Nota Stampa
Le associazioni Tonino Pascali – Sardegna Radicale, Cellula Sardegna dell’Associazione Luca Coscioni ed Europa Radicale comunicano di aver inviato, in data 22 ottobre 2025, una richiesta formale a tutti i Consiglieri e le Consigliere del Consiglio Regionale della Sardegna per modificare l’articolo 27 della Legge regionale 14 del 20 settembre 2006, che disciplina l’erogazione dei contributi e finanziamenti pubblici regionali per attività culturali, sociali e artistiche.
La proposta mira a introdurre una clausola di revoca e di esclusione dai finanziamenti per gli enti, associazioni o organizzazioni che:
- non garantiscano l’accessibilità alle persone con disabilità, violando i principi di pari opportunità sanciti dalle normative nazionali ed europee;
- promuovano posizioni antiscientifiche che possano nuocere alla salute pubblica e alla corretta informazione;
- facciano apologia o rappresentino in termini positivi regimi o soggetti destinatari di mandati di arresto della Corte Penale Internazionale, contrari ai valori di libertà e democrazia sanciti dalla Costituzione e dallo Statuto della Regione Sardegna.
La richiesta nasce a seguito di episodi concreti e documentati in Sardegna, in cui fondi pubblici regionali e comunali sono stati utilizzati per eventi che contraddicono apertamente questi principi.
Tra gli esempi più eclatanti:
- La proiezione del film “Il Testimone”, il 24 marzo 2024 al Jester Club di Cagliari, sede dell’associazione Sardegna in Movimento. Il film, finanziato dal Ministero della Cultura e dal Ministero della Difesa russi, è un’opera di propaganda di guerra che nega crimini accertati come quelli di Bucha e Mariupol. L’associazione che ha ospitato la proiezione è beneficiaria di fondi pubblici regionali e comunali, per un totale di oltre 47.000 euro nel biennio 2023–2024.
- La presentazione del cosiddetto “Libro di Putin – Le vere cause del conflitto russo-ucraino”, tenutasi il 15 febbraio 2025 nella sede dei Padri Somaschi a Elmas, con la partecipazione di funzionari dell’Ambasciata russa, esponenti del partito Democrazia Sovrana e Popolare e rappresentanti di LADA Sardegna-Russia, già noti per iniziative filo-putiniane. Un evento che, oltre a diffondere contenuti apologetici verso un regime sanzionato dall’Unione Europea, non rispettava neppure le norme sulla privacy previste dal GDPR, richiedendo dati personali senza alcuna informativa.
- Eventi pubblici non accessibili: dal caso della manifestazione contro le barriere architettoniche a Nuoro, paradossalmente non accessibile a una donna con disabilità, alle denunce dei partecipanti disabili al Pride 2022 per l’assenza di aree sicure o percorsi alternativi, fino alla mancata accessibilità della processione di Sant’Efisio a Cagliari per via della pavimentazione di via Roma, inidonea a carrozzine e bastoni.
- Presenza di amministratori pubblici in eventi antiscientifici, come l’ex sindaco di Olbia che, in fascia tricolore, ha partecipato a un evento no-vax finanziato con fondi comunali, contraddicendo ogni principio di responsabilità istituzionale e di tutela della salute collettiva.
Questi episodi — solo alcuni tra i casi registrati in Sardegna tra il 2023 e il 2025 — mostrano con chiarezza l’urgenza di una norma che impedisca l’utilizzo di risorse pubbliche per attività discriminatorie, antiscientifiche o filo-autocratiche.
«I fondi pubblici appartengono ai cittadini e non possono essere usati per finanziare propaganda autoritaria o eventi che escludono persone con disabilità», dichiarano Laura Di Napoli, Gabriele Casanova ed Emanuele Palomba, coordinatori dell’Associazione Tonino Pascali – Sardegna Radicale e Valentina Campus, coordinatrice della Cellula Sardegna dell’Associazione Luca Coscioni, «Chiediamo che la Regione Sardegna si doti finalmente di strumenti chiari di revoca dei finanziamenti a chi tradisce i valori di democrazia, verità e inclusione che essa stessa proclama nei propri atti ufficiali.»
«Quanto è accaduto in Sardegna, meritoriamente documentato dalle associazioni radicali locali, testimonia il livello del contagio della “peste putiniana”, cioè della guerra ibrida che la Russia sta conducendo da anni nel nostro Paese, con decine di eventi in cui si spaccia impunemente la propaganda di Putin, nonostante il Regolamento europeo 350/2022 la vieti espressamente. Ribadiamo la nostra richiesta al ministro dell’Interno per una circolare ad hoc ai prefetti per il rispetto puntuale e rigoroso del Regolamento Europeo» chiosano Laura Botti e Giulio Manfredi (Europa Radicale).
«I soldi dei cittadini non possono essere utilizzati per finanziare teorie pseudoscientifiche che possono danneggiare la salute pubblica, la propaganda di paesi autoritari o per fare apologia di ricercati dalla Corte Penale Internazionale. I soldi pubblici non servono a premiare chi esclude o disinforma.», afferma Francesco Nocco, referente per la Sardegna dell’associazione Liberi, Oltre le Illusioni.
Le associazioni si dichiarano disponibili a collaborare con i gruppi consiliari per la stesura di un testo normativo dettagliato, con l’obiettivo di garantire trasparenza, coerenza e responsabilità nell’utilizzo dei fondi pubblici destinati alla cultura e al sociale.
Associazione Tonino Pascali – Sardegna Radicale;
Associazione Europa Radicale;
Cellula Sardegna dell’Associazione Luca Coscioni;
Associazione Liberi, Oltre le Illusioni.









