COMUNICATO STAMPA
La tanto annunciata internalizzazione del servizio di depurazione da parte di Abbanoa
rischia di trasformarsi in un’operazione di esclusione piuttosto che di integrazione e siamo
fortemente preoccupati dell’avvio dei concorsi banditi da Abbanoa S.p.A. per l’assunzione
del personale destinato alla gestione diretta degli impianti di depurazione.
Tra i requisiti di ammissione figura un’esperienza continuativa di almeno 18 mesi nel settore
depurazione, che di fatto è un parametro arbitrario e inspiegabile, perché finisce proprio per
penalizzare proprio i lavoratori che in questi mesi, spesso dal 2024 in poi, sono stati assunti
per garantire la continuità del servizio, sostituendo anche colleghi andati in pensione o
trasferiti. Persone che hanno maturato competenze vere, sul campo, e che oggi si trovano
paradossalmente a rischio esclusione».
Si sottolinea il paradosso di come un parametro temporale, arbitrario e privo di fondamento
giuridico non possa sostituire il valore della professionalità, della dedizione e della
conoscenza diretta degli impianti. È inaccettabile che chi ha garantito il funzionamento
quotidiano dei depuratori venga lasciato indietro, proprio nel momento in cui si parla di
stabilità e valorizzazione del personale.
A questo si aggiunge un elemento ancora più preoccupante, nei bandi e negli atti connessi
non risulta prevista alcuna possibilità di assorbimento del personale attualmente impiegato
da parte della società vincitrice o subentrante nella gestione del servizio.
Una lacuna grave, che espone diverse decine di lavoratori a un rischio concreto di
esclusione e interruzione del rapporto di lavoro, dopo anni di servizio e formazione sul
campo».
Si vuole anche richiamare l’attenzione sui costi sostenuti dall’EGAS per varie consulenze
esterne, infatti nel solo 2025 sono stati affidati incarichi per oltre 75 mila euro a studi legali
e consulenti per seguire il processo di internalizzazione, con il risultato che ad oggi ci
ritroviamo con svariate decine di lavoratori che rischiano di restare fuori.
Ecco perché si chiede alla Presidente della Regione Sardegna e alla stessa Abbanoa di
intervenire tempestivamente con una revisione immediata dei criteri di selezione e
l’introduzione di una clausola di salvaguardia che garantisca la continuità lavorativa per tutti,
anche per chi ha meno di 18 mesi di servizio. L’internalizzazione deve essere un percorso
di inclusione, non un filtro burocratico che cancella l’esperienza e il sacrificio dei lavoratori
sardi.
Abbiamo già tanti problemi e non possiamo permetterci di perdere queste competenze
tecniche e professionali.
Salvaguardare chi lavora nei nostri impianti non è solo una questione occupazionale, ma
una scelta di responsabilità verso l’ambiente, i territori e la qualità del servizio pubblico.
Cagliari, 23.10.2025
IL GRUPPO CONSILIARE DI FORZA ITALIA
COCCIU – CHESSA – MAIELI – MARRAS – PIRAS – TALANAS









