Giovedì 30 Maggio, aggiornato alle 18:01

Sassari, l’Associazione provinciale cuochi ripiana i bilanci e quadruplica gli iscritti

Sassari, l’Associazione provinciale cuochi  ripiana i bilanci e quadruplica gli iscritti

Tracciato in Sala Angioy il bilancio annuale dell’Acps: in un anno si è passati da quaranta a quasi centosettanta associati. E Tavera assicura: “È solo l’inizio. Tuteliamo chi lavora in cucina e aiutiamo chi soffre” Attivato un progetto per la formazione di cuochi extracomunitari

 

SASSARI. Anno super per l’Associazione Cuochi Provincia di Sassari (Acps), il cui bilancio è stato illustrato (il 12 febbraio) in assemblea nella Sala Angioy del Palazzo della Provincia. Molte le note positive di un 2023 che ha visto insediarsi alla guida dell’associazione il nuovo direttivo presieduto da Fausto Tavera. «Abbiamo ripianato i bilanci e più che quadruplicato i nostri iscritti – ha dichiarato quest’ultimo nel corso dell’incontro coordinato dal comunicatore agroalimentare Tommaso Sussarello – passando da 40 a quasi 170 associati, divenendo la più grande associazione della Sardegna. E siamo solo agli inizi».

Gli obiettivi dell’Acps sono infatti ad ampio respiro e si proiettano in particolare su formazione, solidarietà e tutela della figura professionale. «Con un progetto da 450mila euro, che sarà presentato in Regione, vogliamo preparare i nuovi cuochi del territorio, includendo gli extracomunitari e le persone diversamente abili». Ed è stato proprio Tavera a tracciare la strada formando dieci ragazzi provenienti da Senegal, Pakistan e Bangladesh, che ora hanno raggiunto un’autonomia lavorativa.

«Siamo rimasti in pochi a voler fare questo mestiere – ha affermato il vicepresidente Antonio Sechi – perché è usurante e con un ritorno economico talvolta inadeguato. Può capitare d’altronde spesso di sforare le ore previste dal Contratto collettivo a discapito della propria salute, messa a dura prova dai ritmi della cucina e dai continui sbalzi di temperatura». Per questo motivo l’associazione ha contribuito all’acquisto di un giubbotto da indossare tra i fornelli e destinato agli iscritti, strumento indispensabile per evitare le sempre più frequenti malattie professionali.

Questo primo passo per la tutela della categoria arriva mentre, nell’anno appena trascorso, si sono moltiplicate le iniziative di beneficenza. La prima a favore della Caritas di Olbia, che ha ricevuto 4mila euro, poi per la lotta alla Sla a Nulvi, con la donazione di duemila euro. Quindi un atto di generosità è stato compiuto a favore dell’associazione di donne operate al seno “Sentieri dell’isola”, sostenendo il progetto Dragon Rosa: «Grazie all’Acps – ha sottolineato Viviana Tarasconi – avremo delle canoe polinesiane a sei posti, il cui uso, come ha dimostrato la letteratura scientifica, è utile per la riabilitazione fisica post-tumorale».

Intanto cresce anche la dimensione europea dell’associazione: «Siamo stati di recente a Bruxelles per la Settimana della Cucina italiana nel mondo – ha spiegato Tavera – dove abbiamo esportato competenze e sardità. E adesso stiamo preparando un gemellaggio con Amsterdam». A queste latitudini si sviluppa il nuovo corso delle “berrette bianche”, tra le quali Gianni Mallau, Antonio Delrio e Antonello Serra, sono stati insigniti di un riconoscimento per il prestigio che sono stati capaci di conferire all’Acps. Ora l’obiettivo è quello di far crescere ulteriormente gli iscritti, per divenire una realtà forte, in grado di far sentire la propria voce e ottenere ascolto adeguato da parte delle istituzioni regionali e nazionali.


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