L’associazione Culturale Trullallera per il progetto antropologico Storie vere della Sardegna presenta il primo evento algherese del 2025.
Ospiti de Lo Teatrì di Ignazio Chessa, la serata sarà condotta dall’attore e regista teatrale Simone Azzu che con alcune brevi letture scelte introdurrà il pubblico partecipe nella calda atmosfera della veglia e del racconto.
Storie vere della Sardegna
Una raccolta di storie, spontanee e trasversali. Un’epopea popolare del Mediterraneo, o meglio, di una delle sue isole.
Un frammento non gerarchico, contingente, del qui e ora, delle persone che vivono oggi in Sardegna o in qualche modo ne hanno una connessione spaziale, concettuale, emotiva.
Siamo andati in giro, e andiamo, a raccogliere e selezionare “Storie di vita” con nessun altro obiettivo se non quello di conoscere e raccontare qualcosa del nostro vissuto.
Storie personali senza nessuna particolare indicazione o indirizzo. Dare voce a chi abbia voglia di raccontarsi e condividere un pezzetto di sé, della propria Storia.
Chiunque può contribuire…
Il progetto prende le mosse, diversi anni or sono, con François Beaune, da uno più grande: Storie vere del Mediterraneo con l’Associazione Histoires Vraies de Méditerranée a Marsiglia nel periodo nel quale la città è capitale europea della cultura.
L’idea è quella di raccogliere delle storie di vita vissuta, crearne un grande archivio online (copyleft) e da qui l’editing finalizzato alla produzione editoriale di qualità. L’idea nasce e si sviluppa sul web e va a concludersi alcuni anni dopo nella classica forma editoriale del libro. Lo scrittore attraverso queste raccolte ha infatti pubblicato due testi molto interessanti: La luna nel pozzo e 77 posizioni libanesi in Francia, nel 2021 tradotti in Italia da Astarte Edizioni – Pisa. Questo progetto è già stato realizzato quindi in diversi altri Paesi del Mediterraneo (Francia, Egitto, Libano).
Lo scopo di questa grande raccolta è allora quello di creare “un’epopea popolare” delle genti del Mediterraneo, far emergere un racconto, una narrazione creata dal basso, da chi abita quest’isola, una narrazione spontanea e trasversale che sfugge a qualsiasi racconto identitario o di altro tipo, istituzionale, calato dall’alto o eterodiretto. Non è, in senso stretto e rigido, un discorso sull’identità e la sua espressione, perché intendiamo l’identità come qualcosa di fluido, contaminato e variabile.
Con il sostegno della Fondazione di Sardegna.








