Martedì 8 Settembre, aggiornato alle 16:47

Altari lignei, Forza Italia deposita una interrogazione al Sindaco : è al corrente della sottrazione delle opere d’arte in danno della Comunità algherese?

Altari lignei, Forza Italia deposita una interrogazione al Sindaco : è al corrente della sottrazione delle opere d’arte in danno della Comunità algherese?

Ora la disputa sugli altari lignei di Alghero, da noi portata alla ribalta della cronaca, ripresa dagli Agenti 0010, andata in onda su CatalanTv, imbocca una stada che non può che farci piacere. L’obiettivo nostro, di Giampaolo Barcellonetta, e Gianni Careddu Panu, era quello di scoperchiare un vaso, tenuto chiuso colpevolmente da tempo, e affidato all’oblio delle persone (LEGGI). Anche e sopratutto di chi alivello locale doveva alzare la voce, e pretendere che il mal tolto ( gli altari), facessero ritorno al proprio luogo di origine (LEGGI). Ed è inuquietante come, una storia, di un reastauro, sia finita persino nel contravvenire, di fatto, alla norma generale sul restauro comprese le circolari Ministeriali che vietano il trasferimento delle opere d’arte in luogo diverso da quello naturale, per impedire che esse vengano separate dalla storia di cui sono testimonianza. Ecco, partendo da qui, oggi la politica riaccende i fari sulla questione, e Forza Italia, il gruppo Consiliare unito, deposita una interrogazione urgente al Sindaco, e del fatto se ne parlerà nel prossimo consiglio Comunale. Ed eeco il testo dell’interrogazione

 

 

TEDDE – CARIA –PERU – BARDINO – ANSINI sulla sorte di quattro preziosi altari lignei settecenteschi, realizzati dai due artisti algheresi Michele e Agostino Masala, risalenti al XVIII° secolo,  rimossi dalla Chiesa di San Francesco ad Alghero su richiesta dei Frati francescani, consegnati alla Soprintendenza di Sassari per essere restaurati e non più rientrati ad Alghero.

 

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I sottoscritti,

Premesso che:

– Da accurate inchieste giornalistiche, parrebbe che in data prossima al 1973 quattro preziosi altari lignei settecenteschi, realizzati dai due artisti algheresi Michele e Agostino Masala, risalenti al XVIII° secolo, siano stati rimossidalla chiesa di San Francesco ad Alghero su richiesta dei Frati francescani e consegnati alla Soprintendenza di Sassari per essere restaurati;

– Secondo notizie di stampa verso la metà anni ’80 venne completato il restauro dei predetti altari lignei e il 16 dicembre 1986 l’allora Soprintendente Marilena Dander decise di non ricollocare gli altari al loro posto originale dopo il restauro della chiesa, motivando “che gli altari avrebbero appesantito eccessivamente lo spazio vitale della chiesa”;

 

Atteso che:​

– Parrebbe che invece di essere ricollocati nella Chiesa di San Francesco, vennero allocati in “deposito temporaneo” in tre chiese della Gallura: due nella chiesa di Santa Croce di Aggius, uno a Tempio e uno a Calangianus;

– Successivamente l’Amministrazione comunale, sollecitata a ciò da associazioni culturali e fedeli, tentò con scarsa fortuna di riportare gli altari ad Alghero, presso la sede naturale; 

 

Considerato che:

– Nel 1993 fu costituito il “Comitato per gli altari di San Francesco” che si attivò per sensibilizzare l’opinione pubblica. All’epoca ben quattromila cittadini algheresi firmaronouna petizione che venne inviata all’allora Ministro dei Beni culturali Alberto Ronchey, chiedendo il rispetto della “Carta del restauro” che prevede il ritorno delle opere d’arte al loro ambiente originario dopo il restauro;

 

Ritenuto che:

– nel 1997 l’allora Soprintendente Scarpellini convocò un incontro con i Vescovi di Alghero e Tempio, i Frati francescani e il Comune di Alghero per discutere della ricollocazione degli altari nella chiesa di San Francesco. Pare che nell’occasione venne redatto un documento ufficiale avente ad oggetto la restituzione dei quattro altari. Ma alla stesura del documento non seguirono azioni concrete;

 

Acclarato che:

– negli anni successivi varie Amministrazioni locali affrontarono senza successo il problema;

 

Evidenziato che:

– le opere d’arte sono descritte nel “Catalogo Generale dei Beni Culturali”, vengono fatte risalire alla prima metà del secolo XVIIIº,  la realizzazione viene attribuita ai fratelli ebanisti Michele e Agostino Masala e la loro localizzazione viene individuata presso la Chiesa di San Francesco ad Alghero. Con competenze in ordine alla loro tutela in capo alla Soprintendenza Archeologica Belle Arti e paesaggio per le provincia di Sassari e Nuoro;

 

Sottolineato che:

– Alcuni giorni orsono Don Francesco Tamponi, Direttore dell’Ufficio beni culturali ecclesiastici della Diocesi di Tempio -Ampurias, ha dichiarato alla televisione locale che gli altari originali furono smontati e i loro frammenti vennero utilizzati per costruire dei falsi, utilizzando anche parti non originali;

 

tutto ciò premesso

interrogano il Sindaco affinché dica:

– Se è al corrente della sottrazione delle opere d’arte in danno della Comunità algherese, che ha provocato un evidente depauperamento del patrimonio culturale cittadino;

– Quali azioni intende intraprendere nell’immediato al fine di ricostruire nella loro esatta dinamica i fatti, di riportare le opere d’arte in Città nell’ipotesi in cui esistessero ancora e di agire per risarcire gli algheresi nell’ipotesi in cui gli altari non esistessero più, informando il Consiglio Comunale sugli sviluppi giuridici e fattuali della sua azione.

 

Alghero, 10 aprile 2025

TEDDE

CARIA

PERU

BARDINO 

ANSINI


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