Venerdì 24 Maggio, aggiornato alle 21:32

ADM e GdF sequestrano n. 36 pezzi tra capi di abbigliamento e accessori contraffatti

ADM e GdF sequestrano n. 36 pezzi tra capi di abbigliamento e accessori contraffatti

Cagliari, 14 febbraio 2024 – I Funzionari dell’Ufficio delle Dogane di Cagliari(ADM) in servizio
presso la Sezione Operativa Territoriale “Aeroporto M. Mameli” di Cagliari-Elmas, assieme ai
militari della Guardia di Finanza, 1° Nucleo Operativo Metropolitano di Cagliari, in servizio
presso lo scalo aeroportuale, hanno sottoposto a sequestro n. 36 pezzi tra capi di abbigliamento
e accessori contraffatti, recanti i marchi NIKE, VERSACE, HUGO BOSS, ADIDAS, STONE
ISLAND, CHANEL, DIOR, LOUIS VUITTON, CALVIN KLEIN JEANS, DIESEL,
BURBERRY, GUCCI, U.S. POLO, BALENCIAGA, trasportati all’interno dei bagagli di
viaggiatori, sia di nazionalità italiana che straniera, provenienti dall’ Albania, Thailandia, Turchia,
Filippine, Bangladesh e Marocco. A questi è stata irrogata la sanzione amministrativa prevista dal
nuovo trattamento sanzionatorio applicabile ai casi di introduzione nel territorio dello Stato di
piccoli quantitativi di merci che violano un diritto di proprietà intellettuale.
I periti dei titolari dei marchi, hanno accertato che i capi, pur essendo ben riprodotti, presentano
delle caratteristiche qualitative inferiori rispetto a quelle della produzione originale.
E’ scattato, quindi, il sequestro dei 36 pezzi (borsette da donna, profumi, portafogli, portamonete,
scarpe, ciabatte, stole, pantaloncini, giubbotti, t-shirt, felpe e tute da ginnastica) il cui valore, se
ne fosse stata riconosciuta l’autenticità, si sarebbe aggirato intorno ai 14.900 euro.
Ancora una volta la sinergia tra ADM e Guardia di Finanza per la tutela dei diritti della proprietà
intellettuale si è rivelata un efficace strumento di contrasto alla commercializzazione di prodotti
contraffatti e/o recanti segni mendaci, volta a contrastare un fenomeno criminale avente una
portata estremamente rilevante che incide in modo significativo sull’immagine internazionale del
nostro Paese e sulla realtà economica e sociale, oltre che rappresentare un danno e un pericolo
per il consumatore finale, connesso alla sicurezza intrinseca dei prodotti.


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