Giovedì 13 Agosto, aggiornato alle 9:39

ANIEF denuncia l’abuso “dell’orario spezzato” da parte di dirigenti scolastici verso i Collaboratori scolastici

ANIEF denuncia l’abuso “dell’orario spezzato” da parte di dirigenti scolastici verso i Collaboratori scolastici

L’ORARIO “SPEZZATO” SPEZZA I DIRITTI DEI COLLABORATORI SCOLASTICI. Da anni, nel totale silenzio degli organi preposti, in molti istituti comprensivi l’orario “spezzato” viola il CCNL Scuola.

Premesso che l’abuso dell'”Orario Spezzato” da parte di dirigenti scolastici esiste da diversi anni, stiamo parlando di una “consuetudine” nota. Ma le norme ci sono e devono essere rispettate e applicate. Cos’è l'”Orario Spezzato”? Si riporta un esempio di servizio: ore 08.10-10.48 –pausa -13.54-17.48; esso impegna il lavoratore per circa 10 ore al fine di prestare le classiche 6.00 o 7.12 ore continuative giornaliere, nel rispetto dell’art. 51 del CCNL. Siamo pertanto di fronte a una duplice violazione: orario “spezzato” e superamento delle “9 ore” giornaliere. Restare “a disposizione” per 3 ore, significa che quelle 3 ore sono di servizio. Contro questo abuso, nel 2010, era intervenuto il Direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale dell’Emilia Romagna con nota, prot.12841/c21 che riporta testualmente: “[…] Sono pervenute da parte delle OO.SS. segnalazioni secondo le quali in talune Istituzioni Scolastiche l’orario dei Collaboratori Scolastici verrebbe articolato prevedendo l’orario “spezzato”. In merito si richiama l’art. 51 del CCNL del comparto scuola sottoscritto in data 29.11.2007, che prevede che l’orario di lavoro del personale ATA sia “di 36 ore, suddivise in sei ore continuative, di norma antimeridiane, o anche pomeridiane per le istituzioni educative e per i convitti annessi agli istituti tecnici e professionali”. Alla luce di quanto sopra si invitano le SS.LL. a dare istruzioni ai dirigenti scolastici delle scuole delle rispettive province di pertinenza al fine di fare in modo che l’orario del personale ATA sia gestito nel rispetto del quadro normativo e contrattuale di riferimento attualmente vigente e a segnalare a questo Ufficio eventuali situazioni di criticità riscontrate. […] “.

L’Anief è impegnata da anni in questa “battaglia” con varie segnalazioni a tutti gli organismi preposti: USR, Spresal, Ispettorato del Lavoro, etc.. Gli Organi Scolastici apicali? Non pervenuti! L’obiettivo dell’Anief è far rispettare il CCNL vigente. La disinformazione contro i lavoratori viaggia sottotraccia: “Se lo dice il dirigente, vuol dire che lo può fare…”.  Questa tipologia di abuso è molto nel Nord Sardegna soprattutto negli Istituti Comprensivi, dove alcuni dirigenti scolastici perseverano da anni nell’imporre l’orario “spezzato”. “Abbiamo allertato anche lo Spresal– dichiara il Referente regionale Anief ATA, Mario Soma – in quanto, a nostro avviso, c’è un rischio molto elevato: il lavoratore può incorrere in qualche serio infortunio proprio in quelle ore di “pausa-imposta”. Pensiamo a un sinistro automobilistico: dai rilievi verrà fuori che l’interessato è un collaboratore scolastico in servizio presso l’I.C. Alfa; ha abbandonato il servizio? E in caso di malore al di fuori della sede di servizio nelle ore-buche, come ci si dovrà comportare? Questa tipologia di servizio non consente affatto di conciliare la vita lavorativa con quella familiare come previsto dal CCNL 2019/21.

L’orario di servizio deve essere antimeridiano. L’orario pomeridiano, nelle istituzioni educative e nei convitti annessi agli istituti tecnici e professionali, è dalle ore 13.00 alle 19.00 o dalle 12.30 alle 18.30. “Questa tipologia oraria di servizio per gli ATA, dettata dall’art. 51, sottolinea Mario Soma – non è stata mai cambiata; non si può dare la colpa al tempo pieno, etc. Se non bastano le risorse finanziarie per garantire le attività didattiche e certi servizi, certe attività non si possono svolgere! Non si può continuare a “spremere” il personale ausiliario, magari approfittando della “gerarchia scolastica” per imporre modalità di servizio in contrasto con le norme contrattuali vigenti. I dirigenti scolastici facciano richiesta di personale e spieghino le problematiche ai genitori, che saranno i primi ad attivarsi se vedranno in pericolo il tempo pieno!”.

“L’auspicio dell’Anief – conclude Referente regionale Ata, Mario Soma – è che coloro che devono dare un segnale chiaro e preciso, come fece l’USR dell’Emilia Romagna nel 2010, lo facciano e così venga ripristinato il rispetto delle norme contrattuali, dando serenità e tranquillità ai lavoratori. Da parte nostra, vigileremo in modo concreto, non trascurando ogni iniziativa in ogni sede.”


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