aveva una acustica di ottimo livello. Da qualunque lato ci si fermasse, la musica era godibile in maniera impeccabile. Nessun incidente, nessuna ressa, nessun botto, nessuna bottiglia vista circolare, perché l’Ordinanza del Sindaco Cacciotto è stata fatta rispettare, e l’hanno rispettata in molti, la maggioranza. Area di sosta gratuita presa d’assalto, poi il miracolo tutto algherese: i locali si sono mossi in città soprattutto a piedi. Piazzale della Pace risulta essere l’ombelico della città e ci si arriva con pochi minuti di camminata neanche tanto veloce, anche dall’estrema periferia.

Ecco, mescolati tutti questi ingredienti, valutato che ci sono stati tre giorni di fila, di immersione totale nella musica, chi ha capacità di valutazione, che vada oltre il semplice tifo di campanile, ne  tragga un giudizio. Se poi si vuol cercare il dettaglio si cerchi sui social, persino chi non è rimasto soddisfatto dalla musica e dall’accoglienza, troverà poche recensioni negative, molte ispirate al contrarismo ad ogni costo. Ecco che si può parlare da un voto finale, fatti i debiti paragoni con la concorrenza, quella che si è data il giudizio, e l’aggettivo più roboante per certificare l’ingresso nell’olimpo dei capodanno in Sardegna. Olimpo che da queste parti si frequenta da tempo, al punto che oggi neanche lo si invoca. Ma si invoca giustizia per la scorrettezza patita da parte di fonti di informazione che dovrebbero essere super partes e di servizio pubblico, che Alghero l’hanno adombrata, in uno sforzo talmente mal riuscito, che la vera notizia non è stata leggere chi c’era,  ma constatare  chi non ci fosse , posto che tutti sapevano che ad Alghero c’erano tre giorni di grande spettacolo, con il clou che portava sul palco il più grande Dj sulla scena. E chissà se un giorno si saprà persino chi ha deciso e voluto questo.

Raniero Selva Assessore fra i più esperti dell’attuale ammnistrazione, lambisce con una stilettata l’argomento: Alghero la città uscita dai radar dei giornali e dalle Tv si è risvegliata sorridente e serena dopo un mese di grandi festeggiamenti. Tutti a inseguire numeri per primeggiare in un conteggio che ha il sapore di una sorta di sogno. Ma il sogno vero è stata la magia di una città preparata accogliente straordinaria per l’aria natalizia che si respirava. Sappiamo da anni come vanno queste feste e bisogna rendere onore a chi ha intuito da subito la possibilità di realizzare una festa come questa. Siamo capofila nella nostra isola. Ma vantarsi vale poco. Dobbiamo fare tesoro della nostra esperienza e realizzare i nostri sogni anche nelle difficoltà. A tutti e tutte grazie di aver partecipato e condiviso questo anno insieme a una comunità che come detto accoglie e non respinge e si apre sempre di più al mondo.

Il 2025 fra i Capodanno segna uno spartiacque per tutti. Non ci sono solo tre piazze, Alghero, Olbia e Cagliari, in Sardegna ci sono tutte le piazze che si desiderano.  La Regione con il suo Assessore Cuccureddu, ha fatto una piccola rivoluzione, ha permesso a tutti di organizzare un evento, in base al servizio d’ordine programmato. Piazze divise per Classi, e finanziamenti pure. Tre milioni messi sul tavolo hanno fatto correre tante amministrazioni, la Sardegna diventa capitale d’Italia dello spettacolo per una notte. Si è fatto bene? E’ questo che si voleva? Altra domanda a cui ognuno può rispondere. Quel che è certo è che sul territorio sono atterrate risorse vicine a otto volte l’investimento pubblico. Si è mossa economia, hanno lavorato maestranze, tecnici, musicisti, addetti alla sicurezza ed esercizi pubblici. Questo è il grande risultato che si deve evidenziare, perché la vera scoperta, non è solo destagionalizzare puntando sul turismo esterno, chi ha puntato sul turismo di prossimità, ha vinto la scommessa. Chi si è mosso in Sardegna si ipotizza abbia messo in  disponibilità di spesa 100 euro a serata. Ecco da quai si parte, e si ricomincia, alzando l’asticella, non facendo gara contro qualcuno, ma contro se stessi, per migliorare e migliorarsi. Perché a vincere sia la Sardegna.


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