Giovedì 20 Giugno, aggiornato alle 18:36

Giacomo Meloni è il nuovo Presidente di Confartigianato Imprese Sardegna

Giacomo Meloni è il nuovo Presidente di Confartigianato Imprese Sardegna

ELEZIONI CONFARTIGIANATO SARDEGNA – Giacomo Meloni è il nuovo
Presidente di Confartigianato Imprese Sardegna, 58 anni, imprenditore
edile di Olbia: guiderà le 7mila imprese, con 20mila addetti, per i
prossimi 2 anni. Eletto stamattina a Olbia. Presentato anche il
dossier “Tendenze 2024 e prospettive 2025 per la Sardegna”: per
l’Associazione Artigiana è una economia di “stabilizzazione”.

Giacomo Meloni, 58enne imprenditore edile di Olbia, è il nuovo
Presidente Regionale di Confartigianato Sardegna; guiderà
l’Associazione, con 7mila imprese e 20mila addetti, nel prossimo
biennio.

Lo hanno deciso i delegati artigiani, riuniti questa mattina nel
capoluogo gallurese durante l’Assemblea Regionale dell’Organizzazione
Artigiana che ha eletto anche il VicePresidente Vicario, Fabio Mereu,
45enne imprenditore del trasporto persone di Cagliari, che verrà
supportato dagli altri 2 VicePresidenti: Sandro Paderi, imprenditore
edile di Oristano, e Giuseppe Pireddu, autoriparatore di Macomer.
Della Giunta faranno parte, oltre a Presidente e VicePresidenti, anche
Norella Orrù e Salvatore Loi (Cagliari-Sud Sardegna), Marina Manconi
(Gallura), Giuseppe Tatti (Nuoro), Antonio Matzutzi (Oristano), Marco
Rau e Maria Amelia Lai (Sassari).

Meloni approda al vertice dell’Associazione dopo quasi 30anni di
militanza in Confartigianato nella quale è stato, per più mandati,
VicePresidente Vicario Regionale, Presidente Provinciale di
Confartigianato Gallura, Presidente Regionale degli Imprenditori edili
di Confartigianato, Presidente della Cassa Artigiana dell’Edilizia,
componente di Giunta Nazionale di Confartigianato Edilizia-ANAEPA, e
vicePresidente del Cipnes di Olbia.

“Non smetteremo mai di avere cura, tutelare, rafforzare e far crescere
questo fondamentale patrimonio di tradizione, conoscenza, innovazione,
talento, capacità, resilienza e lavoro che le micro, piccole, medie
imprese e le artigiane offrono all’Isola, al resto d’Italia e d’Europa
per la crescita economica e lo sviluppo competitivo del tessuto
produttivo e per il progresso sociale di cittadini e imprenditori – ha
affermato il neo Presidente di Confartigianato Sardegna, Giacomo
Meloni – lo ribadiremo anche alla Presidente Todde, agli Assessori e
ai Consiglieri Regionali ai quali, come abbiamo sempre fatto non
chiederemo favoritismi o strumenti di mero assistenzialismo ma solo di
essere messi nelle condizioni di continuare a fare il nostro meglio
creando reddito e occupazione. Questa è stata e sarà sempre la nostra
strada maestra e starà a noi vigilare e chiedere continuamente che gli
impegni presi siano rispettati”. “Il lavoro che ci troveremo a
compiere insieme alla Giunta sarà irto di difficoltà e, viceversa,
anche ricco di soddisfazioni se sapremo farlo insieme con il giusto
spirito costruttivo e di visione comune, perché l’unico obiettivo sarà
quello di far crescere la Sardegna – ha proseguito il Presidente – ci
mettiamo fin d’ora a disposizione per un primo confronto con la
Presidente, con gli Assessori e con le Commissioni Consiliari: le
nostre proposte saranno sempre franche, costruttive e propositive e
con l’unico obiettivo di sostenere il comparto artigiano”

“Con questa nostra visione e su questi temi principali intendiamo
procedere con un approccio chiaro, leale, propositivo e continuare a
fare da stimolo a chi poi deve prendere le decisioni strategiche e
scegliere dove indirizzare le risorse e le attenzioni – ha
sottolineato Meloni – continueremo a farlo in tutte le occasioni
possibili cercando momenti di dibattito e di dialogo, indicando le
migliori e più adeguate soluzioni, presentando idee e progetti
ambiziosi ma realizzabili”.

Il Presidente ha anche ricordato come la Presidente Todde e numerosi
Consiglieri, abbiano condiviso e sottoscritto, in campagna elettorale,
le priorità delle piccole imprese presentate dall’Associazione
Artigiana attraverso il “Manifesto” di Confartigianato Sardegna con il
quale gli artigiani sardi hanno chiesto alla politica regionale un
solido e tangibile sostegno all’Artigianato sardo, per posizionarlo al
centro delle strategie di sviluppo della Sardegna, con l’obiettivo di
riconoscere il ruolo cruciale dell’imprenditore artigiano. Il “patto”,
che gli artigiani di Sardegna auspicano possa essere onorato nel corso
del mandato elettorale, comprende sette punti chiave: trasporti e
infrastrutture, credito e incentivi, energia, innovazione tecnologica
e digitalizzazione, lavoro e formazione, crisi demografica e
spopolamento, burocrazia e semplificazione amministrativa. L’operato
del futuro Presidente e del futuro Consiglio Regionale, rispetto agli
impegni, verrà monitorato dal team della ChainFactory srl, spin-off
accademico dell’Università di Cagliari guidato dal Professor
Alessandro Spano.

Il nuovo Presidente con Segretario Regionale, Daniele Serra, nella
sessione pubblica, hanno inoltre presentato il dossier “Tendenze 2024
e prospettive 2025 per la Sardegna”, realizzato dall’Ufficio Studi di
Confartigianato Sardegna, che ha analizzato i dati tra il 2018 e 2024
forniti da Istat, Movimprese, Ministeri e Anpal, con i numeri
dell’economia sarda e lo stato di salute delle quasi 170mila piccole e
medie imprese sarde, di cui oltre 34mila artigiane, con quasi 90mila
addetti, che operano nelle costruzioni, autotrasporto e
autoriparazione, servizi alla persona e digitali, alimentazione e
ristorazione, moda, pulizie e tutela del paesaggio e tipico e
tradizionale, rappresentando il 20% della forza produttrice dell’Isola
e il 13% del valore aggiunto regionale, equivalente a quasi 4 miliardi
di euro.

“Le imprese artigiane sarde sono cresciute come numeri e come
mentalità trasformandosi da entità piccole e disorganizzate in realtà
mature con competenze elevate e qualificate, che fanno della
conoscenza e dell’innovazione il loro modus operandi – ha continuato
il neo Presidente – i dati sardi, per il terzo anno consecutivo,
confermano la tendenza alla crescita e al cambiamento del comparto
che, in ogni settore, è in grado di padroneggiare le nuove tecniche
digitali per il rinnovamento dei processi produttivi”. “Anche se
dinamiche e in crescita e costantemente in prima linea per contribuire
alla crescita dell’Isola – ha rimarcato Serra – le imprese artigiane
rimangono realtà fragili; per questo chiedono garanzie, certezze e
zero burocrazia per la Legge Regionale 949, la legge artigiana. C’è
necessità di metterla in sicurezza e quindi bisogna che diventi
strutturale e torni a essere agile e rapida come in passato. Lo
strumento, in 4 anni, ha erogato oltre 80milioni di euro di sostegni
alle imprese sarde del settore”. “Le piccole realtà possono essere
viste come elementi di debolezza per l’economia, ma è proprio da
questi valori che traggono la capacità di affrontare le sfide del
futuro legate all’innovazione e alla sostenibilità – ha concluso
Meloni – per tutta la Sardegna le imprese artigiane rappresentano un
vero e proprio presidio economico e sociale nei piccoli comuni, anche
in quelli più periferici”.

I dati del dossier mostrano come, per ora, la tendenza sulle dinamiche
di quest’anno in corso per la Sardegna sia di una economia di
stabilizzazione ovvero con percentuali che crescono o calano senza
eccessivi strappi. Tre gli indicatori più rilevanti: le imprese che
aumentano, l’inflazione che si riassorbe, e lavoro che cresce ma
prosegue la carenza di figure professionali adeguate.

DEMOGRAFIA REGIONALE IMPRESE

Nel primo trimestre 2024 le imprese totali in Sardegna erano 169.396
con saldo di -151 realtà dato da 2.520 nuove iscrizioni e 2.620
cessazioni, equivalente a un calo dello 0,09%.

DEMOGRAFIA REGIONALE ARTIGIANATO

Sempre nel primo trimestre, nell’artigianato le aziende registrate
erano 34.314, il 20% di tutto il panorama produttivo, con un saldo di
+22 attività, dato da 707 iscrizioni e 685 cessazioni, equivalenti a
un tasso di crescita dello 0,06%. I dati sul settore pongono l’Isola
al secondo posto in Italia come crescita del settore dopo il Lazio con
+0,19% e una media nazionale del -0,12%. Nel primo trimestre 2023, la
Sardegna nel primo trimestre 2023 registro una frenata dello 0,07%
mentre ora registra una crescita del 0,06%.

PIL

In Sardegna la dinamica del PIL nel 2023 rallenta rispetto all’anno
precedente e si attesta al +0,20%. Per il 2024 è prevista una dinamica
sempre prossima allo zero ma leggermente più elevata (+0,34%).
Nonostante il rallentamento della crescita il PIL nel 2025 è previsto
il recupero dei livelli pre crisi (2019) segnando un +2,2% e
contribuendo allo slancio positivo del Mezzogiorno che segna un +3,9%.

INFLAZIONE

Buone notizie arrivano dall’inflazione in netta frenata: a marzo 2024
la percentuale ha raggiunto lo 0,7% rispetto al +9% di marzo 2023.
Ancora alto il prezzo dell’energia: a marzo 2024 risultava più alto
del 41,8% rispetto a quello del 2021 ma inferiore a quello nazionale
che ha registrato un +46,9% e a quello delle Isole con un +49,5%.

PNRR E INVESTIMENTI PUBBLICI

Il PNRR rappresenta uno stimolo rilevante per l’economia sarda,
attenuando gli eventuali effetti recessivi che potranno scaturire nei
prossimi mesi. Nel 2023 la spesa nazionale per investimenti pubblici
sul PIL torna a salire (2,9% del PIL). Le amministrazioni locali
stanno facendo la loro parte: al I trimestre 2024 i pagamenti per
investimenti dei Comini dell’Isola registrano un aumento tendenziale
del +47,3% (+46 milioni di euro) accelerando il passo (nel 2023
l’incremento registrato si attestava al +32,8%).

EXPORT

L’export manifatturiero (che comprende le grandi produzioni
industriali come i combustibili) sardo registra una brusca frenata: il
2023 si è chiuso con -24%, dato che pone l’Isola all’ultimo posto
della graduatoria nazionale. Pesante crollo dei prodotti derivati alla
raffinazione del petrolio e dei prodotti chimici mentre reggono i
prodotti alimentari, le lavorazioni metallifere e le lavorazioni di
macchinari e apparecchiature. Al contrario reggono le esportazioni
delle piccole e medie imprese che hanno registrato un +6% sul 2022,
dato superiore al nazionale che ha chiuso con un 1,8%. Tengono i
prodotti alimentari, i tessili, l’abbigliamento, i supporti stampati,
e i prodotti i metalli. In Pesante calo legno e sughero e i mobili.

LAVORO

Nel 2023 sono 577 mila gli occupati nella regione, 11 mila in più
(+1,9%) rispetto al 2022; trend positivo trainato dalle occupate
(+3,9%) e dai lavoratori dipendenti (+2,0%).

Tale risultato positivo non risulta però ancora sufficiente per
recuperare il numero di occupati del 2019, anno pre-crisi, (quando
erano 582 mila), registrando una dinamica del -0,9%; restano
ampiamente sotto i livelli 2019 le occupate (-1,8%), e i lavoratori
indipendenti (-3,0%).

A livello settoriale si osserva nell’ultimo anno, 2023 su 2022, un
calo dell’occupazione nel Manifatturiero (-11,1%), registrando una
delle peggiori performance rilevate a livello nazionale come nelle
Costruzioni (-12,2%); mentre positiva è la dinamica rilevata per i
Servizi (+4,7%). Rispetto al livello 2019 è invece il comparto
Costruzioni quello che presenta l’incremento più intenso, e a doppia
cifra, dell’occupazione (+20,5%), a cui segue il Manifatturiero
(+5,2%). Mentre non è ancora stato raggiunto il numero di occupati
pre-crisi per i Servizi (-3,1%).

Sul fronte lavoro, variabile traino dell’ultimo periodo, una delle
principali problematiche che interessa le imprese è la difficoltà di
reperimento. La quota di entrate ritenute difficili da trovare a
maggio 2024 si attesta al 49,2%, superiore di 4,6 punti a quella
rilevata a maggio 2023 (44,6%).

Per il trimestre maggio-luglio 2024, trimestre di ‘apertura’
dell’estate, le imprese sarde prevedono 64mila nuove entrate, oltre 2
mila di più rispetto a quelle previste nello stesso periodo di un anno
fa. L’incremento di domanda di lavoro registrato per il solo mese di
maggio, pari al +19,6% (+3mila entrate rispetto a maggio 2023),
posiziona la nostra regione 2^ nella classifica nazionale

LAVORO UNDER 35

Per gli under 35 nel 2023 l’occupazione è cresciuta del +3,4% sul 2022
mentre rispetto al 2019 registra un gap del -3,8%. L’isola registra la
seconda performance negativa per l’occupazione giovane tra il 2019 e
2023. Per ciò che riguarda gli over 35, tra il 2022 e 2023 si è
registrata una crescita del +1,5% mentre il gap tra il 2019 e 2023
rimane ancora del 0,5%. Tra il 2022 e 2023 crollano gli occupati del
manifatturiero dell’-11,1% (peggior risultato in tutta Italia) e
quelli delle costruzioni con -12,2%. Al contrario eccellente
performance dei servizi (+4,7%), commercio e turismo (+1,3%) e altri
servizi (+6,2%). Su 577mila occupati, 454mila sono quelli impiegati
nei servizi, 51mila nella manifattura estesa, 39mila nelle costruzioni
e 33mila nell’agricoltura.

DOMANDA LAVORO E FIGURE PROFESSIONALI MANCANTI

Nel 2023 le imprese sarde non sono riuscite a reperire il 42% della
manodopera necessaria, pari a 64.170 posti rimasti scoperti. Le cose
sono andate peggio per le piccole realtà che hanno avuto difficoltà ad
assumere il 42,9% del personale (48.030 lavoratori), e per gli
artigiani la cui quota di lavoratori introvabili è arrivata al 50,7%
(8.170 addetti).

Tra maggio e luglio 2024, la Sardegna ha previsto l’assunzione di
quasi 21mila nuovi addetti (+19,6% rispetto allo stesso periodo del
2023) di cui il 49% di difficile reperimento.

EDILIZIA E CASE GREEN

Preoccupa il previsto calo dell’edilizia: a livello nazionale si stima
un calo del 2,5% per il 2025 e 0,8% nel 2026, andamento che
sicuramente avrà un impatto negativo anche sul sistema regionale delle
costruzioni.

Per ciò che riguarda la nuova direttiva europea “case green”,
l’impatto della nuova regola sulla Sardegna sarà veramente importante
sia termini di patrimonio da riqualificare, sia come aziende
interessate alle prospettive di questo nuovo mercato: quasi 90mila
immobili vetusti e circa 25mila imprese edili pronte ad intervenire.
Un giro d’affari che potrebbe essere anche superiore rispetto a quello
del superbonus considerato come quelle impegnate saranno tutte risorse
private che non andranno a intaccare i bilanci dello Stato. Per
valutare l’impatto, basti pensare che per un intervento totale di
riqualificazione di un immobile di 100 metri quadri si innesca un giro
d’affari, tra riqualificazione, efficientamento e autoproduzione, che
arriva facilmente ai 150mila euro di investimento. D’altra parte,
però, c’è da considerare come un immobile rimesso a nuovo possa valere
anche il doppio rispetto, con consumi energetici praticamente
azzerati, rispetto a uno ancora da ristrutturare. Il panorama
residenziale della Sardegna versa ancora condizioni critiche, con
abitazioni troppo vecchie e in cattive condizioni di salute e che
consumano troppo. L’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Sardegna,
ha anche analizzato l’età e lo stato dei 512.310 edifici privati (case
unifamiliari, ville, villette, case a schiera, palazzine, condomini
anche con attività economiche al piano strada) costruiti prima del
1981 (322.515 unità) e dopo l’81 (189.795), secondo dati Istat.
Dall’indagine è risultato che il 17% (87.262 edifici) del totale degli
immobili versano in pessime o cattive condizioni, ponendo l’isola al
6° posto in Italia tra le regioni con un patrimonio immobiliare
vetusto.

CREDITO E TASSI BANCARI

E’ di 148milioni di euro l’extra costo causato dal caro tassi bancari
verso le micro e piccole aziende della Sardegna condizione che ha
imposto all’83,4% delle realtà produttive isolane di ricorrere
all’autofinanziamento nel caso di necessità creditizie. In ogni caso,
nell’Isola il 50,7% delle imprese di ridotte dimensioni continua a
dipendere dall’erogazione di mutui e prestiti da parte degli Istituti
di Credito. Nei territori isolani l’extra costo ha colpito
Sassari-Gallura per 46 milioni, Cagliari per 45, il Sud Sardegna per
22, Nuoro per 20 e Oristano per 15. A dicembre 2023 in Sardegna si
contavano 8miliardi e 371milioni di prestiti al totale delle attività
produttive isolane; di questi 2miliardi e 532milioni sono andati alle
micro, piccole e medie imprese il cui credito in 2 anni si è contratto
del 5,6%.

INVESTIMENTI GREEN

Nel 2023 il 64,1% delle imprese sarde ha investito in tecnologia,
formazione figure professionali green, con un trend del +25,5%
rispetto al 2022.


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