Ieri sera al Teatro si è sfiorata la tragedia. Per favore qualcuno ha notizie del ragazzo che è caduto dalle scale sbattendo la testa, perdendo i sensi. Il pronto intervento dei sanitari ha evitato il peggio , pero’ quando siamo andati via verso l’una di notte, il ragazzo (non faccio il nome per la privacy) non si era ancora ripreso .
Il racconto che Franco Calvia posta sul suo profilo social ce lo conferma. E’ stato testimone e ha vissuto momenti davvero di grande apprensione. Quando l’uomo, che nel scendere le scale, ha perso l’equilibrio ed è caduto pesantemente battendo la testa nella zona temporale, un flash ha attraversato i presenti. Un flash che rimanda al passato, a una altro caso finito in maniera tragica.
Quello che è stato peggio è stato vedere che l’uomo a “caldo” affermava di star bene, è stato dopo che ha cominciato a stare male e perdere i sensi. Subito intervento dell’ambulanza e corsa verso l’ospedale
Ma quel che dobbiamo dire, in questo momento, è che dopo una intera giornata a cercare notizie rassicuranti, queste sono arrivate nel tardo pomeriggio. Lo sfortunato sta meglio, si trova a casa e segue i consigli ricevuti.
“Un attimo, un piede che si mette male, e il corpo che rotola con un rumore sordo, non sono una bella visione – precisa Calvia – fortunatamente ora si può parlare di grande spavento, ma alcune riflessioni sono d’obbligo. Mi sono persino chiesto se fosse il caso di raccontare di questa disavventura, ma ora il convincimento di aver acceso il faro su un problema mi da la convinzione di aver fatto una cosa giusta. Quei gradini, che ognuno di noi ha percorso per centinaia di volte, se si frequenta il teatro Civico, sono una trappola. Difformi da regole basilare che devono far riflettere e indurre, chi gestisce il bene pubblico, a rimodulare quei gradini. E lo dico con cognizione di causa, visto il mio lavoro ( Calvia è un impresario Edile di lunga esperienza). I gradini devono essere contenuti nell’alzata, ora troppo alta, e si deve allargare la parte dove poggia il piede, la pedata, ora davvero stretta, che costringe a movimenti inopportuni proprio per l’esiguità dello spazio. Un intervento che richiede poche risorse, ma tanti permessi visto che si opera all’interno di una struttura di pregio architettonico. Ma vedere cosa provocano questi terribili gradini, devono indurre a prendere decisioni drastiche, per risolvere il problema una volta per tutte.
PS – Franco Calvia è anche un artista, cantautore e polistrumentista








