Cagliari, 18 ottobre 2025 – “È evidente che l’assessore Laconi sia stata informata male dai suoi uffici. Infatti, le bonifiche sono ferme. L’ultimo monitoraggio è del 2019, ma erano già ferme, da ben prima di quell’anno. Lo testimoniano i documenti del Piano Sulcis e il lavoro fatto da Tore Cherchi. Ritardi che dipendono esclusivamente dalla Regione e dagli enti del ‘sistema Regione’. Chiedesse ai suoi tecnici che si occupano di bonifiche e di valutazioni di impatto ambientale, ma anche all’Arpas e alle Province, così potrà capire quale sia la verità”. Così Ignazio Locci, presidente del Cal, ha replicato all’assessore regionale della Difesa dell’ambiente, Rosanna Laconi.
“Sono d’accordo che gli amministratori non abbiano bisogno di polemiche, bensì di confronto e dialogo – ha aggiunto il Presidente del Cal – Proprio quello che, in diverse conferenze di servizi autorizzative alle quali ho partecipato, non ho riscontrato da parte della Regione. A quanto pare, in viale Trento e in via Roma credono di poter governare il territorio esclusivamente dalla scrivania. L’atteggiamento prevalente non è quello adatto al perseguimento dell’interesse pubblico prevalente, che ovviamente è sempre quello delle bonifiche”.
“Sono d’accordo che gli amministratori non abbiano bisogno di polemiche, bensì di confronto e dialogo – ha aggiunto il Presidente del Cal – Proprio quello che, in diverse conferenze di servizi autorizzative alle quali ho partecipato, non ho riscontrato da parte della Regione. A quanto pare, in viale Trento e in via Roma credono di poter governare il territorio esclusivamente dalla scrivania. L’atteggiamento prevalente non è quello adatto al perseguimento dell’interesse pubblico prevalente, che ovviamente è sempre quello delle bonifiche”.
“A proposito di Sant’Antioco, uno dei ‘siti orfani’, il suo Assessorato ha già comunicato di non essere in grado di portare a termine l’impegno della bonifica, che peraltro è un obiettivo Pnrr della Regione e non del Comune. Quanto ai soldi disponibili per l’ex Sardamag l’assessore Laconi spieghi meglio quali sarebbero”, ha concluso Locci.










