Lunedì 10 Agosto, aggiornato alle 18:40

Ecco il progetto dell’imprenditore Guido Vaini che fa spola fra Stintino e Bergamo: un globetrotter del business. E’ Presidente del Ski Mountain –  The Master Team

Ecco il progetto dell’imprenditore  Guido Vaini che fa spola fra Stintino e Bergamo: un globetrotter del business. E’ Presidente del Ski Mountain –  The Master Team

“La notizia è certamente curiosa e degna di cronaca. La  Sardegna non è più soltanto terra di turismo, di agricoltura, di allevamento, di vino…la Sardegna da oggi si scopre anche terra di sciatori e risiede proprio a Stintino il Presidente dello sci club più forte in Italia”. E’ l’inizio di una nota stampa, dove uno sport, lo sci, viene trattato con grande maestria, da chi la comunicazione la sa fare, con il risultato finale che il contenuto, non è solo una cronaca sportiva, il dettaglio di un evento, ma è una vera e propria promozione di un progetto che mette dentro imprese e business, governato dall’informazione, veicolata con molta attenzione. E si racconta quindi non solo cosa si vuol fare su campi di sci, non sardi certamente, ma partendo dalla Bergamasca,  citando Aziende,  sponsor, partnership, che diventano il filo conduttore di un racconto, che ha si l’obiettivo di parlare del progetto, ma diventa un fenomenale veicolo pubblicitario. La Sardegna c’entra , per mezzo dei suoi vini, anch’essi pubblicizzati, fra tutti  quelli della Cantina Evaristiano operativa nella zona di  Putzu Idu, nel comune di San Vero Milis (OR), con il suo Vermentino e Cannonau, poi le Aziende  Sa Marigosa, SNA Yachts  Il tratto che unisce sci e Sardegna, è Guido Vaini,  con il racconto del suo progetto, del fatto che abiti a Stintino nei mesi estivi. Il resto è intuito, un colpo d’ingegno indiscutibile, fatto volare nei canali di informazione, quelli che inseminano nel dettaglio un evento, un progetto, e centrano un obiettivo a costo zero.

Ed ecco il proseguo della nota:

“E’ la singolare storia professionale di Guido Vaini, bergamasco sessantenne, giornalista, imprenditore mare/monti che quasi due decenni fa,  decise di richiedere la residenza a Stintino ed intraprendere alcune attività; inizialmente nell’ambito del ricettivo turistico, e successivamente anche nella nautica con escursioni giornaliere. Si definisce un globetrotter del business, avendo spaziato in molti ambiti, ma soprattutto si ritiene decisamente molto fortunato.

La bergamasca è sempre stata terra spolverata dalla neve, pullula di molti praticanti, di grandi atleti e allenatori, sono molte le stazioni che dalla città si raggiungono in un ora di auto. Normale quindi che da quelle parti si mangi pane e neve, come è successo a Vaini. Dice di avere sempre sciato, nonostante la passione sia sempre stata il calcio, ma già poco più che trentenne venne chiamato a ricoprire l’incarico di responsabile commerciale e marketing in una piccola località sciistica. Fu l inizio di un percorso che lo vide per quindici  anni, gestire blasonate località turistiche, con una parentesi importante anche nel carosello del SuperSki Dolomiti.

Nello stesso periodo ed in contemporanea, si inventa, primo in Italia, un circuito di gare di sci al mercoledì, riservata ad over 50. E’ un boom di partecipazione inaspettato, una percorso che dura quasi 40 anni, che vede l’organizzazione di 517 gare, con oltre sessantamila iscritti, un pool di aziende a sostegno (anche sarde tra le quali  Sa Marigosa, SNA Yachts, Tenuta Evaristiano, Chemipetrol), soluzioni innovative che coniugano la parte agonistica con quella ludica, fatta di degustazioni, spuntini sulla neve, test di materiali, musica e balli, un mix che stravolge il modo di concepire la gara di sci.

Ed arriviamo ai giorni nostri, con il poker pronto ad essere calato, in concomitanza con il più importante evento sportivo del 2026, le Olimpiadi invernali di Milano Cortina; un anno dove tutto ciò che è legato alla montagna, avrà un riflesso mediatico senza precedenti, con un beneficio per gli attori e per l’indotto. Proprio questo è stato lo stimolo per fare riflettere Guido Vaini e cercare di superarsi ancora una volta, spera l’ultima dice scherzando. E intanto sul petto ha già due distintivi d’argento assegnati dalla Federazione, ed uno d’oro, ma con il secondo metallo pregiato che è già pronto dietro la Torre della Pelosa.

E così raccatta i cocci e le esperienze di quaranta anni con i piedi al freddo, e decide di creare la più forte squadra di sci in Italia “e di tutti i tempi” tende a precisare. Sfida o scommessa, a gennaio parte il progetto, sono mesi full time, contatti frenetici con aziende, istituzioni, tecnici e allenatori, convenzioni, partnership; il progetto prende forma, si ingrossa, piace agli atleti ed ecco che a fine estate, si materializza una squadra fortissima, sono quasi ottanta gli atleti che hanno deciso di entrare a far parte di Ski Mountain –  The Master Team, la società sportiva fondata a Bergamo nel 1989, e da allora  presieduta dal Presidente stintinese.

Ma  tutto ciò che si crea,  va fatto conoscere e vedere; gli atleti entrano così in uno show room virtuale ed escono tutti con le giacche blu royal della CMP e logate Lino Sonego; con i soft shell smanicati del Liquorificio Tevini; con le tute da gara di Extreme Winter abbellite da Cioccolato Witor’s, Pompadour, Blistex, Belotti Conserve, OMF Meccanica e Valdigrano; poi le calze a compressione graduata di X Tech ma che profumano di Caffè Poli;  infine sui caschi da gara HMR primeggia Pasta Valdigrano Pagani. Un mix di alta tecnologia, di tecnica, di eleganza, di bellezza, di colori, di immagine, di organizzazione. Nati per vincere e con il chiaro obiettivo nell’anno olmpico di essere gli “invincibili” come il Milan di Carletto Ancelotti, di essere sui podi più importanti a livello non solo nazionale. L’obiettivo dichiarato si chiama Coppa Italia, il trofeo che premia la società più forte tra le 70 che partecipano, quella che deve misurarsi in 20 gare sulle montagne di tutto il Paese, gigante, slalom e supergigante; bisogna essere completi, gli sci sono bisturi sul ghiaccio ed i muscoli scoppiano fuori dalle gambe, questa è la fatica dello sci agonistico.

Non è mai esistita una squadra Master dai 30 anni in su, escludendo gli atleti impegnati nelle nazionali con i Corpi Militari, così numerosa e di qualità; ci sono atleti del Team in ogni categoria, dai 30 fino agli 85 anni, sono pronte al via una dozzina di atlete con grandi ambizioni, ci sarà il supporto di uno staff in pista pronto ad intervenire ed una segreteria sempre presente. Come sempre è stato e come è nello spirito della società sportiva, la gara non finirà sotto la fotocellula del traguardo, ma proseguirà nell’aprè ski con musica e scarponi sulla neve, con le degustazioni, i fritti misti, le grappe e i bombardini, il tonno, il cioccolato, le cipolline, lo strolghino, il taleggio e il bagoss, i biscotti. E ci saranno  nei bicchieri,  anche Vermentino e Cannonau quello buono, della Cantina Evaristiano , per fare conoscere alla montagna italiana, tutto il profumo e il gusto del vino di Sardegna”.


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