Lunedì 10 Agosto, aggiornato alle 16:52

Pale eoliche davanti a Capo Caccia, Mauro Pili: continua la devastazione della Sardegna. Alghero è attiva a contrastarlo sin dal 2022: ma NON contiamo nulla

Pale eoliche davanti a Capo Caccia, Mauro Pili: continua la devastazione della Sardegna. Alghero è attiva a contrastarlo sin dal 2022: ma NON contiamo nulla

“Vietato il mare di Alghero dal 2 settembre al 30 di ottobre .Arrivano le navi degli svedesi di Hexicon per fare i sondaggi in mare per le pale eoliche davanti a Capo Caccia  mentre tutti continuano a dormire, con una Regione inutile e inesistente e uno Stato complice, continua la devastazione della Sardegna!
E’ stata appena pubblicata l’ordinanza della Capitaneria di Alghero che dal 2 settembre al 30 ottobre VIETA il transito di chiunque nell’area oggetto delle indagini geologiche funzionali alla costruzione della centrale eolica a mare della multinazionale Hexicon che vuole devastare quel paradiso naturale con pale altre oltre 300 metri d’altezza! Lo sfregio delle pale offshore è pronto ad attaccare anche l’oasi naturalistica di Alghero, un vero e proprio paradiso terrestre, intonso ed esclusivo, protetto e irripetibile. A chiedere di vietare quel tratto di mare, in piena stagione turistica, sono gli svedesi di Avenhexicon, con sede nel cuore di Stoccolma! Bloccheranno e vieteranno uno specchio d’acqua cristallina davanti a Capo Caccia di 382 km quadri (ben 38.200 campi da calcio in mezzo al mare) per piazzare 54 pale eoliche alte 332 metri e un cavidotto marino di circa 41 km fino al molo sopraflutto del porto di Alghero! Tutte aree vietate sino al 30 di ottobre! Parliamo di un’oasi protetta sin dal 2002, istituita sotto la mia Presidente, dichiarata tale per tutelare l’area tra Punta Giglio e Capo Caccia; Un vero colpo letale per turismo, navigabilità e pesca, e persino per il Santuario dei Cetacei! Sono parole di Mauro Pili, già Presidente della Regione, ex parlamentare e oggi Giornalista professionista, molto attivo nella materia e puntuale nella denuncia, anche sui suoi canali social.

Noi lo abbiamo scritto ieri (LEGGI), e insieme abbiamo pubblicato l’ordinanza della Capitaneria di Porto di Alghero, e  in maniera succinta, ma efficace, abbiamo persino accennato al fatto che Alghero, la sua amministrazione, spinta da numerosi cittadini attivi e non dormienti si è attivata nel contrastare il progetto sin dal lontano 2022, quando a Capo dell’Amministrazione c’era Mario Conoci, un Sindaco sardista . Il Comune di Alghero stava presentando opposizione al progetto per  la realizzazione del mega parco eolico offshore denominato “Sardinia NorthWest”, la cui richiesta d’uso al Demanio Marittimo proveniva dalla società italo-svedese  Avenhexicon, che prevedeva la realizzazione di una centrale con pale eoliche  di ben 382 chilometri quadrati davanti a Capo Caccia. Il Sindaco di Alghero Mario Conoci  esprimeva fortissima preoccupazione e coinvolse nell’opposizione anche i sindaci  di Sassari e Porto Torres nell’unificare le opposizioni al progetto e agire congiuntamente contro una decisione assunta senza il coinvolgimento dei territori.

In una  conferenza stampa a Palazzo Ducale, nel Settembre 2022,  di Nanni Campus, Mario Conoci e Massimo Mulas, Sindaci di Sassari, Alghero e Porto Torres, con il direttore del Parco di Porto Conte Mariano Mariani, dissero NO a scelte non condivise che passano sopra la dignità del territorio che invece necessita di energia a basso costo, infrastrutture, compensazioni ambientali. 

L’opposizione argomentata dai singoli primi cittadini, mette in evidenza un dato incontrovertibile: la Sardegna in termini di territorio asservito, devastato e depauperato ha già dato tanto, ora non è più tempo di accettare a capo chino progetti che non vedano coinvolte le comunità, sino a farle diventare protagoniste (LEGGI TUTTO)

 

 

Già da allora si sono levate distintamente le prese di posizione univoche, provenienti dai rappresentanti algheresi in Regione, l’allora Presidente del Consiglio Michele Pais, il Consigliere Marco Tedde, i consiglieri comunali di maggioranza e opposizione e i rappresentanti della associazioni ambientaliste Lipu, che con il presidente Francesco Guillot aveva sollecitato il dibattito pubblico, Wwf e Legambiente. “Nessuna contrarietà pregiudiziale alle fonti energetiche alternative, ma – ha  ribadito  il Sindaco di Alghero –  nessuno può essere disposto a vedere la propria città e il proprio territorio trattato come una colonia della quale disporre a proprio piacimento. Per noi si prospettano solo vincoli e servitù.  Soprattutto, è inalienabile il nostro diritto di essere attori protagonisti di scelte che riguardano la nostra terra”. Nel progetto presentato, gli aerogeneratori insistono sul margine della piattaforma continentale il cui fondale è compreso tra 300 e 1000 metri di batimetrica, su una superficie di 382 km quadrati nei quali è previsto l’impianto di 27 strutture galleggianti con un diametro ciascuna di 310 metri.

Sullo stesso solco di opposizione, partita nel 2022,  l’Amministrazione del Sindaco attuale Raimondo Cacciotto.

Questo, con il suo Assessore di riferimento Roberto Corbia, ha attivato sin dal suo insediamento un percorso di dialogo con i cittadini, evidenziando la totale avversione a un progetto “calato dall’alto”.

E il punto più alto di questo percorso è stata la decisone di affermare, con atto pubblico, che ad Alghero non ci sono aree idonee.

La relazione dell’Assessore all’Urbanistica Roberto Corbia durante la riunione  delle Commissioni congiunte, Ambiente e Urbanistica, nell’Ottobre 2024, aveva delineato  il quadro sul quale fondare la risoluzione che i due presidenti, Christian Mulas ed Emiliano Piras, avrebbero presentato in Consiglio Comunale. In sostanza si affermava che “Il territorio di Alghero, per quanto riguarda i grandi impianti, è interessata oggi da proposte di installazione di impianti eolici offshore, e dalle cosiddette opere a terra di connessione alla rete elettrica – spiegava l’Assessore – e da questo punto di vista, la proposta di Legge della Regione, che ha svolto i suoi passaggi in Commissione, va in una direzione che consideriamo positiva. Il cosiddetto aggancio a terra, secondo la proposta di legge, potrà avvenire sostanzialmente solo in aree portuali o industriali già esistenti. I vincoli già presenti sul nostro porto che si affaccia sulla città storica – ha precisato Corbia – non lo rendono in sostanza idoneo ad accogliere impianti di connessione all’offshore”.

Della serie che se di fatto un’amministrazione è impotente a bloccare l’attività in alto mare, quando i cavi approderanno al Porto di Alghero, nel cuore del centro storico, con un percorso che “aprirà” la città a nuovi scavi, il blocco sarà totale.

Oggi si apprende dei lavori di  sondaggio in alto mare autorizzati, dei nulla osta ricevuti, compresi quelli dell’Assessorato degli Enti Locali, Finanze e Urbanistica della Regione.

E allora se dobbiamo essere onesti sino in fondo, non creando tensioni fra cittadini e istituzioni locali, cittadini organizzati in associazioni e Amministrazione Comunale, dobbiamo dire a chiare lettere che NON contiamo NULLA. Tutti i nostri dibattiti, le durissime contrapposizioni a livello locale, le affollate assemblee tenute ad Alghero, con e senza l’Amministrazione locale, NON sono servite a niente. I cittadini attivi, chiamati a compartecipare a parole, vengono presi  a scappellotti, per non dire altro. La democrazia a parole,  ne esce con le ossa rotte, perché a valere sono gli interessi ultra locali e ultra  regionali, asserviti a potentati economici. La transizione energetica per noi diventa un incubo, terreno di scontro, tutto politico. Il Governo centrale, che dovrebbe rimettere in fila interessi delle comunità locali e delle compagnie multinazionali ,se ne guarda bene di agire, nel rispetto primario delle comunità. Ed è duro ammettere che si decide lontano da qui, e non c’è opposizione che tenga, chi ha deciso, progettato, ed adocchiato specchi acquei antistanti i nostri territori, va avanti, sicuro che non ci sono parole e atti  che possano fermali, e non si dica però che  qua si dorme. Qua non si dorme e si è vigili, ma è lo Stato, quello che dovrebbe tutelarci ad essere in questo  momento schierato da una parte ben precisa.

Nella foto di copetina i Sindaci in conferenza stampa nel Settembre 2022


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