Lunedì 7 Settembre, aggiornato alle 16:39

VIDEO – Fertilia, altro crollo nello stabile dell’EGIS, un pezzo della volta a botte ha ceduto. Verso il sequestro dell’immobile. Oggi anche un infortunio sul lavoro

VIDEO – Fertilia, altro crollo nello stabile dell’EGIS, un pezzo della volta a botte ha ceduto. Verso il sequestro dell’immobile. Oggi anche un infortunio sul lavoro

Il Lungomare Rovigno  è stato chiuso al transito veicolare, nell’area dove è ubicata la sede dell’Ente Giuliano di Sardegna ( Egis), nello stabile interessato dal crollo del tetto nei giorni scorsi.

Questa mattina è stata notata una ambulanza Medicalizzata e i Vigili del Fuoco del Distaccamento di via Napoli. C’è stato  un infortunio sul posto di lavoro da parte di uno degli operai che stavano intervenendo nella messa in sicurezza dell’immobile.

L’operaio è stato portato al pronto soccorso per i dovuti controlli. L’uomo soccorso pare avesse problemi a un piede, che gli impediva la normale deambulazione, proprio mentre lavorava sul tetto.

Da qui l’intervento dei Vigili del Fuoco e degli uomini del 118 che lo hanno soccorso, proprio nel  momento in cui a Fertilia si abbatteva un forte temporale.

Con il passare delle ore però, quanto avvenuto nello stabile dell’Egis sul Lungomare Rovigno, si colora di giallo. Emerge che l’immobile è stato interessato da un altro crollo, questa volta, anche la volta a botte dei locali dell’Egis, è stata interessata dal crollo.

Che la situazione sia da monitorare lo si evince dall’arrivo a Fertilia degli uomini dello Spresal, e di un dirigente del Demanio Regionale. Ma è l’attività dei Carabinieri della Stazione di Fertilia, con il suo comandante in persona sul posto, che è  di notevole rilievo.

Non è dato al momento sapere di più, ma si ipotizza che le forze dell’ordine possano mettere sotto sequestro tutto lo stabile. Troppo pericoloso lavoraci se non ci sono le condizione di sicurezza.

Insomma lo stabile fra Lungomare Rovigno e Via Cherso ora è sotto la lente di ingrandimento, ed emerge in tutta evidenza che c’è uno stato di precarietà e di pericolo nell’immobile, e non si può più ipotizzare un intervento tampone in emergenza, ma urge un progetto di recupero dell’intera struttura, destinata, forse, ad essere posta sotto sequestro, a garanzia di tutti.

notizia in aggiornamento

 


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