Cagliari, 26/09/2025 – Il progetto TALASSA – Tutela e Azioni piLota per una governAnce
tranSfrontaliera dei Siti mArini protetti, finanziato dal Programma Interreg Marittimo
Italia–Francia 2021–2027, ha fatto tappa all’Isola d’Elba e Capraia il 18 e 19 settembre con
due giornate di confronto e attività sul campo dedicate al rafforzamento della rete
transfrontaliera tra Italia e Francia per la protezione del mare.
Il meeting, ospitato dal Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano nella sede di Portoferraio ,
ha riunito i partner del progetto: Regione Autonoma della Sardegna (capofila, Assessorato
della Difesa dell’Ambiente), Regione Toscana, Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, Parco
Nazionale dell’Asinara, ARPA Liguria, Area Marina Protetta di Portofino, Office Français de la
Biodiversité – Parc Marin du Cap Corse et de l’Agriate, Septentrion Environnement.
Al centro dell’incontro, la volontà di creare un “corridoio blu” transfrontaliero capace di
rafforzare la conservazione degli habitat e delle specie target, migliorare la governance delle
aree marine protette e dei siti Natura 2000, e costruire strumenti comuni per affrontare le
principali pressioni sugli ecosistemi marini.
La prima giornata ha ospitato il workshop “La scienza partecipata per la tutela
dell’ambiente marino – Esperienze a confronto tra Italia e Francia”, organizzato dalla
Regione Toscana in collaborazione con il Parco Nazionale e il progetto Interreg Marittimo
Neptune. L’iniziativa ha messo a confronto esperienze di citizen science e strategie di
monitoraggio condivise per migliorare la conoscenza ecologica e contrastare fenomeni come
il bycatch, ovvero le catture accidentali di specie protette durante le attività di pesca. Il
bycatch è una tematica centrale del progetto TALASSA, che individua gli operatori della pesca
quali soggetti principali da coinvolgere in attività di qualificazione del capitale umano per
accrescere al contempo la sostenibilità delle produzioni e la tutela ambientale.
Il 19 settembre i lavori si sono spostati sull’isola di Capraia, dove i pescatori locali hanno
mostrato pratiche di pesca sostenibile sviluppate con il supporto del Parco Nazionale, a
testimonianza del ruolo centrale degli operatori nel rafforzare competitività, sostenibilità e
tutela ambientale. Durante la dimostrazione sono state issate 150 metri di rete,
precedentemente calate in mare, consentendo una cattura selettiva in base a specie e taglia,
con il rilascio in mare degli esemplari non idonei.
Dalla Sardegna, hanno preso parte all’incontro delle giornate, i referenti del progetto Talassa
per la Regione Autonoma della Sardegna dall’assessorato per la difesa dell’Ambiente, Silvia
Serra e Laura Santona, i referenti dell’Area Marina Protetta di Capo Caccia Porto Conte e dal
Parco Nazionale dell’Asinara (in collegamento) – entrambi, partner di progetto, Il Centro
Marino Internazionale – Fondazione IMC Onlus di Oristano e la Fondazione MEDSEA, questi
ultimi referenti tecnici e scientifici per la RAS.
Laura Santona, Regione Autonoma della Sardegna – capofila del progetto, ha spiegato
l’iniziativa: “TALASSA è cooperazione transfrontaliera perché il mare non ha confini: senza la
sinergia dei partner – che stiamo cercando di allargare – sarebbe difficile ottenere risultati
utili. Come Regione Sardegna siamo partiti dall’esigenza di stabilire misure di conservazione,
ma stiamo andando oltre, contribuendo agli obiettivi della Strategia europea per la
biodiversità 2030 e lavorando per estendere la rete dei siti Natura 2000, così da garantire un
livello più alto di protezione e condivisione”.
Per Gilda Ruberti, Dirigente del Settore Tutela e del mare della Regione Toscana, la scienza
partecipata presenta numerosi vantaggi ai fini dell’approfondimento della conoscenza
dell’ambiente marino e della sensibilizzazione e consapevolezza del pubblico, a condizione di
garantire l’affidabilità e l’uniformità dei dati raccolti.
Per il direttore del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, Maurizio Burlando, “la citizen
science è diventata uno strumento fondamentale per coinvolgere operatori locali e
comunità, rendendoli consapevoli e alleati nella conservazione delle specie e degli habitat.
Con TALASSA possiamo rafforzare queste esperienze e sviluppare un approccio coordinato a
scala transfrontaliera”. “Con Talassa vogliamo dare risposte concrete ad alcune specie
dell’avifauna – spiega Francesca Giannini, Responsabile Ufficio Tutela della Biodiversità del
parco – e, soprattutto, migliorare la governance tra i diversi Paesi per trovare soluzioni
condivise a tutela di specie che si spostano, nidificano e si alimentano in aree diverse”.
Secondo Valentina Menonna e Leonardo Petri, dal Settore Tutela della Regione Toscana,
“con TALASSA ci siamo dati l’obiettivo di individuare le principali criticità nella conservazione
delle specie e degli habitat marini, per definire insieme ad esperti e istituzioni le misure
necessarie a invertire le tendenze negative. Attraverso la “citizen science” – la scienza
partecipata – vogliamo ampliare la conoscenza sulle specie pelagiche e sugli impatti delle
attività di pesca e turismo, coinvolgendo attivamente cittadini e operatori”.
Per Alban Hagneré, Incaricato di Missione presso il Parco naturale marino di Capo Corso e
dell’Agriate : « Il progetto TALASSA rappresenta una vera opportunità per rispondere alla
sfida n. 5 del piano di gestione del parco: “Usi e attività integrati nel territorio e rispettosi
dell’ambiente marino”. Il progetto consente infatti di identificare meglio le pressioni
esercitate dalle attività umane e di elaborare misure di gestione adeguate. »
Ufficio stampa Talassa Interreg Marittimo Italia–Francia 2021–2027










