Mercoledì 12 Agosto, aggiornato alle 10:51

VIDEO – Ad Alghero il progetto Abora V con Dominique Görlitz una eminenza nel campo dell’archeologia sperimentale. In mare con una imbarcazione fatta di canne di Cabras

VIDEO – Ad Alghero il progetto Abora V con Dominique Görlitz una eminenza nel campo dell’archeologia sperimentale.  In mare con una imbarcazione fatta di canne di Cabras

Il gancio dell’incontro di stamattina è stato Roberto Barbieri, il Biologo Marino di Alghero, un profondo conoscitore del mare, oggi al fianco di Dominique Görlitz, nella duplice veste di collaboratore nel team di lavoro e traduttore nei nostri confronti. In una paio d’ore di dialogo, abbiamo avuto la netta percezione di avere al nostro cospetto un grande personaggio, di fama mondiale indiscussa, un autentico numero uno, pionier in una materia che al solo sentire i protagonisti affasciano e intriga. Abbiamo notato questa strana imbarcazione, a vela quadrata,  di fronte al mare di Fertilia, ed abbiamo scoperto che lo specchio d’acqua nel Golfo di Alghero è la palestra dove Dominique Görlitz, e i suo team composto da 32 persone, porta avanti la sperimentazione e lo studio.

 

Il progetto Abora, è guidato da un uomo che definire un  esploratore è riduttivo, ma ci piace perché  Dominique Görlitz, è un pluri specializzato, che ha competenze specifiche nella biologia marina, nell’archeologia, nella progettazione, nello studio delle correnti. Il suo progetto visto oggi ,  è un’iniziativa di archeologia sperimentale che esplora l’antica tecnologia marittima e la navigazione preistorica, utilizzando imbarcazioni di canne per ripercorrere rotte commerciali e migratorie storiche e ipotizzate. Dominique ce ne parla con entusiasmo, e a poco serve far notare che le nostre conoscenze del tedesco e dell’inglese sono a dir poco imbarazzanti, per carenza, e lo studioso, prova a darci una lettura abbordabile con lo spagnolo e persino con un italiano che  è da ammirevole, per Dominique Görlitz, lui cittadino del mondo, che parla praticamente tutte le lingue. Qui entra in ballo Roberto Barbieri, che parla in inglese e traduce per noi. Entrambi hanno la maglietta d’ordinanza griffata, nel petto una grande raffigurazione dell’imbarcazione il nome del progetta : Abora V

Il progetto Abora è nato come un progetto di ricerca interdisciplinare per indagare le capacità delle prime civiltà, concentrandosi in particolare sulle tecniche di navigazione e navigazione marittima. Il lavoro di Dominique Görlitz è fortemente ispirato alle spedizioni transoceaniche di Thor Heyerdahl, che impiegavano imbarcazioni di canne di Cabras  senza chiglia, governate con sponde laterali o deriva, un metodo che si ipotizza fosse utilizzato nell’antichità.  L’obiettivo principale di Görlitz è dimostrare la fattibilità della navigazione antica a lunga distanza, esplorare le conoscenze tecnologiche delle società premoderne e comprendere come le culture si siano diffuse e influenzate a vicenda attraverso le rotte d’acqua.

Abora I (1996-1999): Iniziata come progetto scolastico in Germania, utilizzando canne di Cabras,  la spedizione nacque e  partì da Alghero, con Roberto Barbieri al suo fianco, da collaboratore per raggiungere Piombino, in Italia, come primo test sperimentale di navigazione su imbarcazioni di canne. Da allora sono trascorsi 26 anni è Dominique ha continuato a studiare, esplorare e navigare, sino a giungere ad Abora V che  è in corso ad Alghero in questi giorni con base a Fertilia.

Ha come obiettivo quello di  indagare sui contatti con le imbarcazioni di canne sono realizzate con resistenti canne di Cabras. Utilizzando derive al posto delle chiglie, queste imbarcazioni possono navigare trasversalmente e parzialmente controvento, combinando conoscenze etnologiche, archeologiche e sperimentali. E’ letteralmente affascinato dal Monte d’Accoddi, crocevia importate di questa cultura che è partita dalle Ziggurat della Mesopotamia, dove la loro funzione era religiosa, economica e politica: servivano come centro della città, sede del culto del dio protettore, magazzino, luogo di osservazione astronomica e punto di incontro per le decisioni importanti. La loro forma a gradoni simboleggiava una montagna sacra che collegava il mondo terreno a quello divino. Come è stato il Monte d’Accoddi.

Le spedizioni Abora si intrecciano anche con ricerche archeobotaniche e chimiche, come gli studi sulla nicotina e la cocaina nelle mummie egizie, per esplorare potenziali antiche esportazioni transatlantiche di piante.

Oltre alla navigazione sperimentale, il progetto Abora mira a valutare le capacità tecnologiche e di navigazione dei primi marinai. Esplorare come le culture primitive potrebbero aver diffuso colture, idee e reti commerciali attraverso i mari.  Promuovere il coinvolgimento del pubblico con l’archeologia sperimentale, attraverso mostre, pubblicazioni e media, come Abora. Fornire approfondimenti sull’ascesa, la fioritura e il declino delle antiche civiltà, collegando la storia culturale alle competenze pratiche marittime.  Il progetto Abora include la documentazione delle sfide marittime storiche, dimostrazioni pratiche di antiche tecnologie nautiche e attività didattiche e di ricerca in corso, rendendolo un significativo contributo contemporaneo alla comprensione della storia marittima preistorica. Un progetto affascinante, perché Abora unisce archeologia sperimentale, verifica di ipotesi storiche e navigazione pratica per esplorare le capacità e i potenziali contatti delle antiche civiltà, dimostrando che le imbarcazioni di canne avrebbero potuto essere un mezzo valido per i viaggi marittimi a lunga distanza nell’antichità


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