La Nurra, territorio simbolo del Nord Sardegna, sta vivendo una situazione di estrema emergenza idrica con i bacini idrici ai minimi storici, mettendo a rischio la sopravvivenza delle aziende agricole e zootecniche della zona. Ieri nella Sala di Guardia Grande c’era tutto il mondo agricolo della Nurra, chiamato a sentire, ancora, strategie ipotesi di lavoro e progetti futuri.
C’era il Sindaco di Alghero Raimondo Cacciotto, il Sindaco di Olmedo Tony Faedda, il Presidente della Municipalità della Nurra, il Presidente del Consorzio di Bonifica Gavino Zirattu, un rappresentante di Enas. Presente fra il pubblico il Presidente del Consiglio Comunale Mimmo Pirisi. Fra la gente politici, rappresentanti di categoria, fra tutti Coldiretti e Cia, poi i rappresentanti delle massime Aziende cittadine nel settore Vitivinicolo, fra cui Selle&Mosca, e Cantina di Santa Maria La Palma, poi ancora produttori nel settore olivicolo. Presente in sala ed è intervenuto il Prof Emanuele Farris, che da studioso e profondo conoscitore della realtà, ha posto l’accento sui cambiamenti climatici, e sul tipo di coltura che bisogna rimodulare su terreni che soffrono di lunghi periodi di assenza di acqua con alte temperature esterne. Tutta la serata gestita da Tiziana Lai, la Presidente del Comitato Zonale Nurra, che ha avuto il merito di tenere in piedi un filo conduttore estremamente importante, contenendo le frizioni che sovente dalla sala si sono levate in segno di protesta e rabbia per quanto le campagne stanno vivendo.
Ma mentre agricoltori, Associazioni di categoria guardano lontano, perché oggi è dramma, non si può sottacere che da 15 anni il progetto che aveva la gestione razionale dell’acqua nel nord Sardegna si è arenato nei meandri del dimenticatoio politico, capace sovente di sollevare i problemi in campagna elettorale, ma poi di non dar seguito alla promesse. Oggi c’è rabbia, mista a impotenza, con centinaia di aziende allo stremo, a un passo dal collasso. Ecco se solo si comprendesse questo, anche la solidarietà dalle città si potrebbe invocare. Città servite da acqua che si spreca, come se non ci fosse crisi, capaci persino di “non vedere” il dramma che si sta vivendo a pochi chilometri dal centro abitato, in quella terra bruciata, che non si vede. Perché una crisi di così ampie proporzioni, non può essere pagata solo dalla campagna, dagli agricoltori e pastori, mentre tutti gli altri comparti produttivi viaggiano a pieni giri in un benessere che si è dimenticato persino della solidarietà
E si parla del Cuga ancora. La diga del Cuga, uno dei principali serbatoi per l’irrigazione della Nurra, ha una capacità di 22 milioni di metri cubi d’acqua, ma attualmente ridotta a una pozzanghera, tenuta in riserva per gli usi civici, un livello che genera uno stato di “pericolo” o “allerta” per la siccità. Il Sindaco Cacciotto non ha esitato a dire che se continua così a Settembre l’acqua verrà razionata in città.
Il settore primario, agricoltura e allevamento, è duramente colpito ed è in ginocchio: senza acqua sufficiente, molte aziende rischiano il tracollo, perché impossibilitate a garantire la produzione e il sostentamento del bestiame. Il Consorzio di Bonifica nei giorni scorsi ha attivato il servizio di trasporto acqua con autobotte. Una panacea.
La situazione, inoltre, è aggravata da un sistema infrastrutturale inefficiente, con perdite d’acqua che raggiungono il 50%, una rete di distribuzione obsoleta e mancanza di collegamenti tra i bacini idrici, che limita la gestione ottimale dell’acqua disponibile. Inoltre, milioni di metri cubi d’acqua finiscono inutilmente in mare a causa dell’assenza di adeguati sistemi di raccolta e conservazione, specie reflui dei depuratori di Sassari e Alghero.
Tra le soluzioni proposte: Interventi strutturali necessari, come il completamento delle interconnessioni tra bacini e la realizzazione di nuovi invasi sostenibili per migliorare la gestione idrica, una gestione più efficiente e coordinata dell’acqua, nonché misure di sostegno economico per gli agricoltori.
Urgenza e Futuro
Il messaggio è chiaro: senza un cambio di passo deciso e rapido nella gestione dell’acqua e nella pianificazione degli interventi, la Nurra rischia un collasso idrico che comprometterebbe gravemente il settore agricolo sardo e la sicurezza alimentare locale. Le istituzioni sono chiamate a muoversi con tempestività per evitare il tracollo.
La Nurra vive oggi una situazione critica e di lungo periodo, aggravata da inefficienze infrastrutturali e dalla mancanza di una strategia efficace, che necessita di soluzioni immediate e strutturali per garantire la sostenibilità futura del territorio e delle sue attività produttive.
In tale scenario salgono alla ribalta le Associazioni di categoria, su tutte Cia e Coldiretti Nord Sardegna, che chiedono con forza un coinvolgimento nelle decisioni strategiche.
Antonello Fois, non ha dubbi: “bisogna aumentare la pressione politica per chiedere interventi immediati e piani strategici volti a risolvere la crisi idrica e tutelare le aziende agricole del territorio.”
E’ stato ottenuto un intervento finanziario urgente di 8 milioni di euro destinati alle imprese colpite dalla siccità, fondi che saranno erogati rapidamente alle aziende che non hanno potuto coltivare a causa della mancanza d’acqua. Coldiretti, tramite il suo presidente Antonello Fois, ha sottolineato come questa cifra rappresenti un primo passo significativo, ma l’obiettivo è un piano manutenzione urgente delle reti idriche per ridurre le perdite, la realizzazione di interconnessioni tra i bacini idrici per una gestione più efficiente, l’ampliamento delle dighe esistenti per aumentare la capacità di stoccaggio. Coldiretti mette anche in evidenza che non si può più chiedere solo agli agricoltori di ridurre le produzioni o di investire in tecnologie di risparmio idrico senza un adeguato supporto pubblico che garantisca risorse e servizi adeguati, in quanto la produzione agricola e la sicurezza alimentare sono diritti fondamentali per le comunità locali.
La CIA, con il suo Direttore Francesco Uras, sostiene la necessità di interventi immediati e strutturali per garantire la sostenibilità idrica, come la costruzione di nuovi invasi, il completamento delle interconnessioni tra bacini e lo sfruttamento dei reflui depurati (ad esempio dal depuratore di Sassari) per integrare la disponibilità idrica. Chiede, inoltre, un cambio di passo nella gestione dell’acqua in Sardegna, evidenziando che basarsi sulle precipitazioni è insufficiente e rischia di perpetuare lo stato di emergenza. La CIA è portavoce delle istanze degli agricoltori in tutti i tavoli regionali e nazionali, sollecitando un impegno deciso e coordinato da parte delle istituzioni per evitare il collasso del comparto agricolo nella Nurra e in Sardegna.









