Christian Mulas il Presidente della V^ Commissione, che comprende anche la Sanità, da giorni ha lanciato l’allarme sul rischio chiusura del Pronto soccorso dell’Ospedale Civile di Alghero.
La sua prima uscita Mercoledì scorso, dopo cinque giorni, nessuno ne parla ad eccezione del Psd’Az, partito di Christian Mulas, che con il suo segretario, Giuliano Tavera, ha prodotto una nota stampa per niente tenera. Il Psd’Az parla di fuoco amico e ribadisce l’allarme lanciato da Christian Mulas affermando che “non possiamo rimanere in silenzio di fronte a un progressivo smantellamento dei servizi essenziali, con il rischio concreto di una chiusura del Pronto Soccorso dell’Ospedale Civile.
E si comincia a pensare davvero male. Delle due una: o Christian Mulas racconta fanfarate, o stavolta il Presidente della V^ Commissione ha toccato i nervi scoperti di una tematica molto complicata. E che il caso sia di pressante preoccupazione, lo indica persino il fatto che per Mercoledì 3aprile, Mulas ha convocato i cittadini e le forze politiche cittadine nei parcheggi dell’Ospedale Civile, tutto alla luce del sole per dire senza finzioni come stanno realmente le cose.
Ma a fronte di una agitazione ben evidente del Psd’Az, tutti gli altri partiti di Alghero, non hanno proferito parola. Quasi che sia un tema caro solo a pochi e non interessi l’intera collettività compreso il tessuto produttivo e poi spiegheremmo perché.
Nei giorni di burrasca annunciata per le nomine dei direttori Generali nelle Asl e nelle Aziende Ospedaliere Sarde, nella Riviera del Corallo si guarda a Sud in attesa di buone nuove. Senza dirigenti difficile si possa muovere foglia. Ma proprio così non posto che il caso Alghero non è evento ordinario ma fatto straordinario.
Tutto ruota intorno al fatto che la struttura di Via Don Minzoni, ha un organico medico ridotto all’osso. Dei 10 medici in organico, due sono in gravidanza, uno è in malattia prolungata e un altro vi entrerà dal 2 maggio. Rimangono operativi solo 5 medici turnisti, di cui almeno due con gravi problemi di salute, e un medico non disponibile per i turni notturni. Ma anche qui ci sono defezioni, e si comincia ad accusare persino il mal di lavoro, quello stress che corrode e annebbia in maniera silente.
Il Pronto Soccorso è coperto di una coperta cortissima, poiche’ sono 4 i medici turnisti che coprono le 24 ore, e non si possono assentare per nessun motivo. Figuriamoci s si possono riposare e godere del dovuto e improcrastinabile riposo con le ferie. Quindi 4 medici garantiscono la copertura, con un gruppo di infermieri che ruota intorno alle 15 unità effettive, e 12 OOSS. Numeri che stridono a chi legge, pur non avendo competenze specifiche in organizzazione sanitaria e di un reparto. Un Servizio che ha avuto nel corso di un anno lavorativo oltre 24 mila accessi, dato in crescita, che presa una calcolatrice alla mano, risultano essere oltre 66 al giorno. E ad allarmare chi lavora nel pronto Soccorso dell’Ospedale Civile di Alghero non è il carico di lavoro che è costantemente in crescita, ma l’arrivo della stagione che ad Alghero fa decollare la stagione turistica. Una città che fa dell’ospitalità la sua più grande fabbrica di lavoro e fonte di reddito, non si può permettere il collasso di un servizio, e la sua chiusura per mancanza di …medici. La salvezza del nostro pronto soccorso, quando è iniziata la stagione turistica, passa attraverso il potenziamento del Servizio, con la presenza come minimo di altri due-tre medici anche a gettone, perché in assenza di queste figure, la chiusura del PS di Alghero nelle ore notturne è dietro l’angolo.
Da qui si parte, e c’è bisogno di sapere in tempi brevi quali siano le determinazione che si vorranno adottare per Alghero. Se qui si prova a chiudere il servizio notturno, in emergenza, c’è il rischio di vedere un servizio monco, che diventa quotidianità. Ed è questo che si deve evitare ad ogni costo, e la classe politica deve saper trovare risposte congrue, comprese le dovute rassicurazioni, che ad oggi non si sentono








